La Salernitana si concentra (ancora) sul nemico che non esiste: negati accrediti stampa, ecco i motivi
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solosalernoAnche oggi, della libertà di stampa si usufruisce domani. Passano giorni, mesi, anni ma l’atteggiamento della dirigenza della Salernitana nei confronti della stampa locale resta immutato. Anzi, peggiora. Perchè la novità è la pretesa di voler controllare – oltre alle notizie – anche le opinioni. “Vedete sempre il bicchiere mezzo vuoto, leggiamo commenti cattivi”, il messaggio recapitato a voce dalla società. Che questa sera, in occasione dell’ultima gara di campionato contro il Palermo, allo stadio Arechi non consentirà l’accesso in tribuna stampa ai giornalisti di SoloSalerno.it e ai collaboratori del sito accreditati con altre testate, tra cui l’esclusivista radiofonica Radio Bussola 24. Una misura assolutamente non nuova nelle stanze del cavalluccio, adottata in passato anche nei confronti di altri colleghi, fortemente limitativa della libertà d’opinione, di critica, di stampa che sono alla base della nostra Costituzione. Un atteggiamento censurabile, ancor più perché derivante stavolta da motivazioni decisamente pretestuose.

Quali sono i “bicchieri mezzi vuoti” e i commenti cattivi dell’ultim’ora? Eccoli, stando a quanto comunicatoci dalla Salernitana, tramite l’addetto stampa Gianluca Lambiase. In primis, il titolo della cronaca della partita contro il Foggia presente su SoloSalerno.it (“Errori e sbadigli, decide l’ex Mazzeo: la Salernitana perde a Foggia tra la noia generale”, clicca qui per leggere) e il contenuto dello stesso articolo, liberamente consultabile, che si chiude con un inequivocabile dato: “Il Foggia vince ma non serve, la Salernitana invece si prepara a disputare all’Arechi gli ultimi 90 minuti di una deludente stagione di metà classifica”.

E ancora, la redazione di SoloSalerno.it sarebbe colpevole di aver pubblicato una notizia – perché di questo si tratta – riguardante una ventilata protesta valutata in settimana da parte dei tifosi della Curva Sud Siberiano in occasione del match di stasera (clicca qui per leggere). Che la torcida granata abbia espresso il proprio dissenso nei confronti della gestione stagionale è sotto gli occhi di tutti e non sarebbe nuova la protesta, già operata in stagione con scioperi del tifo, seppur parziali, o duri cori all’esterno dello stadio. Valuti chi legge, insomma.

Infine, la nota pubblicata sul sito ufficiale della Salernitana tre giorni fa: “In merito all’articolo pubblicato dal sito SoloSalerno.it a firma di Antonio Pergola circa l’organigramma del settore giovanile granata per la prossima stagione sportiva, l’U.S. Salernitana 1919 tiene a precisare che le informazioni riportate sono destituite di ogni fondamento e si riserva di adire le vie legali al fine di tutelare l’immagine della Società e dei propri tesserati”. Cosa sarà stato scritto di tanto lesivo dell’immagine della società e dei suoi tesserati? Controlliamo insieme (articolo consultabile cliccando qui): “Sarà il 27enne Piergiuseppe Sapio, con ogni probabilità, il nuovo responsabile del settore giovanile della Salernitana. Il giovane ma già affermato dirigente tarantino è atteso a Salerno nei prossimi giorni per la firma sul contratto e successivamente si inizierà a pianificare la prossima stagione. Che vedrà l’attuale responsabile Adriano Ciardullo occuparsi del settore relativo alla scuola calcio nel caso in cui l’accordo con Sapio dovesse andare in porto, ma sembra una mera formalità. In bilico intanto la posizione di Alberto Mariani, tecnico della Primavera che potrebbe essere rimpiazzato dall’ex centrocampista granata Manolo Pestrin. Ma intanto il settore giovanile si appresta a cambiare guida, con Sapio che anche quest’anno sta raccogliendo importanti risultati a Bisceglie con il fiore all’occhiello under 15”. Ancora una volta, valuti chi legge. In più c’è da dire che la stessa indiscrezione era stata pubblicata quattro giorni prima dal portale Tuttomercatoweb a firma del collega Stefano Sica (clicca qui per leggere), fino all’anno scorso al decimo posto in Italia per siti d’informazione più visitati a livello nazionale. Appare sorprendente come la Salernitana – più attenta che mai nell’ultimo triennio a imbavagliare tutto l’imbavagliabile e a monitorare quanto accade nel vasto mare di social e comunicazione – non si sia accorta della stessa “fastidiosa” (ma per cosa?) indiscrezione pubblicata in precedenza da Tmw. O quantomeno, di come gli abbia dato un peso diverso.

