Ciccio Graziani su Colantuono: “È Mazzone giovane, vincente e tignoso. Quando lo ebbi ad Ascoli…”
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graziani maranzanoPer la manifestazione “Un campione per amico” ieri mattina a Salerno c’era anche Ciccio Graziani, allenatore e soprattutto campione del Mondo con la Nazionale di Bearzot nell’82. Oggi popolare opinionista televisivo, Graziani ha affiancato Adriano Panatta, Andrea Lucchetta e Juri Chechi nell’evento organizzato da Banca Generali e patrocinato dal Coni, che mira ad avvicinare i bimbi delle scuole elementari allo sport. Ma, forte della sua diretta conoscenza con Stefano Colantuono, ha parlato anche di Salernitana. “Siamo simili per carattere e… nella pelata”, ha esordito, ridendo, sulle colonne del quotidiano Il Mattino. Allenò l’attuale tecnico granata nell’estate del 1990 all’Ascoli, appena retrocesso in B: pochi mesi, poi la rottura col pittoresco patron Rozzi, ancor prima che iniziasse il campionato. Fatale gli fu una sconfitta in Coppa Italia contro il modesto Giarre.

“Un ragazzo d’oro, di carattere, tignoso, si faceva sentire – ha detto Graziani a proposito di Colantuono – Quell’anno ad Ascoli ebbi problemi. Fui esonerato presto, dopo tante discussioni col presidente. Al centro di una di queste ci fu Colantuono: la società voleva metterlo da parte poiché reduce da diverse retrocessioni ed io fui redarguito per averlo fatto giocare in amichevole. Presi le difese mie e di Stefano. Dissi che avrei allenato senza distinzione ogni giocatore a disposizione. E l’avrei pure fatto giocare, se necessario. Al massimo sarebbe stato il presidente, se proprio voleva, a dover mandarlo via. Come allenatore lo ritengo un Mazzone giovane. Ha grande personalità, l’ideale per Salerno. Con lui si può costruire qualcosa di importante l’anno prossimo, visto che la Salernitana è attardata per i playoff. Io e lui siamo simili caratterialmente: quando era con me ad Ascoli, ogni tanto veniva nello spogliatoio e mi rubava lo shampoo. Glielo dicevo, ‘guarda che poi perdi tutti i capelli’. Lui rideva, diceva che erano tutte cavolate. E invece è successo. Scherzi a parte, Stefano ha sempre tanta voglia di vincere ma è normale che per farlo servirebbero anche determinate risorse tecniche”.

Graziani – che in piazza della Concordia ieri ha riabbracciato per il personale amarcord pure l’ex centrocampista granata Livio Maranzano, da tempo stabilitosi a Salerno e suo giocatore nel 90/91 alla Reggina – ha affrontato poi il tema multiproprietà, parlando della figura di Claudio Lotito: “Tutti sanno che la Salernitana è di Lotito, nessuno gli impedisce di farla gestire ad altri. Magari potrebbe portarla in A per trovare acquirenti maggiormente interessati. Salerno è una piazza importante, in massima serie ci starebbe bene per l’entusiasmo della tifoseria, lo stadio meraviglioso e anche il passato stesso della società. C’è da sperare in una squadra più competitiva l’anno prossimo, e in un pizzico di fortuna in più. Mio fratello tifa Lazio, è uno dei pochi che difende Lotito: dice sempre che non si può chiedere a Lotito di fare cose da miliardario, perché non lo è, allestendo squadre con cifre da capogiro. Eppure, spesso ottiene risultati sportivi di rilievo e tiene i conti in ordine. La sua gestione imprenditoriale non fa una piega. Certo, potrebbe fare qualcosa in più a Salerno, piazza in cui c’è cultura del calcio. Ha un bacino d’utenza importante e con i giovani che ha a disposizione alla Lazio, facendo le cose con più attenzione, potrebbe replicare quanto di buono fatto nella capitale. La Salernitana potrebbe essere una società satellite e funzionale, in cui ci sono tutte le carte in regola per fare bene”.

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