Salernitana: basta comizi, servono progetti. Rapporto coi tifosi ai minimi storici
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BRU_2884La cornice di ieri, risultato comunque deludente a parte, stimola più di una riflessione. Non basta sbandierare ai quattro venti la volontà di raggiungere un determinato traguardo per mettersi in condizione di poter effettivamente competere. A parole, proprietà e management potranno affermare finanche di voler portare la Salernitana in Champions League. Ciò che ha fatto, fa e farà la differenza è la volontà nel mettere in pratica le azioni necessarie a concorrere per il traguardo che più di ogni altro sta a cuore ai tifosi granata, il ritorno in serie A. Vale a dire quel progetto tecnico credibile che la Salernitana non ha più avuto dal momento del ritorno in B, determinando uno scollegamento con la piazza certamente non sanabile con uscite mediatiche di stampo deluchiano. Quando hanno voluto, Lotito e Mezzaroma hanno allestito autentiche corazzate per le categorie di pertinenza dimostrando di avere risorse economiche, competenza ma soprattutto entusiasmo e motivazioni per perseguire con caparbietà gli obiettivi prefissati. Sono proprio gli ultimi due fattori, al di là degli investimenti economici comunque effettuati, ad essere venuti parzialmente meno alimentando i già legittimi dubbi di una piazza delusa dall’ennesimo bonus sprecato. Per il secondo anno consecutivo, infatti, basteranno una sessantina di punti per cullare il sogno serie A classificandosi tra le prime otto del torneo cadetto. Una forbice minima rispetto alla “tranquilla salvezza” che la Salernitana ha colpevolmente deciso di non colmare con un mercato di gennaio apatico ed inconcludente. Giusto puntare l’indice contro il “paracadute” che obiettivamente crea grossissime sproporzioni tra le ventidue cadette, senza però dimenticarsi di ammettere che in lizza per i playoff ci sono squadre dal budget e dal bacino d’utenza (leggasi presenze allo stadio) nettamente inferiore a quello della Salernitana.

Già, i tifosi. L’equivoco di fondo non è stato superato: deve essere la società a trascinare la gente allo stadio ed a riaccendere la fiammella silente della passione attraverso l’allestimento di una squadra competitiva per il vertice e non i tifosi a “finanziarla” con le entrate al botteghino. In mancanza ed in persistenza il copione resterà quello degli ultimi mesi: spalti pieni nelle partite di cartello o quando la classifica riserva un barlume di speranza, semideserti negli altri casi.

Infine, il “contorno”. Di certo non meno importante. La tanto decantata nuova sede sociale, presa in locazione in una struttura non di proprietà della Salernitana, fa immagine e “rappresentanza” ma non patrimonio giacché la società persevera nella totale assenza di immobilizzazioni materiali. Il progetto del centro sportivo di proprietà giace impolverato in qualche cassetto, i risultati del settore giovanile si commentano da soli. La campagna elettorale è terminata, non è più tempo di comizi ma di progetti. Seri e concreti, come gli obiettivi che si dichiara di voler raggiungere.

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Sono presenti 3 commenti
  1. Crescenzo Maresca - 23 aprile 2018 10:46
    Credo che si stia facendo troppo rumore, ogni parola di lotito viene portata all'esagerazione, qualcuno ha cominciato da tempo una vera e propria campagna anti-lotito e non credo che l'interesse principale sia la Salernitana. Si nascondono dietro ai tifosi, addirittura allucinati in qualche trasmissione pseudo-sportiva, si fanno le domande si danno le risposte, fanno films mentali, tutta roba da psichiatra. Ai veri tifosi non interessa il silenzio stampa, che poi silenzio stampa al 100% non è infatti su diverse emittenti la società rilascia interviste normalmente questo vorrà pur dire qualcosa o no? Sicuramente la società dovrà chiarire le proprie intenzioni, ma nessuno "muore" lo fa fra 1 mese o due. I personaggi che attaccano la società guarda caso sono sempre gli stessi, offendono i calciatori "Brocalon"!!!! tutta gente che da anni da molti anni ormai tentano trarre vantaggi personali ed editoriali dalla società granata che all'inizio è stata sempre disponibile con tutti, ma poi non vedendo nemmeno un po di gratitudine perlomeno nello attenuare i toni e gli usi degli aggettivi, in una giusta critica che ci deve essere, gli chiude giustamente la porta in faccia. Non capisco come alcuni editori possano tollerano dei dipendenti che hanno perso ogni forma di professionalità, che ormai l'hanno messa sul personale ed è evidente agli occhi di tutti, che permettano che un loro dipendente intervisti un personaggio pubblico a livello internazionale come Lotito , giocherellando con il microfono vicino alla sua bocca come se volesse colpirlo, semplicemente allucinante...voi cosa fareste?????
    • Mauro Mazzarella - 23 aprile 2018 11:24
      Sarebbe consigliabile fare nomi e cognome dei destinatari delle sue invettive. Se intende ricercarli all'interno di questa redazione, ha sbagliato completamente palazzo.
  2. Crescenzo Maresca - 23 aprile 2018 11:58
    Ci mancherebbe se scrivo e seguo da tempo il vostro sito è perchè vi ritengo abbastanza equilibrati nei giudizi e nei commenti. I nomi e i cognomi li conoscono ormai tutti anche tu che mi hai risposto, ma Voi fate quadrato, un Presidente che "offende" non lo risparmiate e va bene così, ma nemmeno citate e vi dissociate o menzionate quando i Vostri "colleghi" offendono l'intelligenza pubblica.
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