Atletica paralimpica, domani al via i mondiali di Londra: c’è anche il salernitano Di Marino
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Emanuele Di Marino

Emanuele Di Marino

La Nazionale italiana di Atletica paralimpica è in partenza alla volta di Londra per prendere parte ai Campionati Mondiali in programma allo Stadio Olimpico della capitale inglese dal 14 al 23 luglio prossimi.
La delegazione azzurra guidata dal Presidente Federale Sandrino Porru è composta da 12 atleti, 5 donne e 7 uomini. Nelle dieci giornate di gare saranno 213 i titoli mondiali in palio a cui punteranno 1300 atleti di 100 paesi provenienti da ogni angolo del globo.
Sono già arrivati a Londra i velocisti Federica Maspero (T43), Simone Manigrasso (T44), Emanuele Di Marino (T44) ed Andrea Lanfri (T43), mentre domani partiranno l’oro ed il bronzo paralimpico dei 100 T42 Martina Caironi Monica Contrafatto, il pluricampione della corsa in carrozzina Alvise De Vidi (T51) ed il lanciatore sempre in carrozzina Giuseppe Campoccio (F33).
Sabato 15 sarà la volta del lunghista Roberto La Barbera e del giovane componente della staffetta 4×100 T42-47 Riccardo Bagaini, mentre il giorno dopo arriveranno Arjola Dedaj con la guida Vanessa Palombini schierate nel lungo T11. L’ultima a raggiungere la squadra il 20 luglio sarà la primatista mondiale del peso F11 Assunta Legnante assistita da Nadia Checchini in gara domenica 23.

Il debutto degli Azzurri alla rassegna iridata è affidato a Simone Manigrasso ed Emanuele Di Marino che si batteranno per superare il turno di qualificazione dei 400 T44 previsto per sabato 15 luglio alle 21:05 (le 20:05 londinesi).
Manigrasso, classe 1990, si presenta all’appuntamento mondiale in condizioni ottimali dopo aver conquistato in questa stagione il primato italiano del giro di pista (53.35) e ritoccato il record dei 200 (23.82) al Grand Prix di Rieti a maggio. Per Di Marino la sfida sarà di prendersi un posto in finale dopo il bronzo di specialità ottenuto agli Europei di Grosseto del 2016.

I Mondiali paralimpici saranno seguiti in diretta televisiva da Rai Sport con il commento di Luca Di Bella e Claudio Arrigoni.

Ufficio stampa Fispes

 

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