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Tomas Kupisz, il fido scudiero di Fabrizio Castori

Focus su Tomas Kupisz, match winner della gara di ieri e, gara dopo gara, sempre più perno imprescindibile della Salernitana targata Fabrizio Castori

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Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante. E con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante colpirò con la mia lancia l’ingiustizia giorno e notte, com’è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte!“. È tutta qui, in una frase tratta dalla celebre “Don Chisciotte” del grande cantautore Francesco Guccini, l’essenza del rapporto tra Tomas Kupisz e Fabrizio Castori. Un rapporto che va ben oltre “l’ordinario”. Non un allenatore e un calciatore, bensì un “imperatore” e il suo “pretoriano”, oppure, rimanendo in tema letterario, un “cavaliere errante” e il suo “fido scudiero”. Tutto è nato nella stagione 2017-’18, quando Castori fece ritorno al Cesena, squadra che, dodici anni prima, aveva riportato in Serie B. È lì che tra i due scocca “la scintilla”. È lì che entrambi hanno capito di essere, calcisticamente parlando, fatti l’uno per l’altro.

Kupisz, di fatto, incarna alla perfezione lo spirito del suo allenatore: tanta grinta, abnegazione e corsa, ma soprattutto, illimitata disponibilità. L’ex Trapani, con Castori, ha ricoperto tutti i ruoli del centrocampo e, talvolta, ha anche giocato da esterno basso. A destra o a sinistra non fa differenza purché, per il tecnico, ci sia lui a suonare la carica. Il buon Tomas, quest’anno, ci ha messo poco ad acquisire le redini del centrocampo granata diventando, gara dopo gara, un perno imprescindibile della Salernitana targata Fabrizio Castori. Il successo, sofferto, di ieri, dopo l’ennesima gara di sacrificio, porta la firma dell’esterno polacco, abile a sfruttare le capacità di inserimento e ad insaccare, di testa, dopo uno stacco imperioso.

Il giusto riconoscimento, se vogliamo, per il grande spirito di sacrificio che ha sempre dimostrato fin dalle prime battute di questo campionato. Il tutto, ovviamente, sotto l’occhio attento e soddisfatto del suo mentore. È ormai cosa nota che “Don Chisciotte” non può (e non potrà) fare a meno del suo “Sancho Panza”. Con l’auspicio, però, di un epilogo diverso da quello del magnifico romanzo di Miguel De Cervantes.

© solosalerno.it – tutti i diritti riservati. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

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