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Reggiana e tamponi, fronti caldi per Lotito

La Salernitana attende i tre punti, la Lazio trema per il caso tamponi

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C’è la sosta all’orizzonte, ma la Salernitana non può tirare il fiato né abbassare la guardia. Sulla questione Reggiana è attesa a stretto giro una pronuncia della Giustizia Sportiva.

Ieri la squadra emiliana è tornata in campo ed ha superato il Venezia, ritrovando la normalità dopo settimane tribolate. Una storia a lieto fine, sotto l’aspetto morale e sportivo, ma l’aspetto regolamentare deve fare il suo corso. Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso, così come bisogna seguire con attenzione gli sviluppi delle due indagini, quella federale e quella della magistratura, sulla questione tamponi per la Lazio.

Il modo in cui Lotito ha gestito la questione dei casi sospetti o, quanto meno, dubbi di positività al Covid non è piaciuta alla stragrande maggioranza dei presidenti dei club di massima serie.

Il numero uno del Torino, Urbano Cairo, sta guidando una sorta di crociata e, del resto, basta leggere la Gazzetta dello Sport per rendersene conto.

Sullo sfondo non ci sono solo le classiche beghe tra comari, i dispetti che tra loro sembra quasi amino farsi i padroni del vapore, ma anche una vera e propria guerra di potere che coinvolge i diritti tv e l’elezione del presidente federale. Lotito, secondo molti, è l’uomo più potente del calcio italiano.

La sua ingombrante figura, però, ora più che mai non è più vista come rassicurante, non viene più tollerata in nome di un superiore interesse.

C’è una torta che fa gola e la questione tamponi rischia di diventare la più classica delle bucce di banana su cui anche un potente, il più potente, rischia di scivolare. Con tutte le conseguenze che comporta una caduta.

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Classe '76, non sempre è nervoso.