
E’ stato uno dei protagonisti con i giovanissimi del Salerno Calcio quest’anno e il suo potenziale lascia presagire ad una grande carriera. Simone Piscitella, classe ’97, è la prova lampante della sinergia tra il Salerno Calcio e la Lazio anche a livello giovanile (anche se la libera interpretazione potrebbe indurre ad inquadrarla nell’ambito dei rapporti con una società satellite, quale potrebbe essere il Salerno): il giovane originario di San Valentino Torio è sotto osservazione della Lazio ed è stato ospite al campo “Gentili”, abitualmente occupato dalle giovanili della società biancoceleste, in compagnia di altri due baby blugranata, Di Fraia e Visco. Sotto la lente d’ingrandimento di Perrone, Susini e di Stefano Di Marino, Piscitella si è destreggiato in casa Lazio con la speranza di un approdo definitivo, magari dopo una gavetta tutta salernitana, in maglia biancoceleste. La giovane promessa blugranata racconta la sua esperienza in terra laziale alla nostra redazione e anticipa gli imminenti passaggi in chiave futura: “Siamo stati trattati molto bene lì dall’intero staff tecnico e abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con un ambiente importante e di stare a contatto con strutture importanti. Mi piacerebbe andare alla Lazio in futuro. Disputerò un torneo con i Giovanissimi della Lazio a Caserta, anche perché in così poco tempo non sono riusciti a visionarmi bene. Valuteranno loro, io dal canto mio cercherò di impegnarmi e fare del mio meglio“. Ironia della sorte, Simone Piscitella rischia di approdare a Roma proprio come il fratello, ma la differenza sostanziale è rappresentata dal fatto che attraccherebbe sull’altra sponda del Tevere. Il fratello, più grande di quattro anni, ha fatto il suo esordio in serie A con la Roma proprio quest’anno nei minuti finali di Roma-Inter. Luis Enrique, per di più, l’ha utilizzato nel recupero di Catania accantonando l’evanescente Bojan: “Mio fratello non l’ha presa male perché comunque lui vuole che faccia come lui e meglio di lui. Anche se gioca con la Roma, sa che la Lazio è un’ottima opportunità per me e non è affatto scontento di questo. E gli farebbe piacere stare più vicino a me. In queste ore mio fratello lo danno al Crotone, ma l’abbiamo appreso dai giornali, a lui non è stato comunicato ancora niente. Mi piacerebbe giocare con lui, gichiamo sulle fasce opposte e attaccheremmo insieme, saremmo un completamento. Lui è sempre stato un idolo per me: l’ho visto crescere e la mia ambizione e provare a fare bene come lui”. Vada come vada, il baby blugranata traccia un bilancio positivo della stagione passata in archivio, eccezion fatta per il colore delle maglie dei Giovanissimi, unico neo per i ragazzi allenati da Belmonte: “Quest’anno abbiamo fatto bene nonostante tutte le difficoltà e i pochi allenamenti. Il nostro gruppo si è dimostrato sempre compatto ed ognuno era al servizio dell’altro. Ho fatto una scelta che si è rivelata giusta e sono contento di aver giocato a Salerno. L’unica macchia deriva dal fatto che inizialmente siamo rimasti un po’ male quando abbiamo visto le maglie che avremmo indossato: ci aspettavamo la maglia blugranata o comunque qualche colore che si avvicinasse alla Salernitana, sicuramente non il blu. Però, tutto sommato, non importa la maglia, ma chi la indossa. Sarebbe stato bello indossare la maglia con i colori del Salerno Calcio, ma non indispensabile”.
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