Nonostante la sconfitta casalinga alla quintultima giornata contro l’Atletico Trivento, si dormivano sonni tranquilli in casa Teramo, grazie agli otto punti di vantaggio sulla Civitanovese (nove su Ancona e Sambenedettese). Succede poi che nelle ultime quattro partite collezioni 4 punti e la vittoria del campionato arriva si con una giornata di anticipo a 73 punti, ma con un solo punto di vantaggio finale su dorici (corsari proprio al “Piano d’Accio”) e Samb. Una situazione, in un girone – è bene ricordarlo – ricco di squadre e piazze di qualità, per certi versi assimilabile a quella vissuta dal Salerno, attanagliato da eccessiva tensione finale. Paura di vincere? “Non credo – ha risposto l’attaccante del Teramo, Gerardo Masini, ai nostri microfoni – Semplicemente non siamo riusciti a chiudere il campionato prima, nonostante se lo attendessero tutti. Alla fine abbiamo vinto, non dimentichiamoci che nel girone di ritorno è tutto sempre molto più difficile, perchè tante squadre sono affamate di punti e ti affrontano con più combattività: l’importante è vincere e non il vantaggio con cui lo si fa, uno o dieci punti più delle inseguitrici non fanno la differenza”. Giovedì al “Morandi” di Umbertide il prolifico attaccante argentino, autore di 21 gol e capocannoniere del Girone F, incrocerà il suo passato, seppur di riflesso. Gli appassionati campani ricorderanno, infatti, la militanza del calciatore con la maglia della Salernitana nella prima parte di stagione 2007/08, conclusasi con la vittoria del campionato di Serie C1. “A Salerno ho vissuto la mia esperienza più importante come categoria, ma una delle peggiori a livello societario – ricorda Masini, che ha ancora il dente avvelenato per alcuni trattamenti ricevuti – Fui letteralmente costretto ad andare via a metà stagione nonostante volessi rimanere, mi girarono in prestito al Cassino in C2, poiché era la squadra di uno dei soci della Salernitana, Vittorio Murolo. Fu una decisione a sorpresa: prima mi dicevano che sarei rimasto, poi invece il 30 gennaio (a un giorno dalla chiusura delle liste per i trasferimenti, ndr) mi comunicarono che mi avrebbero ceduto. Non la presi molto bene, più che altro con le modalità con cui fui trattato, perché non giocavo certo titolare ma ero sempre a disposizione del Mister in qualsiasi ruolo. Ricordo che Agostinelli mi faceva entrare molto spesso a gara in corso, impiegandomi sia come esterno che come attaccante indifferentemente. È andata così, con loro ho poi chiuso ogni rapporto”. Fu la stagione dello sperpero (al suo posto arrivò Cammarata, ndr) che rese irrimediabilmente magrissime le casse societarie. “Ma anche a Cassino e Potenza (dove Masini approdò l’anno seguente, ndr) la situazione era tutt’altro che rosea e le società non erano messe bene: abbiamo visto poi che fine hanno fatto anche loro”.
Meglio per Masini e per i tifosi, dunque, parlare dei bei ricordi dell’Arechi. “Non dimenticherò mai quel gol realizzato sotto la Curva Sud contro l’Arezzo e il boato dei tifosi, sempre caldi e spettacolari”, commenta il giocatore, che prima di quel 9 settembre 2007 (terza giornata di campionato, ndr) aveva segnato anche in Coppa Italia a Noicattaro (22 agosto, gara persa 2-1 dai granata: per i pugliesi doppietta di un giovanissimo Francesco Caputo, qualche anno più tardi ingaggiato proprio dal club di Lombardi, ndr), collezionando in totale 17 presenze in gare ufficiali con la Salernitana. “A Salerno città mi sono trovato benissimo anche nel vivere – continua il quasi trentenne attaccante – Poi quando i risultati vanno bene, tutto il resto viene da sé ed è normale che tutto vada alla perfezione. Tra i miei ex compagni sono rimasto legato a Turienzo (altro ex del Teramo, ndr) che ho sentito fino a qualche anno fa, poi lui è tornato in Argentina”.
Per lui che a livello dilettantistico ha giocato (e tanto) esclusivamente in Abruzzo con le maglie di Canistro, Penne e Lauretum – con esperienze anche in Spagna (Alzira e Zamora nelle serie inferiori) e nel suo paese natale a inizio carriera (Indipendiente e Club Cipolletti, squadra della sua città natale militante nell’equivalente della nostra Prima Divisione, ndr) – l’attualità si chiama Teramo e l’obiettivo è lo Scudetto. “Una città come Salerno non può pagare per colpa di persone che fanno solo male al calcio – afferma Masini – ma ora Lotito sta facendo un bel lavoro ed ha allestito una squadra forte che affronteremo col massimo rispetto, perché vogliamo onorare la competizione per lo Scudetto. Noi favoriti? No, arrivati in quattro ormai siamo tutte squadre forti che hanno vinto i rispettivi campionati e battendo anche altre squadre campioni: sarà un bell’anticipo di Lega Pro per l’anno prossimo. Il futuro? Mi piacerebbe restare a Teramo ma dobbiamo parlare con la società, ora è presto per dirlo”.
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