Colantuono-Stellone, precedenti ok per mister granata. L’ex bomber mai vittorioso all’Arechi
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Roberto Stellone (foto Maffia/Daimages)

Roberto Stellone (foto Maffia/Daimages)

È in leggero vantaggio Stefano Colantuono nel computo dei precedenti incroci con Roberto Stellone in casa propria. Il 25 ottobre 2015 l’unico precedente tra le mura amiche per l’attuale mister granata: erano quelle della Dacia Arena di Udine, la partita Udinese-Frosinone per il campionato di Serie A. Finì 1-0 per i friulani contro i ciociari che Stellone aveva condotto alla massima serie con una fantastica cavalcata iniziata in Lega Pro… proprio contro la Salernitana, sconfitta ai quarti di finale playoff nel 2014 al Matusa. Da attaccante, Stellone ha fatto visita a Colantuono solo il 17 settembre 2005 in Atalanta-Torino 2-1 (Serie B) con la casacca dei piemontesi; era invece riserva nello 0-0 che il suo Frosinone ottenne a Bergamo, sempre contro la Dea di Colantuono, alla prima giornata del campionato di Serie B 2010/11, l’ultimo da calciatore per l’odierno tecnico palermitano.

COLANTUONO E IL PALERMO. L’allenatore della Salernitana è un ex col dente avvelenato. A cavallo tra il 2007 e il 2008 ha guidato il team di Zamparini per complessive 25 panchine (8 vittorie, 8 pareggi, 9 sconfitte) e due esoneri. Ha ospitato i siciliani in sei occasioni, di cui una da esordiente in B sulla panchina del Catania (la prima, 0-2 per il Palermo nel 2003/04), ben 4 alla guida dell’Atalanta e una, l’ultima, con l’Udinese nel torneo 2015/16 (0-1 per i siciliani). Da tecnico dei bergamaschi non ha mai perso, ottenendo due pareggi (3-3 nel 14/15 e 1-1 nel 06/07) e altrettante vittorie per 1-0 (nel 2011/12 e nel 12/13).

STELLONE ALL’ARECHI. Una sola panchina da tecnico per l’ex bomber nel “Principe degli Stadi”, datata 24 novembre 2013 nel campionato di Prima Divisione Lega Pro: il cavalluccio marino ebbe la meglio sul suo Frosinone col punteggio di 1-0, grazie alla splendida realizzazione acrobatica di Ettore Mendicino su un manto erboso – o fangoso, che dir si voglia – ai limiti della praticabilità. Da calciatore aveva assaporato per la prima volta il prato dell’impianto salernitano il 9 novembre 1997, entrando al minuto numero 82 di Salernitana-Lucchese con la casacca rossonera al posto del navigato bomber Roberto Paci. Era il campionato di Serie B 97/98, quello che portò i granata in A. Sul campo la gara finì 1-1. Stesso risultato due anni più tardi, sempre nel campionato cadetto ma con la maglia del Napoli. Con gli azzurri disputò una partita all’Arechi, perdendola 2-0, anche in Coppa Italia nell’estate 1999. Segnò alla Salernitana, proprio sotto la Curva Sud, il 20 marzo 2002, accorciando le distanze momentaneamente per il suo Napoli che perse il derby 3-1 contro i granata di Zeman nella giornata dei noti “dieci piani di morbidezza”. Sonora sconfitta anche nel febbraio 2005 quando vestiva i colori del Genoa e all’Arechi giocò 90′ capitolando 4-0 sotto i colpi di Rubino, Palladino, Polenghi e Bombardini.

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