Salernitana, puoi ambire ai playoff! I numeri dimostrano tante rimonte di altri club in passato
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bru_8845Il 2-1 con il Perugia ha chiuso l’anno granata con un sorriso. Magari mezzo. Non vincere contro i grifoni sarebbe stato quasi disastroso, con una classifica che sarebbe stata più pesante solo dell’ambiente che avrebbe circondato la squadra nelle tre settimane di pausa prima della gara con lo Spezia del 22 gennaio. I tre punti firmati Donnarumma e Coda hanno permesso a Bollini di trascorrere vacanze un pizzico più serene, ma il 2017 deve essere l’anno della riscossa. L’obiettivo principale per questo campionato resta la salvezza. Inutile rischiare di volare troppo vicino al sole perché si corre il rischio di bruciarsi.

I 24 punti permettono alla Salernitana di essere momentaneamente al 15esimo posto, 2 punti in più del Cesena che oggi sarebbe la prima squadra a dover disputare i playout. Secondo un semplicissimo calcolo matematico (ovvero procedendo per media punti), ai granata per festeggiare la salvezza servirebbe chiudere a 45-46. Non un compito estremamente difficile, Coda e compagni si potrebbero permettere il lusso addirittura di effettuare meno punti del girone di andata. E allora perché non provare ad alzare la testa e fissare il sole? Al momento è la Virtus Entella di Roberto Breda con 29 punti a chiudere il lotto delle pretendenti ai playoff. 5 punti più della Salernitana, ma soprattutto 6 squadre a formare il gap. È questo il problema principale che ostacola la rincorsa dei granata: 5 punti non sono impossibili da recuperare, scavalcare 7 squadre invece è impresa non da poco. Sempre procedendo per medie, il minimo per entrare nei playoff sarà 59-60 punti. Alla Salernitana, quindi, servirebbero 38 punti nel girone di ritorno. Quota impossibile da raggiungere? Macché. La storia arriva in soccorso e il campionato di Serie B dell’ultimo decennio racconta che la parola “remuntada” esiste.

Il primo punto a favore della Salernitana è il livello del campionato. Il torneo di B è più equilibrato rispetto a quello dello scorso anno, si totalizzano più pareggi e di conseguenza meno punti. E’ per questo che quota playoff e quota playout saranno molto più vicine rispetto al campionato 2015/2016, dove l’ultima squadra iscritta agli spareggi promozione fu il Novara con 65 punti. Nel girone di andata quattro squadre chiusero a 24 come la Salernitana oggi, solo la Ternana riuscì a fare un buon girone di ritorno salutando il campionato a 53 punti. Ma rimonte, lo scorso anno, ci sono state. È il caso dello Spezia, che andò a riposo con 26 punti e poi chiuse il campionato in settima posizione a 66 punti: ben 40 nel girone di ritorno, quelli che servirebbero alla Salernitana. Anche il Trapani si scatenò in Primavera, passando da 29 a 73: addirittura 44 punti in sei mesi. Ma il campionato che deve far ben sperare i tifosi del cavalluccio è quello 2013/2014. La soglia playoff fu segnata dai 62 punti dello Spezia, ma nel lotto entrarono anche Modena e Bari che avevano chiuso il girone di andata a 22 punti, meno della Salernitana oggi: nello specifico, la classifica finale segnò quota 64 per i canarini, 63 per i galletti. Nel 2012/2013 fu il Novara a regalare spettacolo nel girone di ritorno, con 44 punti: chiuse l’andata a 20 e il campionato a 64, entrando nei playoff. L’anno prima, il Brescia aveva cominciato l’anno solare con 25 punti, arrivando a 57 a maggio: finì in ottava posizione, tuttavia quell’anno i playoff comprendevano solo le formazioni dal sesto posto in su ma il caso interessa comunque la Salernitana. Il 2009/2010, infine, è l’anno più spettacolare. Tolta proprio la squadra granata che arrivò mestamente ultima, tra la prima squadra salva e l’ottava (che sempre non si sarebbe iscritta ai playoff a differenza di quest’anno) ci furono solo otto punti. Il Crotone fu l’ottava con 60 punti: i pitagorici chiusero il girone di andata a 25. Bella rimonta anche del Torino, da 27 a 68.
Le tre settimane di pausa permettono alla Salernitana di azzerare completamente il 2016, ricaricare le batterie e ripresentarsi alla prima giornata di ritorno con abiti diversi ma anche con il morale diverso. Il primo obiettivo resta la salvezza che con i giusti acquisti del mercato può essere facilmente raggiungibile. Poi si potrà cominciare a guardare il sole e provare a raggiungerlo. Il rischio è rimanere bruciati, ma per il panorama che c’è lassù vale la pena correre il rischio.

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