“A Salerno mi lega un filo doppio inscindibile, un legame cominciato quando Claudio Grimaudo cominciò a farmi scherzi nel ritiro a Tenna nel 1997: da lì capimmo che sarebbe stata una stagione importante, e non sono molto amico di Claudio per dire queste cose”. Grimaudo andò poi via, a Reggio Emilia, ma per Daniele Balli iniziò un biennio indimenticabile con la maglia granata: 33 presenze e 25 reti subite nell’anno della promozione in massima serie, 31 apparizioni e 42 gol subiti in A nel 98/99, il portiere toscano è rimasto nel cuore della tifoseria per il grande attaccamento alla maglia mostrato durante la sua permanenza in Campania e anche dopo. “Non ho mai pianto in campo, ma ancora oggi ricordo con grande emozione Salernitana-Vicenza dell’anno della Serie A – ha dichiarato l’oggi quarantacinquenne ex estremo difensore nel corso di un’intervista rilasciata a Liratv - Aliberti pianse abbracciando Breda, poi è andata come è andata: un’emozione unica, ancora oggi quando mi sento triste vado su internet per riguardare i video di quella partita e di quella contro la Juve”. Ne siamo certi, come lui lo fanno in tanti per la grande passione nutrita per la maglia granata. “Io sono un sanguigno – continua Balli - e ciò è dovuto al fatto che mio padre mi ha portato in Curva Fiesole a Firenze quando avevo otto anni: da allora ho cominciato a tifare per ogni squadra in cui ho giocato, dall’Empoli, alla Pistoiese, alla Ternana, al Fucecchio in I Categoria. Ma Salerno è speciale, mio figlio è nato qui e sono venuto in vacanza (a Paestum, ndr) proprio per respirare questa fantastica aria. Pensate che ho oltre mille amici su Facebook: di questi i salernitani sono tantissimi, mentre gli empolesi che mi contattano saranno tre o quattro, eppure siamo andati in Coppa Uefa”. I tifosi salernitani ricordano e stimano ancora il Balli uomo, prima ancora del portiere. “E questo fa immensamente piacere – dice – perchè non ho mai giocato per i soldi che ha sempre amministrato mia moglie. Del resto giro ancora con la Fiat Seicento, ma nel calcio di oggi si stanno perdendo un po’ certi valori”. Proprio quello che Daniele Balli vorrebbe insegnare ai più piccini. “Ho fatto il portiere a trecentosessanta gradi per tanti anni e mi piacerebbe trasmettere ai più giovani tutto, dalla tecnica al valore umano, lavorando in una società che creda in tutto ciò”, afferma. Un chiaro riferimento al Salerno? “Io sono pronto a tutto, dico solo ai tifosi di attendere ed avere pazienza, come l’hanno avuta i tifosi della Fiorentina quando si chiamò Florentia Viola”. Daniele Balli e il granata, una storia che potrebbe arricchirsi di un nuovo, sorprendente capitolo?
© Riproduzione RiservataBalli a Liratv: “Salerno speciale. Futuro? Sono pronto a tutto”
Scritto da Alfonso Maria Avagliano il 30 giugno 2012 in Gli Ex Granata, Rubriche · 0 Commenti
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