A tutto ciò va aggiunto il silenzio stampa con gli organi locali che si ripercuote, più che sulle testate stesse (che fortunatamente, hanno modo di trovare notizie a sufficienza per riempire giornali, siti, trasmissioni anche senza le voci dei protagonisti), sulla tifoseria che è l’utente finale. Un silenzio infantile, una chiusura che non ha eguali in Serie B. L’unica eccezione, per chiarezza va ricordato, è fatta dal club per i colleghi della tv media-partner che ha acquisito, da contratto e dietro corresponsione di una somma di denaro alla Salernitana per una serie di legittimi accordi in esclusiva, il diritto di avere un calciatore in più rispetto agli altri nei post partita. Tutto lecito. Quindi, se a tutti due tesserati, all’esclusivista tre. Se a tutti zero tesserati, all’esclusivista uno. Funziona così attualmente. C’è poi chi ha pagato i diritti studio-stadio alla Lega B per poter trasmettere in diretta le interviste del dopogara e, da 15 partite e tre mesi, si vede costretto a interloquire solo con i tesserati della squadra avversaria. E c’è Radio Bussola 24, che i diritti di esclusiva li ha pagati profumatamente alla Salernitana stessa per poter trasmettere le radiocronache in diretta e acquisire il diritto di trasmettere le interviste dalla mix zone in diretta. Con tanti sacrifici, ovviamente, economici e logistici. Anche alla radio, da quindici partite a questa parte, nessun tesserato granata nei dopopartita. A tutto svantaggio non di chi opera in sala stampa – che paradossalmente ha anche il “vantaggio”, d’obbligo virgolettare, di terminare prima il proprio lavoro – ma dei tanti tifosi che sono all’ascolto. Senza voler esagerare, basti pensare a coloro che escono dallo stadio ed entrano in macchina accendendo la radio.

E ancora. L’ultimo allenamento a porte aperte fatto dalla Salernitana risale al primo diretto da Colantuono, per giunta solo per un quarto d’ora. Poi tutti gentilmente accompagnati fuori. Tuia e compagni si allenano in un clima da far west, circondati da teloni (perchè l’unico modo per recuperare notizie per il giornalista è quello di stare in litoranea a bordo strada, cosa non propriamente edificante) e continuamente impauriti sui pericoli che i giornalisti rappresentano. Un’aria irrespirabile, un muro contro muro che non porta da nessuna parte. E neppure l’operato lenitivo che, attraverso interviste in ginocchio o articoli sotto dettatura, qualche testata compiacente continua imperterrita a propinare ai lettori (sempre più consapevoli della realtà oggettiva delle cose) può riuscire a tenere sotto silenzio questa situazione incresciosa e di scarso rispetto per chi esercita questa professione… sempre nel rispetto altrui. Che, anche nella legittima critica, è la prima cosa da esercitare. E con tutti i difetti che una categoria come quella della stampa può avere (e ne ha tantissimi), o più nel dettaglio la nostra redazione (che ne ha altrettanti), l’assicurazione è sempre quella di aver profuso il massimo impegno per dare obiettività a giudizi e notizie. Non avrebbe senso essere contro o a favore a prescindere. Si perderebbe di credibilità. Del resto, onestamente, non sono mancati articoli da “bicchiere mezzo pieno” sull’operato della società, della dirigenza, dei calciatori. Dalle ottime condizioni del prato dell’Arechi, merito indiscutibile del club, ad alcune operazioni di mercato felici come quella legata ad Akpa Akpro, solo per citare le ultime in ordine di tempo. Anche qui, dati incontrovertibili per applaudire la società. Che però non sembra ammettere opinioni discordanti, i bicchieri vanno visti sempre mezzi pieni, non c’è da discutere. Se poi li vedi “pienissimi”, sei il migliore.

