Terza fase di ritiro, ventaglio tattico variegato per Sanderra. Come giocheranno i granata?
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(foto P. Scolpini-sportactionmagazine.it)

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Quale modulo il primo settembre per la Salernitana? A oggi, tutto o quasi è ancora da scoprire e la terza fase di ritiro a Chiaromonte potrà mettere qualche puntino sulle i in più. Perchè gli ultimi due colpi di mercato (Volpe e Foggia) sono adattabili su più fronti – soprattutto l’ex Lazio e Sampdoria – e i ‘botti’ sembrano non essere finiti. Arriverà un centrocampista centrale, unica priorità assoluta, poi saranno limati altri dettagli: magari un terzino sinistro, un altro mediano e un attaccante esterno. Questi ultimi due, però, solo a patto che parta qualcuno nei rispettivi reparti per sfoltire una rosa che attualmente può dar vita a innumerevoli situazioni tattiche. Tutte forse un po’ precarie, ma comunque variegate. Sanderra lo sa e nelle varie amichevoli, dall’inizio del ritiro fino a oggi, le ha provate tutte: dal 4-4-2 (più simile a un 4-2-4) al 4-2-3-1, passando per il 4-3-1-2 e il ‘suo’ 4-3-3 fino al 3-5-2 dell’ultimo test a Roccaporena contro i dilettanti del Ciampino. E chissà se la versatilità, il fatto di aver testato molteplici soluzioni possa essere un bene e rendere il gruppo camaleontico adattandosi all’avversario di turno, oppure creare soltanto confusione per non aver in testa schemi ben precisi. Solo il campo potrà dirlo.

Alessandro Tuia in allenamento (foto Cuozzo)

Alessandro Tuia in allenamento (foto Cuozzo)

La difesa è il miglior attacco. Con una batteria di centrali come Sbraga, Tuia, Molinari e Siniscalchi non dovrebbe risultare un problema (casomai d’abbondanza) la scelta dei due baluardi nella difesa a quattro, così come sarebbe possibile schierarne trem di centrali, con tutti e quattro i calciatori che in passato si sono ben comportati con la difesa a tre (o a cinque, con Perrone). E se si aggiunge pure che in una retroguardia a tre Luciani sarebbe adattibilissimo come centrale di destra e Piva come centrale di sinistra, il quadro sembra essere chiaro e sicuro. Di contro, resta da capire se e come i due potranno essere i cursori giusti come quinti di centrocampo in un 3-5-2, giacchè Sanderra – differentemente dal suo predecessore – predilige un gioco più offensivo e che prevede la spinta degli esterni che devono coprire tutte le fasi della fascia, dalla copertura al guadagnare il fondo per mettere cross in area. Merito, elemento interessante da questo punto di vista, potrebbe essere una soluzione con Sanderra che spera sempre di avere pure Giacomini sull’out mancino, calciatore dalla grande corsa.

Simone Piva in allenamento (foto Cuozzo)

Simone Piva in allenamento (foto Cuozzo)

A centrocampo il tecnico ex Latina ha proposto una linea a quattro nella prima e unica uscita ufficiale, con ben quattro elementi però fuori ruolo. Appurato che Grassi avrà bisogno di tempo per calarsi eventualmente nel ruolo di regista, con l’arrivo di Volpe e l’assenza di ali pure (nè Nalini, nè Gustavo lo sono) la scelta più consona sembrerebbe quella di schierare un centrocampo a tre. C’è la qualità dell’ex Lanciano, la grinta dei Capua e Montervino, la freschezza unita a buona tecnica di Nalini e un Enrico Zampa che potrebbe dire la sua solo da mezzala, a detta dello stesso allenatore. Ma l’ex capitano della primavera della Lazio, proprio in quest’ottica, potrebbe cambiare aria non avendo il posto assicurato e dovendo fare i conti con una serrata concorrenza. Perpetuini potrebbe essere la soluzione giusta per colmare il gap in cabina di regia unendo muscoli e qualità.

Ciro Ginestra in allenamento (foto Cuozzo)

Ciro Ginestra in allenamento (foto Cuozzo)

E poi c’è Pasquale Foggia, che il sito ufficiale inserisce tra i centrocampisti nella lista dei convocati di Sanderra. Un modo per equilibrare numericamente i nomi o un indizio? L’ex laziale ha mostrato grande umiltà nell’approccio con Lotito, dichiarandosi disponibile ad abbracciare qualsiasi ruolo, finanche la mezzala. E poi trequartista da solo o in compagnia di altri due compagni in un 4-2-3-1, esterno d’attacco in un 4-3-3, seconda punta in un 4-4-1-1. Stesso discorso per David Mounard, in passato già impiegato a centrocampo, e Gustavo – di cui Sanderra apprezza duttilità, dinamismo, propensione al sacrificio e umiltà – mentre Gigi Grassi sembra non avere nel suo repertorio il ruolo di esterno d’attacco: tre, quattro giocatori però di gran qualità, dal piede sempre caldo, bravi nel tirare fuori dal cilindro giocate pazzesche soprattutto sui calci piazzati e nel saltare l’uomo creando superiorità per vie centrali. Possibile vederli in campo contemporaneamente? Fantacalcio, la squadra si sbilancerebbe. Perchè ci sono anche Ciro Ginestra, 17 gol l’anno scorso e capocannoniere in I Divisione due anni fa col Sorrento, e Matteo Guazzo, che di gol stagionali ne ha firmati diciannove nel 2012/13. Con Topouzis già destinato ad altri lidi, insomma, qualcun altro dovrà giocoforza partire anche perchè sull’uscio sembra sempre esserci Ricci, esterno puro. A meno che non accettino di buon grado le decisioni di Sanderra che, di domenica in domenica, qualcuno fuori dovrà pure lasciarlo…

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