
Giancarlo Abete, Presidente FIGC (fonte internet)
Giorni di passione per le sorti della Lega Pro. La Via Crucis della vecchia serie C porterà a breve ad un sbocco finale: entro il 30 luglio occorrerà presentare domanda di ripescaggio (adeguando la fidejussione a 600mila euro ed accollandosi 200mila euro di contributo a fondo perduto), dopodiché il 7 agosto il Consiglio Federale ratificherà il format dei campionati e la composizione dei gironi. Nel mentre contatti e riunioni informali per cercare una soluzione all’ennesima telenovela estiva del calcio italiano. Sull’argomento è intervenuto anche Giancarlo Abete, Presidente della FIGC, sulle frequenze di Radio Kiss Kiss: “Abbiamo fatto un incontro in questi giorni e ne faremo un altro il primo di agosto prima del Consiglio Federale il 7 dello stesso mese – ha affermato – Questo perché, per fare una riforma, ci vuole il consenso di tutte le componenti federali perchè purtroppo il nostro statuto ci vincola ad una maggioranza di 4/5 in consiglio federale. La riduzione delle società negli ultimi anni è stata fatta attraverso il meccanismo dei mancati ripescaggi. Partiamo quest’anno in 69, rispetto ad un organico teorico di 90, l’anno passato eravamo in 77 e l’anno prima ancora eravamo 85. C’è stata già una riduzione di 21 società professionistiche rispetto al format di 90 e adesso resta da fare l’ultimo passo. Speriamo di farlo attraverso una programmazione che consenta di dare certezze alle società perché è opportuno che le regole vengano conosciute con largo anticipo”.
Intanto il numero uno della Lega di Firenze risponde con tono piccato alle accuse del vicepresidente della FIGC Demetrio Alberti: “Debbono ritenersi fortunati ad avere una Lega Pro come la nostra. Le seconde squadre? Se le possono sognare tuttala vita. Noi puntiamo a un discorso di qualità e certamente non di quantità. Vedremo il 7 agosto quello che avranno da dirci, noi certamente non cambieremo le nostre valutazioni. Per essere chiari, quello che noi chiediamo per il futuro, sono le norme delle iscrizioni ai campionati che dovranno essere riscritte per non avere più società penalizzate e, soprattutto, giocatori regolarmente pagati”. Macalli risponde senza giri di parole anche alle accuse provenienti da Rimini, dove la locale dirigenza aveva definito la Lega Pro “antica ed interessata soltanto a fare cassa, in barba alle mutate logiche del mercato”: “I mobili antichi valgono di più di quelli moderni”, risponde ironicamente Macalli.
© Riproduzione Riservata







