“Ultima gara all’Arechi? Sarà la stessa sensazione dell’ultimo giorno di scuola anche se non so se del quarto o del quinto anno”. Carlo Perrone non sa – o non dice – se a fine giugno gli toccherà l’esame di maturità del Salerno Calcio. Voci e controvoci che si susseguono giorno dopo giorno lo vorrebbero lontano dalla Campania, corteggiato da formazioni laziali che hanno voglia di puntare in alto. Lui, serafico come sempre, smentisce tutto e giura di essere concentrato sulla Poule Scudetto. “Non so niente, non sono uno che si vende e non ho il telefono facile – ha detto nel corso della conferenza stampa pre Salerno-Hinterreggio – Nella mia vita ho conosciuto tante persone importanti ma non ho mai chiesto nulla per me, al massimo per gli amici: se vali ti cercano ugualmente. Qualcuno sta facendo pubbliche relazioni proponendosi al Salerno? Non lo so, non mi interessa“. Dicevamo dell’ultimo giorno di scuola: per Perrone non sarebbe un problema continuare sui banchi blugranata, a prescindere dalla categoria: “Si è sempre un po’ tristi all’ultima gara in casa perché ripensi a quanto fatto nel passato, in ogni caso io penso sempre a far bene e non mi preoccupo del futuro che , personalmente, dopo la Poule sarà il torneo amatoriale dei Canottieri Lazio che gioco ogni estate. Mi sentirei di allenare a Salerno a prescindere dalla categoria, anche in Serie A, ma non bisogna aver fretta di programmare: aspetterò certamente il Salerno per un mese, decideranno l’allenatore dopo la composizione dei campionati, ora hanno altre priorità. Lotito? So che mi ha elogiato pubblicamente, mi fanno piacere le sue parole – continua Perrone - Gli ho detto di non farsi alcuno scrupolo nei miei confronti e non sentirsi in obbligo di riconfermarmi. Deve fare le proprie scelte serenamente, non è detto che un allenatore che vince il campionato debba per forza rimanere: del resto lo ha detto lui stesso che ogni progetto deve essere fatto con i giusti interpreti. Per me ci sarà la LegaPro unica, tutto lascia pensare a una rivoluzione del genere: per il momento non sogniamo, anche se sognare è bello…”.
Sogni e ricordi si sono intrecciati ieri sera all’Arechi per i quasi tremila che hanno partecipato all’amichevole tra vecchie glorie della Salernitana e una selezione di ex calciatori russi. “Non so se sono quelli che mancano solitamente alla domenica, altrimenti saremmo stati in seimila – commenta il tecnico – Ieri è stata sicuramente una bella manifestazione, si ricordano momenti belli anche se fa tristezza rivedere appesantiti e con i capelli bianchi ex compagni o idoli in campo, perché significa che il tempo passa”. Perrone, in chiusura, fa poi suo un motto apparso su qualche manifesto dei cosiddetti “inceppati”. “Il passato non va mai scordato, senza di esso non c’è mai futuro – ha detto il trainer romano – Se tra sette anni mi chiamassero per i festeggiamenti del centenario della Salernitana mi farebbe piacere, anche se non mi aspetto nulla. Mi sento parte della storia della Salernitana assieme a tutto il gruppo, perchè abbiamo scritto una pagina importante: anche se con una denominazione differente è sempre una squadra della città”.
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antonio1987
20 maggio 2012
perrone,lei è simpatico e garbato:ma pensi al salerno calcio,per favore!