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Felice Marano e la Salernitana “autarchica” della seconda metà degli anni ’50

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Nella giornata di ieri, Salerno ha perso uno dei suoi figli calcistici prediletti. All’età di 83 anni, si è spento Felice Marano, dopo una vita spesa per il calcio. Marano è stato infatti un buonissimo calciatore prima per poi dedicarsi all’attività di allenatore sia in Prima Squadra che nei settori giovanili, prestando la sua opera in diverse compagini come Pro Salerno, Giffonese e Vietriraito.

In cima alla lista delle squadre del cuore di Felice Marano, però, non poteva non esserci la Salernitana. Marano ha giocato con la Bersagliera per cinque stagioni, dal 1957 al 1961 e nella stagione 1964/1965, nel ruolo di ala veloce e dotata di buonissima tecnica. Nella prima parentesi, fu protagonista di quelle Salernitane autarchiche, dove sia in società che nella squadra imperava il made in Salerno più per costrizione dovuta ai problemi economici che non mancavano mai ma anche per autentica passione e amore verso la casacca granata.

Cinque stagioni, con 60 presenze complessive e 10 reti all’attivo, u. La prima delle quali segnata il 15 febbraio 1958. La Salernitana ospitava il Siracusa allo stadio del Vomero (attuale Arturo Collana) di Napoli, in quanto il Vestuti era squalificato per gli incidenti occorsi durante la sfida contro la Sanremese del 19 gennaio. Gli aretusei andarono in vantaggio con Franzò, ma Marano trovò il gol del definitivo 1-1. Una rete che fu bissata il 1°maggio 1958. Marano siglò il gol decisivo che portò la Salernitana a espugnare lo Speroni di Busto Arsizio contro la Pro Patria per 3-2.

Nella stagione successiva, il paradosso. La Salernitana concluse ultima in classifica ma non retrocesse in IV Serie perché le retrocessioni erano bloccate a causa della riforma della Serie C che passò da due a tre gironi, ma Marano visse la sua migliore stagione dal punto di vista delle marcature, che furono 4. Due delle quali consentirono ai granata di vivere due delle otto vittorie di quella travagliata stagione, precisamente contro il Catanzaro (con gol segnato il 15 febbraio 1959, esattamente un anno dopo la sua prima marcatura in granata) e l’Anconitana.

Dopo una stagione, la 1959/1960, vissuta da comprimario anche a causa di problemi fisici (5 presenze e 0 reti), Marano tornò protagonista nel campionato successivo, il primo con Pasquale Gagliardi alla presidenza e Puricelli prima e Di Gennaro poi in panchina. Marano mise a referto 17 presenze e 3 reti. La prima consentì ai granata di uscire indenni dallo Stadio della Civitella di Chieti (1-1 il 19 marzo 1961), poi le altre due contribuirono ai successi interni su Marsala (2-0) e Reggina (3-2).

Ceduto al Bologna in quell’estate 1961, Marano tornò a Salerno nel 1964, trovando un altro Gagliardi al timone della società, vale a dire Michele. In una stagione dove si alternarono Hiden e Carapellese sulla panchina, Marano era chiuso in attacco da Mariolino Rossi e Adduci, ma comunque diede il contributo alla salvezza di quella squadra con 10 presenze e 1 gol. Una rete segnata il 1°novembre 1964 e che fissò il definitivo 2-0 sul Marsala, compagine che evidentemente era una vittima prediletta per Marano.

Da allenatore delle giovanili, Marano lavorò con la Salernitana negli anni ’80, divenendo “scopritore” di diversi talenti. Un nome su tutti, Mark Iuliano.

La redazione di SoloSalerno.it porge le più sentite condoglianze alla famiglia Marano per la scomparsa del caro Felice.

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