U.S. Salernitana: un capitolo fermo dal 1977

La Salernitana 1976/77 (foto archivio Giuseppe Fasano)

La Salernitana ritorna alle origini. La scelta di Lotito e Mezzaroma, di riproporre l’Unione Sportiva nome con il quale fu battezzata la Salernitana il 19 giugno 1919 rappresenta l’ideale ricongiungimento della tifoseria, divisa da sette lunghi anni di accese polemiche.

L’Unione Sportiva Salernitana era nata per raccogliere sotto un’unica bandiera, le varie discipline sportive cittadine: calcio, atletica, ciclismo, nuoto, canottaggio, lotta e pugilato.  L’ambizioso progetto di Don Matteo Schiavone potrebbe essere ripreso dall’attuale proprietà, forte dell’ultracentenaria esperienza della S.S. Lazio che, attraverso una Polisportiva, cura con successo 43 sezioni  sportive.

L’attività sportiva dell’U.S. Salernitana iniziò con il podismo. La neonata società organizzò nel luglio1919 la “Popolarissima”, il doppio giro podistico di Salerno al quale parteciparono, oltre agli atleti della Salernitana, centinaia di podisti arrivati da tutta la regione.  Forte però, era il richiamo del calcio, e fu difficile contenere la passione dei footballers salernitani, che nell’ampia piazza XX Settembre davanti alla sede della società, ubicata al piano terra del teatro Verdi, sfogavano la loro voglia di calcio inseguendo una sfera più o meno regolare, tra la disperazione dei vigili urbani che inutilmente cercavano di sequestrare il pallone. Inevitabilmente fu organizzata la squadra di calcio che esordì a Nocera Inferiore contro la Nocerina nel mese di luglio. Da allora, la vita dell’U.S. Salernitana continuò quasi esclusivamente sui campi da calcio.

La società arrivò per la prima volta in serie B nel 1937-38 quando, a causa della situazione politica nazionale, mutò il nome in Unione Sportiva Fascista Salernitana. Nel dopo guerra, ritornò al vecchio nome, cambiò il colore dal biancoceleste al granata ed al posto del fascio littorio inserì un ippocampo nel gagliardetto sociale. Una fugace apparizione in serie A, nove campionati di B, l’ultimo nel 66-67 e tanta serie C caratterizzarono la travagliata vita dell’Unione Sportiva afflitta da continue crisi finanziarie, che oltre a frenare le aspirazioni, di una tifoseria generosa e passionale, portarono nell’estate del 1977 al passaggio alla Salernitana Sport S.p.A.

L’epilogo, alla fine del campionato 1976-77, l’ennesimo segnato da una grave crisi economica. Svanito, nel giro  di pochi mesi, l’effetto Pietro Esposito, i tifosi granata furono costretti ancora una volta a riporre nel cassetto il  sogno della promozione.  I cinquemila abbonati dell’anno prima si ridussero a poche migliaia. La squadra messa su da Esposito, che ripresentò dopo alcuni decenni l’ippocampo sulle maglie, abbandonò quasi subito le ambizioni di primato.  Stipendi ai giocatori non pagati e il passivo della società arrivato a un miliardo e trecentocinquantanove milioni (un’enormità per quei tempi) consigliarono al contestatissimo Pietro Esposito di passare la mano all’avv. Aldo Matera, rappresentante di un gruppo di imprenditori salernitani disposti a rilevare la società.

La stampa del tempo (archivio G. Fasano)

Salutò la compagnia l’allenatore Regalia che preferì la scrivania del Bari alla traballante panchina granata affidata al “vecio” Lucio Mujesan, vecchio bucaniere delle aree di rigore che, tra un gol e l’altro, ricoprì il ruolo di giocatore-allenatore, coadiuvato dall’eterno don Mario Saracino. In questa caotica situazione furono poche, seppure intense, le emozioni riservate al pubblico del Vestuti: la vittoria sulla capolista Bari ottenuta grazie a una punizione al fulmicotone di Mujesan che sfondò letteralmente la barriera, i due rigori neutralizzati dal portiere Troilo nel giro di pochi minuti allo specialista Bozzi, nel derby contro la Nocerina, mentre le reti di protezione del Vestuti ondeggiavano paurosamente. Ultimi bagliori della vecchia U.S. Salernitana che, subissata di debiti imboccava il viale del tramonto.

Il provvidenziale intervento del gruppo di imprenditori salernitani capeggiati da Enzo Paolillo evitò la scomparsa del glorioso sodalizio granata e così,  il 18 agosto 1977 nella sede sociale di via Galloppo al civico 78, dopo serrate trattative, la Società per Azioni Salernitana Sport subentrò all’ Unione Sportiva Salernitana che dopo 58 anni di battaglie sportive veniva collocata in pensione. Le vicissitudini sportive di questi ultimi anni ne hanno favorito, dopo 35 anni, il ritorno. Ironia della sorte, l’Unione Sportiva Salernitana riparte da Nocera Umbra, sede del suo ultimo ritiro precampionato nel lontano 1976.

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