Mercato, sul taccuino di Pagni Concas e Ferretti del Carpi

Danilo Pagni, foto G. Maffia / Daimages

Il bussolotto del calciomercato estivo, un po’ anchilosato dal peso di squallide problematiche che con il pallone nulla hanno da spartire, comincia a produrre sogni per la fantasia degli appassionati che, al cospetto di vagheggiamenti su formazioni future e relativi schemi tattici, già pregustano nuovi successi e traguardi ambiziosi da inseguire. Alla regola non si sottraggono i tifosi salernitani i quali, in questi primi giorni di calura estiva, stretti a sandwich tra il desiderio di riabbracciare la Salernitana nella sua essenza originaria e il disgusto crescente nel registrare i primi responsi sui processi al malaffare calcistico, divorano link e pagine di giornali alla ricerca di nomi che facciano ipotizzare con largo anticipo una stagione in Lega Pro da assoluti protagonisti.

Tra i tanti nomi di calciatori fatti, quelli che sembrano avere maggiore appeal, tanto da indurre i quadri tecnici del Salerno ad attenzionarli con costante scrupolosità (osservatori sguinzagliati al “Campo Italia” in occasione di Sorrento-Carpi, semifinale d’andata dei play off promozione di Lega Pro), una menzione particolare spetta a due ragazzi che hanno contribuito, quest’anno, a portare in alto il sorprendente Carpi di mister Notaristefano (domenica gli emiliani ospiteranno la Pro Vercellie sarà sufficiente pareggiare, al termine dei 120’ di gioco, per accedere in B): stiamo parlando di Fabio Concas ed Andrea Ferretti.

La prima considerazione da fare è che si tratta di ottimi elementi per la categoria, il cui ingaggio rappresenterebbe un investimento molto oculato anche in ottica futura. Diciamo questo perché i due hanno dalla loro parte l’età giusta (sono entrambi classe ’86: ventiseienni già temprati da diversi campionati ma nel pieno del vigore atletico), qualità tecniche superiori alla media espressa dalla categoria, doti fisiche notevoli, riconosciuto spessore agonistico, spiccata personalità (rischiano la giocata risolutiva senza timore) e, dulcis in fundo, assicurano un’ampia duttilità tattica. A tutto questo bisogna aggiungere che i due sarebbero pronti anche per il ritorno (si spera il più immediato possibile) nel torneo cadetto (scenario già goduto da entrambi negli anni addietro).

FABIO CONCAS

Genovese di nascita (17/11/1986), il ragazzo sa giocare al calcio ed essere efficace nell’interpretazione del ruolo di esterno d’attacco, al punto che, forse, dopo quanto ha dimostrato nelle ultime esperienze professionali, meriterebbe di frequentare il campionato di serie B con maggiore assiduità. La dimostrazione di questo postulato ce la fornisce la sua carriera: Concas, infatti, nella seconda parte della scorsa stagione, approfittando della finestra del mercato invernale, abbandonò Terni dopo tre annate consumate su ottimi livelli (77 presenze e 9 gol) per trasferirsi in Lombardia, a Varese, alla corte di Sannino. Quindici gare al suo attivo e due reti realizzate per bagnare il suo esordio in cadetteria. Nell’estate del 2011, poi, il ritorno in Lega Pro cedendo alle lusinghe dell’ambizioso Carpi. Ma il passaggio non venga interpretato da chi legge come un declassamento, considerando che è stato semplicemente figlio del legittimo desiderio dell’atleta di essere ancora protagonista a trecentosessanta gradi; le ambizioni di partenza del Varese (anche i lombardi si giocheranno la promozione in A con la Sampdoria nel prossimo week-end) non gli garantivano il posto da titolare. Il suo ruolo originario, quello che l’ha posto all’attenzione degli addetti ai lavori, è tornante di fascia destra con licenza di far gol. Infatti, il ligure non si limita a saltare l’uomo lungo le corsie esterne (si adatta tranquillamente anche a sinistra) per scodellare in area altrui palloni invitanti per le punte; egli interpreta il ruolo con un atteggiamento decisamente offensivo, tagliando in mezzo al campo alla ricerca dello spazio per concludere a rete, inserendosi costantemente in zona gol, facendosi valere anche in acrobazia e palesando un sorprendente opportunismo sotto porta pur essendo un centrocampista. Il ragazzo, inoltre, può giostrare tranquillamente anche come trequartista o seconda punta alle spalle di un ariete, essendo in possesso dello spunto decisivo negli ultimi venti metri e della determinazione tipica della punta in fase conclusiva. Quest’anno, infine, storia dello scorcio finale di stagione (comprese le gare play off), il polivalente Concas sta fornendo un’ulteriore dimostrazione della sua versatilità tattica, svolgendo l’inedito ruolo di centrocampista centrale in una mediana a quattro. Anche in questa versione, l’atleta sta ben figurando grazie alle doti tecniche e al dinamismo che lo contraddistinguono, rivelandosi utile sia nella fase attiva che in quella passiva.

ANDREA FERRETTI

Emiliano di Montecchio Emilia (RE), il possente centravanti (1,87 md’altezza) ha iniziato la sua carriera collezionando qualche presenza nei campionati minori inglesi, prima di far ritorno in Italia ed esordire in B con la maglia del Cesena (20 gare e 3 marcature lo score finale). Leggero passaggio a vuoto nella stagione successiva (sempre a Cesena in C), complice forse una sorta di disillusione causata da una carriera che stentava a decollare, prima di riemergere orgogliosamente disputando due ottimi campionati a Pavia (59 presenze e ben 21 gol realizzati in Seconda e Prima Divisione) che lo hanno ricollocato nel mirino degli osservatori calcistici e reso una sorta di divinità agli occhi dei tifosi pavesi, dai quali è stato immortalato con l’eloquente appellativo di “squalo bianco”. Centravanti importante il buon Andrea: non ingannino i tre “miseri” gol realizzati a Carpi, in una squadra dove segnano in tanti e dove è giunto soltanto a gennaio, proveniente dall’ambizioso e vincente Spezia che nell’estate scorsa aveva pensato anche a lui per la pianificazione del suo ritorno in B. Punta vertice completa, brava a difendere il pallone e a far salire la squadra, abile a finalizzare la mole di gioco prodotta dai compagni ma allo stesso tempo capace di partecipare alla manovra dialogando sulla trequarti, il ragazzo sovente si sposta sulle fasce (in particolare a destra per sfruttare la conversione al centro e tirare in porta) ed agisce con disinvoltura tra le linee grazie alla sua buona tecnica di base. Bravissimo nel gioco aereo in virtù dell’altezza che si ritrova, Ferretti esibisce nelle sue recite domenicali un calcio di sinistro potente e preciso e, non di rado, non disdegna lo spunto personale per liberarsi dalla marcatura dei difensori e concludere in porta. A volte lascia il segno anche sui calci piazzati. Infine, nonostante l’altezza e la muscolatura imponente, non è un attaccante statico e assicura il suo contributo tattico anche in fase di non possesso.

Insomma, parliamo di due ottimi calciatori, la cui eventuale presenza nella squadra che verrà potrebbe sortire effetti solo positivi. Noi, dal nostro modesto osservatorio, ci limitiamo a sperare che Pagni (sarà ancora lui a pianificare le strategie tecniche future?) possa concretizzare al più presto le due operazioni.

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SoloSalerno.it © 2013 Tutti i diritti sono riservati- Testata giornalistica Aut.Trib.di Salerno n° 2/12 del 22/03/2012 - Direttore Responsabile: Giuseppe Maffia

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