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Massimo Coda, il ritorno dell’ex

Il ritorno da "grande ex" del bomber Massimo Coda all'Arechi e la sfida a distanza con Gennaro Tutino

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Coda-Lecce
Fonte: transfermarkt.it
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Grande attesa per il big match di questa sera, valevole per 12ª giornata del campionato di Serie BKT, tra Salernitana e Lecce. La più classica delle “partite di cartello” tra la prima della classe e la squadra, a detta dei più, più attrezzata del campionato cadetto. Un match che, oltre ad essere di fondamentale importanza per il prosieguo della stagione, vedrà il “ritorno in patria” di Massimo Coda. Il bomber metelliano, attualmente, è ancora l’attaccante più prolifico dell’era Lotito-Mezzaroma. 33 gol e 10 assist messi a referto, e un rapporto di stima e affetto con la piazza rimasto immutato.

Eppure, l’avventura in maglia granata di Coda non partì, per usare un eufemismo, nel migliore dei modi. Reduce dalla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio quando vestiva la maglia del Parma, l’ex numero 9 granata all’inizio fece molta fatica a ritrovare una condizione fisica “accettabile”. Dopo i primi sei mesi difficili, e una pioggia ingenerosa di critiche, Coda si prese letteralmente la Salernitana sulle spalle trascinandola, a suon di gol e prestazioni importanti, alla salvezza ai play-out contro il Lanciano. Abilità sotto porta confermate anche nella stagione successiva che, però, non consentirono ai granata di Bollini di raggiungere gli spareggi promozione. Con il successivo passaggio al Benevento, Coda è già tornato all’Arechi da avversario in due occasioni, senza però mai risultare decisivo. Tradito, probabilmente, dall’emozione nel ritrovarsi di fronte la squadra che, più di ogni altra cosa, lo ha rilanciato dopo un lungo periodo di inattività.

Questa sera, in un Arechi desolatamente vuoto, Massimo Coda ritornerà da momentaneo capocannoniere della Serie B, con 8 reti messe a segno in 11 presenze. Una sfida nella sfida, se vogliamo, tra numeri 9 con Gennaro Tutino, che insegue a quota 5. L’auspicio è che, come nelle precedenti gare, l’ex bomber granata si lasci, ancora una volta, sopraffare dall’emozione e che “non faccia male” alla sua ex squadra. Del resto, due anni intensi con il Cavalluccio cucito sul petto, sono difficili da dimenticare…

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