Riunione Lega Pro, nessun accenno alla riforma. Anche Piacenza e Triestina sull’orlo del baratro

 

Il segretario del Salerno De Rose, foto F. Vietri

E’ andato in scena come previsto l’incontro in Lega Pro con le società che prenderanno parte al campionato di Seconda Divisione. La riunione informativa, indetta dalla Lega, era legata ad alcuni aspetti di carattere organizzativo in vista della prossima stagione: i club hanno incontrato tecnici della Covisoc per ricevere assistenza e indicazioni in merito alla documentazione da inviare alle varie commissioni per ottenere poi la licenza nazionale. Nell’ambito dell’incontro, sono state ribadite le procedure per l’iscrizione al campionato che dovrà essere effettuata entro il giorno 30 del corrente mese. Una riunione interlocutoria, dunque, in cui il sodalizio caro a Lotito e Mezzaroma ha appurato, se mai ce ne fosse stato bisogno, di partire con un ampio vantaggio per quanto riguarda la documentazione utile ad iscriversi al campionato d’appertenenza: il Salerno, proveniente dai dilettanti, non ha bisogno di presentare le ritenute fiscali e previdenziali degli stipendi, poichè l’art. 94 delle noif per la serie dilettantistica parla di rimborsi spese e non di stipendi veri e propri. Nel calcio professionistico, com’è noto, è tutto regolamentato e si versano anche i contributi pensionistici, costringendo le società a presentare solide garanzie al momento dell’iscrizione al campionato. Il segretario Rodolfo De Rose, che rappresentava il Salerno Calcio, è stato accolto dal direttore della Lega Pro Francesco Ghirelli e non dal presidente Macalli, annunciato alla vigilia ma attualmente in Polonia al seguito della Nazionale insieme ai vertici federali guidati da Abete: Ghirelli ha precisato sin dall’inizio che la famigerata riforma non sarebbe stata oggetto di dibattito durante i lavori. I vertici, dunque, non si sono sbilanciati e hanno imposto un atteggiamento attendista in merito alla struttura dei campionati. Proprio le iscrizioni ai campionati e le garanzie che verranno richieste, tema essenziale della riunione odierna, saranno la prova del nove per le società in debito d’ossigeno. Ma nonostante la riunione si sia rivelata squisitamente tecnica, i vertici della Lega Pro hanno registrato, non senza qualche patema, una nuova spinta verso il precipizio per il Piacenza Calcio, la cui asta fallimentare, scaduta stamane a mezzogiorno, è andata deserta per la seconda volta. Il curatore fallimentare, Franco Spezia, chiederà al Tribunale la possibilità di proporre ad eventuali interessati una terza occasione, a condizioni ancor piu’ favorevoli (tra base e debito sportivo, oggi sarebbero bastati circa 500mila euro). Quest’anno il Piacenza è retrocesso in Seconda Divisione, ma il club è sull’orlo del baratro. Analoga situazione vive la Triestina. La prima asta di acquisto del club, ad un prezzo già ridotto ai minimi termini, è andata deserta. Nessuno vuole comprare la gloriosa società giuliana, nemmeno a 75mila Euro, quanto basterebbe per iscriversi al campionato di Seconda divisione. E’ buio pesto in Lega Pro.

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