E’ sempre remuntada: granata non muoiono mai, ma perché svegliarsi solo dopo lo svantaggio?
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EsultanzaParola chiave: remuntada. Negli occhi, nel cuore e nella mente di tutti c’è ancora il gol di Minala al 96’ del derby Avellino-Salernitana più incredibile della storia. Il gol vittoria del camerunense ha liberato la gioia di tutti i tifosi del cavalluccio in giro del mondo:  vincere in quel modo una partita normale è già straordinario, farlo con i rivali più sentiti rende tutto più epico. Da 2-0 a 2-3, dall’inferno al paradiso tutto racchiuso in un’unica parola: remuntada. Sarà stato l’arrivo del catalano Alejandro Rodriguez a caratterizzare l’avvio di stagione sotto il segno di quella parola che a Barcellona è nel vocabolario di tutti i tifosi blaugrana, sarà stato quello “spirito di gruppo” tanto invocato da mister Bollini, o forse veramente la Salernitana non muore mai: fatto sta che in queste prime nove giornate i granata sono passati in svantaggio sei volte e solo in un’unica occasione sono usciti sconfitti, a Carpi allo stadio Cabassi. E la traversa di Perico grida ancora vendetta. La Salernitana ha preso la tachicardica abitudine di dormire per un’ora per poi destarsi furibonda e aggressiva. I primi segnali già alla seconda giornata, contro la Ternana in casa: sempre in svantaggio, sempre in partita per il 3-3 finale. Contro la Pro Vercelli c’è voluta la zuccata di Schiavi per riequilibrare il match, peccato che Rodriguez allora si fosse dimenticato che i catalani la remuntada ce l’hanno nel dna. Pescara, Parma e Avellino hanno invece stabilito un trend. Tre indizi fanno una prova e se la Salernitana è sotto 2-0 alla fine non perde mai. Tutto bello, tutto fantastico. Ma fino a quando potrà durare questa incredibile storia?

Quando si parla di rimonta bisogna sempre analizzare le due facce della medaglia. Che questa squadra abbia carattere e voglia di non mollare mai ormai è chiaro a tutti, ma bisogna anche riconoscere un suicidio tattico-psicologico delle tre avversarie che hanno permesso ai granata di recuperare il doppio svantaggio. Se per Zeman è abbastanza ordinario non difendere mai in qualsiasi situazione di risultato, Parma e Avellino hanno deciso letteralmente di tirare i remi in barca dopo il 2-0 lasciando campo, morale e furore alla reazione granata. Una la linea comune: Mattia Sprocati, vero protagonista di tutte le rimonte del cavalluccio. L’esterno ex Pro Vercelli è l’arma in più della Salernitana che adesso, dopo 9 giornate, è pienamente entrata in lotta per tutto: è la Serie B, promozione e retrocessione sono divise da pochi attimi, pochi punti, pochi gol. È per questo che ora le prossime avversarie della Salernitana ci penseranno due volte prima di definire chiusa una gara. Ed è per questo che anche la Salernitana, ora, deve approcciare alle gare in maniera diversa.

Dalla gara di sabato con il Frosinone diventa importante non concedere più intere frazioni di gioco agli avversari. Il calendario dice che i granata dovranno affrontare, una dopo l’altra, tante squadre attualmente in zona playoff: Frosinone, Novara, Empoli e Bari è il ciclo terribile che si aprirà sabato per chiudersi il 4 novembre. Servirà maggiore attenzione quando si entra in campo ma soprattutto un occhio alla fase difensiva, trasformatasi da punto di forza della Salernitana 2016/2017 a incognita della formazione di Bollini in questa stagione. Ci vuole davvero poco in Serie B per ottenere quel quid in più capace di cambiare un campionato. Le remuntade sono storiche, ma neanche il Barcellona riesce sempre nell’impresa. Ora tutto è nelle mani di Bollini: il carattere deve essere solo l’asso nella manica, non la carta su cui puntare ogni maledetta domenica. Perché facendo le somme, la Salernitana in campionato ha vinto due gare: il derby con l’Avellino, ma anche una partita interna con lo Spezia condotta senza patemi e chiusa sul 2-0. E alla fine, i tre punti ottenuti con i liguri valgono quanti quelli ottenuti al Partenio. Da remuntada a equilibrio: diventare più lucidi sin dal primo minuto si deve ma soprattutto si può.  E poi, se in caso di momentanea sconfitta ci sono dieci minuti di speranze…

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