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La censura che non fa paura: serve riflettere sul proprio operato prima che valutare quello altrui

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“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” (Art. 21 Costituzione)

Non avremmo mai pensato di doverlo fare, ma, purtroppo, la situazione lo rende necessario. Dobbiamo ricordare a noi stessi, prima che agli altri, cosa preveda l’Art. 21 della Costituzione della nostra Repubblica. Dobbiamo ricordarlo a noi e, poi, subito dopo, ricordarlo a chi ancora oggi, nel 2020, quasi 2021, come avrebbero scritto Benigni e Troisi se avessero dovuto inviare oggi quella celeberrima lettera a Girolamo Savonarola che tutti i cultori di “Non ci resta che piangere” ricorderanno benissimo (si parla del 1500 quasi!), non riesce a smettere i panni del censore, ergendosi a giudice di un improvvisato tribunale dell’Inquisizione.

Il comunicato diffuso ieri dal Direttivo Salerno meritava, a nostro giudizio, il risalto che sulle colonne di Solosalerno.it gli è stato dato in quanto gli Ultras hanno manifestato una presa di posizione forte quanto civile nei confronti di un dirigente della Salernitana, ossia Angelo Mariano Fabiani, che molto spesso negli ultimi tempi li aveva tirati in ballo.

Comunicare ad un giornalista, tramite l’ufficio stampa, che la scelta di pubblicare integralmente il comunicato in questione “è oggetto di valutazioni a Roma” è una clamorosa caduta di stile, qualcosa a metà tra l’avvertimento e la minaccia, finalizzato ad ottenere la rimozione della notizia dalla pagina, cosa che noi non abbiamo nemmeno preso in considerazione.

Del resto, anche in passato si è dato risalto alle proteste ed ai comunicati dei tifosi, e la Salernitana non ha mai chiesto ai giornalisti di non dare spazio a tali notizie. Eppure, quasi sempre, proteste e comunicati avevano come bersaglio la Proprietà. Dunque, dobbiamo dedurre che a Roma ci siano due proprietari che incassano proteste e duri comunicati senza batter ciglio, ma che chiedano a legali e affini di valutare azioni di qualsiasi tipo quando nel mirino della contestazione finisce un loro dipendente.

Vorremmo avere anche noi datori di lavoro così protettivi e premurosi! La critica e la libertà di stampa sono sancite dalla Costituzione e nessuno può ergersi a censore solo perchè qualcuno mette in dubbio la bontà del proprio operato. Sempre, si intenda, che tali critiche siano formulate in maniera civile. Siamo i primi, e lo saremo anche in futuro, ad accettare le critiche. Del resto, solo due giorni fa, sulla nostra pagina facebook, qualcuno ci ha definiti sciacalli, espressione non certo lusinghiera che, però, non ci ha impedito di sorridere e passare avanti, senza minacciare querele o agitarsi più di tanto (anzi, per nulla, in verità). Non sono queste, del resto, le valutazioni che ci aspetteremmo da chi per mandato dovrebbe pensare ad allestire una squadra competitiva e degna di Salerno.

Se qualcuno scantona, se qualcuno esagera, siamo i primi a mettere dei paletti perchè in un clima già teso ed infuocato equilibrio e sale in zucca non devono venir meno. Mai. Tuttavia, nell’occasione specifica non ci sembra che si sia andati oltre. La Salernitana, invece, continua a distinguersi per un totale distacco dalla realtà, che le impedisce di rendersi conto della mancanza di appeal e di feeling con l’ambiente (basterebbe leggere i commenti che i tifosi lasciano sulla pagina Facebook del club per rendersi conto del sentiment della piazza) e per una sempre meno celata mancanza di rispetto verso la stampa ed in particolare verso la nostra testata a cui, solo ieri, ha negato di poter partecipare alla conferenza stampa di mister Castori. Poco male. Finchè non ci sarà contraddittorio, continueremo per la nostra strada, lasciando al sito ufficiale ed alle altre testate il pregio di diffondere il pensiero dei tesserati granata.

Infine, una considerazione amara. Siamo stati oggetto di “daspo” da parte della Salernitana, ma la cosa non ci toglie il sonno. Anzi, abbiamo sempre offerto la nostra piena solidarietà ai colleghi colpiti da medesimo provvedimento ed in questa occasione la ribadiamo anche a coloro i quali, pur avendo subito provvedimenti lesivi della libertà di stampa, hanno già rimosso tutto e continuano a partecipare, come se nulla fosse, a conferenze stampa surreali. La categoria dei giornalisti subisce già troppi attacchi dall’esterno per potersi permettere il lusso di inscenare inutili guerre tra poveri. Solosalerno.it va avanti a testa alta e non si sente meno completa di altre testate per il semplice fatto di non riportare le solite dichiarazioni dei tesserati granata.

Non faremo come Benigni e Troisi che salutavano Savonarola con “la testa sotto i tuoi piedi e puoi anche muoverti e noi zitti sotto”. Diremo, piuttosto, che mai come ora “Non ci resta che piangere” è la frase più idonea a fotografare la realtà che sta vivendo la piazza di Salerno.