Bollini cambia volto alla Salernitana: oltre al 4-3-1-2, si valuta anche il 3-4-1-2
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bru_8415Tra le ipotesi di lavoro al vaglio di mister Bollini, alla ripresa degli allenamenti che condurranno al match casalingo contro lo Spezia, comincia a materializzarsi anche la possibilità di schierare la squadra con una difesa a tre, una linea intermedia composta da quattro elementi, ed un attacco in grado di esaltare l’estro di Rosina, restituito definitivamente al suo ruolo di trequartista, e la vena realizzativa di Coda e Donnarumma. Un’ipotesi che si affiancherebbe ai moduli (4-3-1-2/4-3-2-1) di cui abbiamo già parlato nei giorni scorsi. Una svolta che assumerebbe un duplice significato. In primis, rappresenterebbe l’intenzione di tutelare e valorizzare al massimo il materiale tecnico presente all’interno dell’organico. In secondo luogo, conoscendo le difficoltà del mercato invernale, costituirebbe una sorta di implicita ammissione, da parte della società, dell’impossibilità pratica di rendere la rosa completamente funzionale ai principi tecnico-tattici dell’ex tecnico della cantera laziale. Molto più semplice, in sostanza, trarre il meglio da quanto si possiede attualmente, invece di incamminarsi lungo la strada di una complessa metamorfosi strutturale. Seguendo questa logica, appare evidente che il mercato di riparazione comporterebbe difficoltà meno titaniche. Perché i calciatori attualmente alle dipendenze dell’ex collaboratore di Edy Reia, per caratteristiche tecniche ed atletiche, avrebbero minori difficoltà a recitare all’interno di un ‘3-4-1-2’. Certo, seppur meno voluminoso, il lavoro di completamento e rifinitura dell’organico avrebbe comunque delle indispensabili tappe da rispettare. Però, francamente, sarebbe meno pressante e vedrebbe ridotto in maniera drastica il rischio di incappare in errori. Entrando nello specifico, non sarebbero cancellati i dubbi sulla continuità di rendimento di Terracciano, capace in una stessa partita di collezionare interventi prodigiosi ed errori madornali. Almeno di un altro tassello, anche (e non solo) in considerazione delle posizioni in bilico di Schiavi e Mantovani e della fiducia tutt’altro che consolidata nelle qualità del giovane Luiz Felipe, avrebbe bisogno il reparto difensivo centrale. Un calciatore importante e completo, di grande personalità, forte fisicamente, bravo ad impostare il gioco (caratteristica necessaria per un interprete della difesa a tre), ma anche rapido e veloce. Sulle corsie esterne, alla luce della presenza in organico di Perico, Improta, Vitale e Zito e delle probabili partenze di Laverone e Franco, la società dovrebbe effettuare un’operazione importante a destra ed una di completamento a sinistra. Con Perico ed Improta, infatti, Bollini avrebbe, sulla corsia destra, un interprete valido per una versione decisamente difensivista (Perico) ed un altro funzionale ad un assetto più spregiudicato (Improta). Gli mancherebbe però il classico esterno intermedio completo; il calciatore di gamba e di polmoni in grado di scavallare con continuità e qualità in entrambe le fasi di gioco. A sinistra, dando per scontata la conferma di Vitale, molto più a suo agio come quinto (l’ex ternano avrebbe compiti difensivi leggermente meno impegnativi), basterebbe un onesto gregario di categoria, magari accompagnato da una discreta esperienza nel calcio professionistico. Perché l’opzione Zito, tranquillamente utilizzabile nella posizione di intermedio di fascia mancina, sarebbe affidabile soprattutto a gara in corso e in caso di risultato negativo da cancellare. La possibile trasformazione tattica, inoltre, faciliterebbe enormemente il compito dello staff tecnico e societario soprattutto nella composizione definitiva del roster di mediani centrali. Con il passaggio ad una linea a quattro, infatti, non ci sarebbe più l’improcrastinabile necessità di reperire sul mercato le mezz’ali di gamba e di qualità tanto importanti nel calcio aggressivo e totale di Bollini. Il pacchetto di metodisti posti davanti alla difesa partirebbe già da una discreta base. Busellato, Della Rocca, Ronaldo ed Odjer possiedono le caratteristiche per ben disimpegnarsi nel nuovo contesto tattico, e per formare due coppie diverse ma complementari in un processo di fusione. La prima, composta da Della Rocca e Ronaldo, avrebbe maggiori compiti in fase di costruzione. La seconda, formata da Busellato ed Odjer, dovrebbe garantire soprattutto aggressività, dinamismo ed interdizione. Ne consegue, pertanto, che la miscela giusta verrebbe fuori mescolando gli interpreti delle due coppie. Anche in questo caso però, soprattutto in considerazione delle voci di mercato che circolano su Ronaldo e dell’infortunio che tiene ancora fermo ai box Odjer, molto concreta è la possibilità che arrivi un altro centrocampista centrale. Un calciatore che sappia mettere insieme le caratteristiche tecniche, tattiche ed atletiche dei due suddetti gruppi. In attacco, infine, il mercato in entrata sarebbe inevitabilmente condizionato da quello in uscita. Dovessero rimanere tutti (Coda, Donnarumma, J. Silva, Improta, Caccavallo e Rosina), ci sarebbe ben poco da fare. Perché in caso di forfait di uno dei tre protagonisti principali (Coda, Donnarumma e Rosina), i sostituti (Improta, Caccavallo e J. Silva) possiedono la giusta versatilità tattica per risolvere eventuali emergenze. E’ però altrettanto evidente che, in una prospettiva decisamente più ambiziosa, la squadra avrebbe bisogno di integrare il pacchetto di attaccanti centrali con un’alternativa di qualità. Una punta con caratteristiche diverse da quelle che accompagnano il disciplinato e volitivo J.Silva. Un calciatore con un discreto passato da goleador, consapevole del suo ruolo di comprimario, che non faccia però avvertire troppo l’assenza di uno dei due titolari inamovibili

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