Bollini al Mattino: “Esonero fu inaspettato, nel ritorno avremmo fatto meglio. In B serve…”
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TAN_8349“Vissi l’esonero con dispiacere, soffrendo in silenzio. Ho rispettato la scelta anche se non me l’aspettavo”. Alberto Bollini torna a parlare di Salernitana a distanza di sei mesi dal divorzio con la Salernitana consumatosi nelle battute finali del girone d’andata del campionato. L’allenatore di Poggio Rusco, che è a Maiori per dirigere un camp estivo per bambini fino a domani, ha concesso una lunga intervista al quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

“Tenevo al lavoro, a quanto costruito, al legame forte con piazza, maglia e proprietà. Non polemizzai per evitare errate interpretazioni. Preferii uscire sereno, a testa alta, con educazione. Spiegazioni non me ne sono date, né le ho chieste”, esordisce l’ex mister della Primavera della Lazio. Probabilmente alcuni segnali di un rapporto incrinato con la dirigenza dovevano essere colti già a inizio stagione, con la conferenza stampa pre Venezia-Salernitana che non piacque ai piani alti.Fui schietto – replica Bollini – Espressi concetti chiari che si sono poi verificati in stagione: la proprietà mi parlò di salvezza e mantenere sano il bilancio. Ero certo di centrare l’obiettivo ma ho sempre avuto voglia di guardare più avanti. Dissi di essere felice del gruppo, anche se con “scommesse” in attacco: Rossi usciva dalla Primavera, Bocalon rientrava in B e va elogiato per professionalità e umanità, ha fatto un onesto torneo. Credo di non aver detto stranezze, qualcuno elaborò male le mie frasi. Tra tante difficoltà la squadra ha mostrato forza, senso del gioco, con alti e bassi della categoria. Sono fiero dei 12 risultati utili di fila e dell’imbattibilità interna. Se poi si mirava a cose più grandi… ci credevo anch’io: nella mia gestione siamo stati anche in zona playoff, unica volta in tre anni per il club. E le mie squadre hanno sempre fatto più punti nel ritorno, vedi i 30 del 2017″.

Tra meno di venti giorni la Salernitana di Colantuono partirà per Rivisondoli con l’obiettivo di costruire una squadra in grado di raggiungere i playoff. Cosa può costruire il team granata? “Non spetta a me dare giudizi o consigli a una proprietà forte, che conosce il posto. È importante la chiarezza. In B contano idee, solidità societaria, lavoro, compattezza ambientale, non i curriculum. Servono ragazzi consoni alla categoria e pazienza nei momenti bui”, replica l’ex trainer campano prima di parlare dei singoli:Avrei voluto Palombi ad agosto ma la Lazio fece altre scelte. Certo, un conto è partire con progettualità iniziale, un altro è tamponare in corso. Kiyine? Sono contento: come altri, è cresciuto tanto ed è stato riconoscente anche dopo l’esonero. A Salerno ho trovato ragazzi che mi hanno seguito, tra cui Tuia. Il dispiacere aumenta ripensando al suo infortunio alla quarta giornata. Non avere lui e Rosina fu dura, erano valori aggiunti. Facemmo gli equilibristi, visti gli infortuni. Dopo il 2-3 di Novara, per 6 partite mancò pure Sprocati, il migliore del momento. Mattia è pronto per la Serie A per mezzi tecnici, sta a lui calarsi nella giusta mentalità e inserirsi”.

In attesa di una nuova avventura in panchina, Bollini ha ripreso l’attività estiva con i bambini che, fino al 2016, l’aveva contraddistinto: i summer camp. Sul campo San Martino di Maiori, coadiuvato dal numeroso staff composto dai tecnici Lodi, Cassani, Mammato, Apicella e Sammarco, il tecnico è ospite dell’ambizioso sodalizio del Costa d’Amalfi, la cui prima squadra milita in Eccellenza. “L’anno scorso rimasi fermo per ricaricare le batterie al meglio ma d’estate ne ho fatti per 24 anni – dice – Sono grandi palestre, fin da quando facevo l’Isef. Cresci umanamente e calcisticamente, si lavora in modo dettagliato sulla tecnica ma gli aspetti educativi e ludici sono più importanti. I bambini studiano l’inglese, vanno al mare, pranzano assieme. Ho gestito il marchio Lazio dal 2010 anche al fianco dei campioni della prima squadra, con numeri importanti e gratificazioni dalle famiglie. Poi ho incontrato Sal De Riso: cenammo insieme, gli piacque l’idea, con grande accoglienza abbiamo organizzato una settimana di scuola calcio per 50 bimbi del territorio”.

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Sono presenti 3 commenti
  1. Crescenzo Maresca - 23 giugno 2018 12:49
    Caro Bollini hai citato Rossi e Bocalon due scommesse ma di Donnarumma che era una certezza non ne parli? Lo avevi quasi bruciato e lo hai fatto anche cedere l'anno dopo nonostante fosse già andato via Coda. Perso Rosina ? ma quando lo hai recuperato non lo hai fatto piu' giocare dopo l'ottima prova di avellino la settimana successiva lo hai rimesso in panchina e quando impiegato lo bloccavi esterno a destra. Kiyine terzino destro lo schieravi e che dire contro il Pescara in casa con Rodriguez e Rossi in panchina hai schierato Vitale esterno a sinistra? E l'infortunio di orlando è tutta colpa tua si perchè nemmeno lui vedevi come potenziale titolare altrimenti non lo facevi giocare a mezzogiorno contro i dilettanti quando la sera avevi l'incontro contro l'Ascoli, quindi carissimo idee sono d'accordo ma tu a tratti non capivi nemmeno chi avevi fra le mani.
  2. Katia - 23 giugno 2018 12:55
    Grazie Mister, per l'onestà, la professionalità, la lealtà. Il tuo esonero non poteva che essere inaspettato, perché IMMOTIVATO...o meglio, non motivato dal rendimento della rosa a tua disposizione...ma capita quando non si entra, talvolta servilmente, nelle grazie di qualcuno...e in questo senso, prima di te, Menichini docet. Alla fine il campo, come sempre, ha fornito i suoi responsi...dati oggettivi che dimostrano, a chi voglia o sia in grado di leggerli, che in quella rinomata conferenza stampa pre Venezia avevi, in maniera trasparente, messo sul tavolo semplicemene la VERITÀ. Hai pagato la tua schiettezza e la ferma determinazione di andare sempre a testa alta. Poco male...il tuo spessore sarà ricompensato altrove. Buona fortuna, mister.
  3. Katia - 23 giugno 2018 01:22
    @ Crescenzo Maresca Il passaggio "E l'infortunio di Orlando è tutta colpa tua" fornisce incontrovertibilmente il metro per quantificare l'equilibrio del suo intervento. P.S.: siamo sicuri che la cessione di Donnarumma sia dovuta ad un'esplicita richiesta di un Bollini che aveva apertamente mostrato non poche perplessità nei confronti degli elementi del reparto offensivo ("scommesse" le aveva definite)? Siamo proprio certi che la cessione di un attaccante con davanti l'ultimo anno di contratto in granata (dunque il rischio di perderlo a paramentro zero) e diverse richieste in cadetteria non sia dovuta molto più semplicemente al desiderio di qualcuno (che non credo proprio sia Bollini) di iscrivere una cospicua plusvalenza a bilancio?
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