Della Rocca saluta: “Sono stato bene. Peccato per noie fisiche, campo Volpe ha inciso”
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VeneziaSalernitana7“A Salerno sono stato bene, spero di aver lasciato un buon ricordo. Peccato per l’infortunio che mi ha fatto giocare poco nell’ultimo anno”. Francesco Della Rocca ha firmato per il Padova e lascia la Salernitana a parametro zero dopo due anni di militanza con complessivi 37 match e 2 gol all’attivo. Il centrocampista classe 1987 ha tracciato un bilancio della sua esperienza campana sulle colonne del quotidiano Il Mattino oggi in edicola. “Il primo anno andò abbastanza bene, ero molto soddisfatto perché ho avuto continuità. La scorsa estate partii coi migliori auspici ma dopo poche giornate ebbi un problema fisico che mi sono portato dietro tutto l’anno. In questo, purtroppo, allenarsi su campo sintetico e duro come il Volpe non ha aiutato chi come me aveva determinati fastidi. Ora sto bene, ho risolto e spero di ricominciare nel migliore dei modi – afferma l’ex calciatore di Bologna e Perugia – Il fatto di aver giocato poco ha inciso su un possibile rinnovo. C’era stato un piccolo contatto a settembre, poi più nulla. Capisco che la società abbia fatto altri ragionamenti, punterà su qualche giocatore più giovane o, magari, richiesto dal mister. Va bene così, nel calcio a volte le stagioni nascono in un modo e finiscono in un altro per vari motivi ma non ho rimpianti”.

Della Rocca era sul punto di partire già a gennaio, quando proprio il Padova aveva messo gli occhi su di lui. Poi, però, alcuni problemi legati ai biancoscudati frenarono la cessione e lui rimase alla Salernitana. Colantuono, dopo la finestra invernale, gli chiese un sacrificio a Pescara, con mezza squadra fuori. Della Rocca scese in campo nonostante le condizioni fisiche precarie. “Seppi il giorno prima di giocare. Ero fuori da 3 mesi, non avevo fatto neanche una partita d’allenamento, non stavo bene ma c’era bisogno perché in tanti erano fuori – ricorda il playmaker – Ressi 70’, me la cavai. Da lì però ammetto, senza voler fare polemiche, che mi sarei aspettato di fare qualche altra partita. Evidentemente l’allenatore ha valutato in base gli allenamenti e ha visto meglio altri. Il tecnico con cui ho maggiormente legato? Sannino. Abbiamo avuto da subito un rapporto, vero, sincero e leale come lui. Dispiace che a Salerno non sia stato capito: è un tecnico preparato, come anche Bollini e Colantuono, ma ha il pregio, che nel mondo del calcio è un difetto, di dire sempre cose in faccia”.

Tra i ricordi piacevoli che il giocatore porterà con sé ci sono “i derby vinti, 3 su 4. E poi, tutte le partite all’Arechi: in particolare quelle con Verona e Bari, vissute in clima da Serie A. È sempre bello giocarci, a parte quando c’era poca gente negli ultimi tempi”. L’auspicio di tutti è vederlo pieno, lo stadio, nella stagione che sta per muovere i suoi primi passi: Non so che tipo di squadra sarà allestita. Nell’anno del centenario ipotizzo uno sforzo maggiore per lottare per i playoff. C’è un tecnico abituato a mirare a cose più importanti di quelle ottenute negli ultimi due anni, magari con un mix tra giovani ed esperti la Salernitana potrà fare bene. Io andrò a Padova. Sono contento anche perché resto in B: ero a scadenza, superati i 30 e con poche partite all’attivo nell’ultimo anno poteva essere difficile trovare una soluzione buona come quella, dove c’è una società all’avanguardia e un tecnico che conosco. Certamente mi emozionerà tornare all’Arechi da avversario”.

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