Merino, ultima firma granata allo Zini: “L’accarezzai col mancino. Attendo centenario, Salerno nel cuore”
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merinoSicuramente tutti gli appassionati della Salernitana ricordano con calore la classe e le giocate di Roberto Merino, fantasista peruviano che è stato anche l’ultimo calciatore granata a segnare nello stadio della Cremonese, dove la formazione granata è attesa per il turno infrasettimanale di domani. Tutti certamente avranno in mente il gol all’Arechi contro l’Albinoleffe, ma anche quello su punizione allo Zini fu un gran gol nell’1-1 del 2010. “Ricordo che aveva piovuto tantissimo, il campo era pieno di fango, impraticabile. Pestrin voleva calciare forte, io invece dissi che bisognava accarezzare la palla, lo feci col sinistro e ringraziando il Signore la palla andò in rete. Un pronostico per domani? Può essere un pareggio, ma spero in una vittoria della Salernitana che ha bisogno di punti per non rischiare“, ha detto Merino stamani, ospite negli studi di Radio Bussola 24. Gol simile lo ha fatto Rosina nell’ultima gara contro il Cesena, e oltre al gol, il trequartista calabrese, ha sfoderato una prestazione di un livello che quasi mai a Salerno aveva fatto vedere: “Rosina lo vedo più trequartista, lì può trovare la rifinitura e rompere gli schemi. Poi sta al mister parlare col giocatore e capire dove rende meglio. A quell’età il giocatore deve gestirsi, in modo che nelle partite più importanti come quelle in casa possa dare il massimo”. Contro il Cesena la Salernitana ha ritrovato Fabrizio Castori, che allenò anche Merino ai tempi della Salernitana, lasciandolo però spesso in panchina: “Faccio un gran saluto a Castori, auguro sempre il meglio alle persone con cui ho lavorato. Non mi faceva giocare, diceva che ero un giocoliere. Ma ho sempre dimostrato di valere quando sono sceso in campo. Sicuramente sono affezionato più a Brini, Breda e Grassadonia. Grassadonia ora è in un brutto momento, spero si riprenda“.

Ma tra le squadre a lottare per la promozione avrebbe dovuto esserci anche la Salernitana, secondo l’ex granata: “Ci si aspettava di più, ora speriamo nei tre punti con la Cremonese. La Salernitana ha una squadra e un tifo che merita altre categorie. Per me vederla in difficoltà e in fase di incertezza su quel che può fare la società è un disagio. Spero si riesca a ricomporre un giusto binomio con i tifosi. Voglio bene a questa tifoseria, ne ho sempre parlato bene ovunque sono andato perché è una delle migliori d’Italia per me. Spero che le incomprensioni con la proprietà vengano chiarite: il calcio a Salerno è pane, bisogna restare uniti, sostenere sempre la squadra per puntare a un palcoscenico più importante“. Tra l’altro si avvicina sempre di più l’anno del centenario, occasione perfetta per festeggiare e ricordare i momenti più belli: “Si approssima il centenario e io ne vorrei fare parte, se dovessero organizzare una partita vorrei essere invitato e sentire la bolgia dell’Arechi. È vero che è uno stadio sudamericano, quando giocavo pareva di stare in Argentina o in Perù! Con quel muro di gente in partita ti senti carico e hai una marcia in più. I ricordi migliori? Il gemellaggio prima della partita con il Bari, il derby con l’Avellino, il gol con l’Albinoleffe, ma anche tutte le altre partite in cui segnai. Mentre quelli brutti sono quelli dell’infortunio al ginocchio, che mi limitò molto nell’estate 2009. Ero gasato dalla tifoseria, ma quando tornai in campo era un po’ troppo tardi per raggiungere la salvezza. Teniamo gli occhi chiusi invece sull’operato della società di Lombardi in quella stagione, meglio non parlarne“.

merinos1Merino ha visto la Salernitana da vicino in questa stagione nel derby casalingo contro l’Avellino ed è stato impressionato da alcuni giocatori in particolare: “È stato un bel derby che la Salernitana ha vinto 2-0 grazie a una squadra messa bene in campo. Sprocati e Kiyine?Giocatori forti, hanno ruoli diversi ma condividono il loro dare del tu alla palla. Con l’Avellino hanno segnato entrambi e mi hanno dato buona impressione. Kiyine è molto interessante, penso che giocherà sicuramente il mondiale con il Marocco, è pure ambidestro e ha un potenziale tecnico importante. Gli piace coccolare il pallone come me. Io e la mia Nazionale? Ho giocato le qualificazioni ai Mondiali del 2010, è sempre una gioia immensa rappresentare la propria nazione. Spero che quello in Russia sia un buon mondiale per il mio Perù perché manca da 35 anni: giocatori straordinari come Uribe e Cubillas sono nella storia ma magari la squadra che si è qualificata quest’anno può essere una sorpresa“. Trentacinque sono anche gli anni di Merino, ma il Maradona delle Ande non ha ancora intenzione di abbandonare il mondo del calcio: “Mi piacerebbe fare il corso da allenatore a Coverciano nel frattempo, per ora mi sto allenando a Paestum con la Poseidon e per cui voglio ringraziare Lele Baratta e Raffaello Magaldi che mi stanno dando la possibilità di non perdere la forma, sperando di ricominciare a giugno e vedere se riesco a trovare una squadra. Se dovessi diventare un allenatore mi ispirerei a Pep Guardiola: essendo cresciuto nella cantera del Barcellona, quella è la mia filosofia di calcio”. In bocca al lupo, Roberto.

 

 

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