Home Prima Squadra Il pagellone “poco-serio” di Salernitana Reggina

Il pagellone “poco-serio” di Salernitana Reggina

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BELEC 5: Il portiere sloveno nella prima frazione di gara è inoperoso e, sotto un certo punto di vista, è pure meglio così. Nel secondo tempo, appena viene sollecitato un po’ di più, si disimpegna in un paio di uscite che definirei in maniera molto colorita ma – visto che ho avuto mandato di fare la persona sistemata – preferisco dire “a vacante”. Subisce, sul suo palo, il classico gol sotto la “scella“. A ridosso del 90’, intento a disporre puntigliosamente la barriera su una punizione pericolosa, riesce nell’impresa di farsi cazziare in presa diretta da quell’esempio di pacatezza che risponde al nome di Walter Lopez: ”Oh, para questo c**zo de pallone!” Poesia.

VESELI 5: Prova incolore per il difensore albanese. Marchiani gli errori in marcatura. Deve ringraziare Denis e Lafferty che si avventano su due palloni da spingere in porta con la stessa fame che mostro io quando mi appresto a mangiare la zuppa di verza che prepara la mia fidanzata (non glielo dite che si piglia collera). In parole povere: ve la ricordate quella pubblicità della Pompea? Non strappa, non stringe, non pressa.

AYA 5.5: Una chiusura monumentale su Rolando lanciato a rete e poco altro. Il cipiglio minaccioso resta il suo marchio di fabbrica, in più gestisce palloni con la serenità olimpionica di un narcotrafficante che, all’ultimo momento, si accorge che nei pressi della dogana c’è l’unita cinofila della Guardia di Finanza.

LOPEZ 4.5: L’anima candida della Salernitana, intorno al 18’ della ripresa, è protagonista di un vivace scontro dialettico in merito alla Critica della Ragion Pura di Kant con Denis. Il centravanti amaranto, durante una pausa di gioco, asserisce che le funzioni trascendentali non vanno confuse con le idee innate. Il difensore uruguagio con un gesto di fermo diniego afferma che, se proprio ci tiene, il caro German può fermarsi negli spogliatoi dopo la gara, gliele fa vedere lui le funzioni trascendentali: fra capa e noce del collo.

CASASOLA 7.5: Ve lo ricordate il fatto del calabrone che, a prescindere da struttura del corpo e capacità alare, vola lo stesso e non sa manco lui come? Bene. La biomeccanica articolare delle ginocchia di Tiago non gli consentirebbe di giocare a calcio, ma lui non lo sa e gioca lo stesso. Il ragazzo si toglie pure la soddisfazione di segnare emulando il gran gesto tecnico di Matteo Legittimo in un Salernitana – Monza di 10 anni fa. Lo stesso destino fulmina Westerveld prima e Plizzari poi: entrambi si devono chinare a raccogliere il pallone dal sacco dopo un cross sballato che si azzecca all’incrocio dei pali.

KUPISZ 6.5: Il polacco interpreta un ruolo non suo con grande abnegazione, inoltre si disimpegna molto bene negli inserimenti senza palla. Molto positivo l’esordio del gregario di Castori. Per essere più chiari: li tenete presenti quei cani incazzosi che, come vi girate vi girate, ringhiano e mozzicano senza guardare in faccia a nessuno? Ecco.

SCHIAVONE 5: Encomiabile l’atteggiamento del ragazzo che, nonostante sia ora di pranzo, lascia il secondo a metà (pollo e fagiolini) e corre – per modo di dire – a sostenere i compagni nella delicata sfida contro gli amaranto.

CICERELLI 6: Il ragazzo, nella prima frazione di gioco, è una lepre nella brughiera: corre, strappa, si accentra, calcia e prova a creare la superiorità. Nel secondo tempo, causa appuntamento di vrachetta, si eclissa dal campo.

CURCIO 6: Prova sufficiente per il cursore di sinistra che si disimpegna bene servendo anche qualche pallone interessante al centro dell’area. Necessario segnalare una particolarità che, a quanto pare, ho notato solo io: al piede sinistro indossa una Mercurial Vapor 13 Academy SG-PRO della Nike di colore celeste, al piede destro una comoda De Fonseca. MIGLIORINI 5.5: Entra e soffre con i compagni. Prende un’ammonizione nella propria area, in occasione di una trattenuta su un calcio d’angolo, senza causare il calcio di rigore. Magia pura.

TUTINO 7: Senza ombra di dubbio il più brillante di giornata, punge la retroguardia calabrese in più circostanze. Smodatamente romantico il modo in cui guadagna il primo giallo della sua esperienza in granata: superbo il tentativo di rovesciata in cui rischia, letteralmente, di spaccare il provolone ad un avversario. Il talentino di casa Napoli non va mai in difficoltà, tranne quando si presta ai microfoni di DAZN fra primo e secondo tempo. Positivo sul rettangolo verde, meno nella sintassi.

DJURIC 5: Il menù è quello di sempre: sportellate, impegno e sacrificio. Il voto è tuttavia negativo perché al 70’, imbeccato da un assist di Casasola, decide di colpire il pallone col tacco piuttosto che col piatto destro. Gesto tecnico che, a quanto ci risulta, pare abbia fatto bestemmiare tutti i santi anche a Monsignor Bellandi. GONDO 5: Vi ricordate il Cedric formato estivo, frizzante e allo stesso tempo pragmatico? Bene, scurdatavell!

CASTORI 6: La prima in un campo ostico – ciò che per lui rappresenta l’Arechi – non è facile per nessuno. La squadra, nonostante tutto, sembra seguire i suoi dettami e, fattore più importante, sa indossare la mascherina senza far fuoriuscire il naso: come inizio può andare.