Sprocati e la Lazio: “Inaspettata, mi giocherò chance. A Salerno ho trovato continuità”
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ILI_7844“Io alla Lazio? E’ una cosa nata all’improvviso, inaspettata”. Mattia Sprocati non sta più nella pelle e non riesce a frenare le proprie emozioni in un’intervista concessa al Corriere dello Sport. Al di là delle prevedibili, puntuali e retoriche smentite di rito, Sprocati esce allo scoperto e svela il suo futuro a tinte biancoceleste. L’esterno brianzolo sarà un calciatore della Lazio per i prossimi quattro anni. Ma il suo giro di mercato potrebbe non essere terminato. Lotito potrebbe inserirlo come contropartita tecnica in altre operazioni di mercato (al Genoa per Laxalt/Izzo o al Sassuolo per Acerbi/Falcinelli) oppure farlo valutare in ritiro ad Auronzo da Simone Inzaghi. Sprocati intanto gongola, il suo futuro sarà in Serie A: “Era più facile immaginare di andare in un’altra squadra di serie A e invece… Dite che andrò in ritiro con la Lazio? Non lo so nemmeno io. E’ il momento più importante della mia carriera, la serie A è il sogno che cullo da quando ero bambino. C’è grande entusiasmo. Quello mio, quello dei miei parenti, dei miei amici. E’ un bel momento. Sono maturato tanto come giocatore e come persona. A Salerno ho trovato ciò di cui avevo bisogno, la continuità. Ho sempre fatto l’esterno, a destra e a sinistra, sono ambidestro, posso giocare su entrambe le fasce. In carriera sono stato adattato da trequartista e da seconda punta, ma il mio ruolo naturale è da esterno. Due allenatori mi hanno aiutato in particolar modo e li ringrazierò sempre. Uno è Bollini, ha dato il via a tutto. Sono cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, ho giocato lì per sei anni. Poi sono nati un pò di disguidi con Favini (ex responsabile giovanili della Dea, ndr) e così ho ripreso il mio percorso giocando a Pavia. Sogno di vivere una stagione ancora più bella dell’ultima. E se andrò in ritiro con la Lazio proverò a giocarmi una chance. Sono un giocatore di fascia, veloce, tecnico, destro e sinistro. So usare tutti e due i piedi. Il mio idolo è Maradona, al giorno d’oggi dico Cristiano Ronaldo. E Milinkovic, tra i giocatori della Lazio, mi ha impressionato più di tutti. Sono nato a Monza, non ho mai avuto una squadra del cuore. Simpatizzavo per l’Inter, ancora di più quando l’ha allenata Mourinho”.

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