La chiusura, già. Peraltro perpetrata in un periodo in cui il gradimento della piazza nei confronti di proprietà e dirigenza è ai minimi storici. Lo testimoniano i numeri al botteghino, gli striscioni, i cori. Dati di fatto, non opinioni di singoli “destabilizzatori” (quanto piace questa parola a chi ne fa un sostanziale abuso!) che per “interessi personali” si divertirebbero a sparare a zero sulla Salernitana. Quali sarebbero? L’interesse personale di una redazione giornalistica seria può essere uno soltanto, dal punto di vista professionale: pubblicare quante più notizie corrispondenti al vero e, possibilmente, con tempestività. Scrivere sciocchezze porterebbe a perdere lettori, spettatori, ascoltatori, a lungo andare. Qualche professore parla di interesse nei click. Beh, SoloSalerno.it non ha investito un solo Euro per “sponsorizzare” la propria pagina Facebook, né millanta “anteprimesclusive” – tutto d’un fiato – roboanti. Attenzione: su questo portale, anche più di altri, non sono mancati errori, imperfezioni, imprecisioni, indiscrezioni che poi non si sono trasformate in realtà, errori in generale. Che commettono tutti, anche nella Salernitana. Dove, però, l’autocritica è un fattore altamente sconosciuto anche di fronte alle evidenze, ai risultati, ai numeri. Dove da tre anni a questa parte è sempre colpa della stampa e vige sempre l’ingiustificata chiusura su tutti i fronti.

Niente accredito. Qualcuno, superficialmente, commenterà che è giusto, “finalmente ‘sti giornalisti che entrano gratis allo stadio devono pagare come tutti”. Inutile sprecare tempo a dar retta a costoro, chi ha senno capisce perfettamente dove sia il punto e che in questo mestiere non esistono compensi miliardari. Tutt’altro, spesso ci si rimettono salute, soldi e vita privata. Ma la passione, così come quella di (pochi) veri tifosi, non quelli da social, è passione. Dunque, la redazione di SoloSalerno.it non si lascerà intimorire o influenzare dall’ennesima decisione scorretta e lesiva assunta dalla Salernitana nei propri confronti e continuerà, come sempre e con la schiena dritta, il proprio percorso improntato su una linea di correttezza e serietà, pronta a pubblicare sempre e comunque ogni notizia che si ritiene rilevante in ambito Salernitana, a criticare se ce ne sarà bisogno, ad elogiare (e non vediamo l’ora) quando ci sarà l’opportunità. Ma le lingue penzoloni… quelle no, grazie.

 

I componenti della redazione di SoloSalerno.it: Bruno Maffia, Alfonso Maria Avagliano, Mauro Mazzarella, Lorenzo Di Domenico, Fabrizio Astone, Giulio Caravano, Maurizio Iuliano, Antonio Pergola, Francesco Staibano, Marco Fummo.

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E' presente 1 commento
  1. Katia - 20 maggio 2018 11:58
    A prescindere dalla materia del contendere (di fronte al bavaglio qualunque argomento diventa assolutamente secondario e qualsiasi motivazione decisamente insufficiente) la censura qualifica solo chi la opera. Contrariata e delusa dalla circostanza che nel caso specifico ad operarla sia la mia Società.
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