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La svolta di Castori: versatilità tattica e più estro per scrivere la storia

Empoli e Lecce dovranno ancora pedalare per sbarazzarsi del forcing granata

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Non era affatto scontato portare a casa tre punti contro il Frosinone, squadra costruita per primeggiare in classifica, incappata nella classica stagione negativa, ma in possesso di corpose qualità tecniche in grado di risultare determinanti nella singola partita. Difficoltà rese maggiori dalla segreta speranza della compagine ciociara di realizzare il colpaccio della giornata, necessario per alimentare le residue chance di agganciare la zona play off.

La Salernitana ha saputo soffrire nell’arco dei novanta minuti. Il tecnico Castori è stato abile a cambiarle pelle, modificando il modulo tattico due volte e pescando in panchina i calciatori capaci di garantirgli quel mix di estro e sostanza che ha meritatamente traghettato il gruppo verso la conquista della vittoria e del terzo posto in graduatoria.

Il Lecce vola, capitalizza qualche errore di troppo dell’arbitro nella fortunata trasferta di Pisa e conserva un importante vantaggio su Di Tacchio e compagni, avendo anche il bonus favorevole maturato al termine dei due scontri diretti. Sei partite e diciotto punti in palio, però, consentono ai giovanotti granata di sperare ancora nel colpaccio della promozione diretta, anche perché bisogna monitorare la stessa situazione dell’Empoli che, intralciato dal mai domo covid 19, rischia di veder parzialmente compromessa la sua trionfale stagione. Toscani che dovranno anche far visita allo stadio Arechi, nel penultimo turno del torneo. 

Fare calcoli, però, è l’unica operazione da accantonare in fretta, nel tratto finale della regular season. La squadra granata dovrà scendere in campo cercando di ottenere sempre il massimo, affrontando ogni singolo match con la determinazione che accompagna le prove che non concedono appello. Non bisognerà lasciare nulla di intentato ed essere pronti a sfruttare uno o più passi falsi compiuti eventualmente dai salentini guidati da mister Corini. Sulla strada dei pugliesi ci sono ancora le trasferte sui campi di Monza ed Empoli, ma anche gare tra le mura amiche non semplicissime, come quelle da affrontare contro Spal e Cittadella.

E’, dunque, arrivato il momento di osare e utilizzare sul tavolo del campionato tutte le fiche a disposizione di Tutino e compagni. Castori sa perfettamente che per vincere le gare, oltre al dinamismo, alla cattiveria agonistica, all’intelligenza e alla disciplina tattica, dovrà affidarsi anche ad interpreti che hanno nel loro bagaglio calcistico giocate sopra la norma, capaci di ammansire le resistenze degli avversari di turno. In questo senso, il tecnico ultimamente sta concedendo maggiore spazio ai suoi uomini più talentuosi.

E qualcosa di diverso e determinante si è visto, almeno per quanto concerne le due ultime gare casalinghe. Contro il Brescia, infatti, la presenza sul terreno di gioco del brasiliano Anderson ha conferito maggiore imprevedibilità alla manovra, al punto da offrire alla platea granata il miglior primo tempo della stagione.

Ieri è toccato a Cicerelli, un furetto incontenibile che ha fatto impazzire la fase difensiva del Frosinone, sublimando la sua prestazione con una perla calcistica di rara bellezza. Lo stesso Kiyine, non ancora completamente calato nella parte dal punto di vista temperamentale, ha nei piedi almeno 2-3 spunti devastanti nel corso dei novanta minuti.

Un incremento di estro e qualità che, inoltre, consente allo stesso Tutino di entrare nel vivo del gioco con maggiore continuità, come testimonia la sua capacità, intrisa di lodevole umiltà, di porsi al servizio della squadra nelle vesti di illuminante suggeritore. Diverse le intuizioni nel primo tempo, confezionate in tandem con Anderson, tutte connotate da rapidità di esecuzione, tecnica notevole e una personalità che si assume la responsabilità di cercare sempre la giocata spiazzante e di allontanarsi dal compitino che non crea grattacapi agli avversari.

Meglio tardi che mai, perché resta il dubbio, espresso più volte su queste colonne, di aver perso qualche punto per strada a causa di un infrequente e tardivo coinvolgimento nel progetto dei calciatori con una cifra tecnica superiore rispetto alla media del gruppo.

La nota stonata della serata di ieri è rappresentata dall’infortunio alla caviglia patito da Coulibaly. Le immagini e l’uscita sofferente dal campo del ragazzo non lasciano dormire sonni tranquilli, in attesa degli esami strumentali che ci diranno dell’entità del trauma e dei tempi di recupero. L’importanza dell’ex calciatore dell’Udinese, che riesce a garantire corsa e sostanza senza disdegnare interessanti raid offensivi, è ormai acclarata da diverse settimane.

Però il gruppo è già pronto a reagire e a far di necessità virtù. La prova di Capezzi, in termini di aggressività, inserimenti e recuperi palla, ha ammaliato i tifosi granata, alla pari di un Di Tacchio sempre più capitano coraggioso e di una difesa che, pur soffrendo, non si è mai disunita e ha lavorato per lasciare immacolati i guantoni di Belec. Senza dimenticare i tanti disciplinati soldatini di categoria che, al servizio del tecnico marchigiano, stanno sputando l’anima per rendersi utili e collocare il loro personale mattoncino nell’impresa calcistica che la squadra sta cercando di erigere.

Salerno continua a sperare, grazie ad un gruppo che riesce sempre a digerire in fretta i bocconi amari inghiottiti, prima di sedersi a tavola nuovamente famelico e ancora più determinato. L’augurio è che il lauto pranzo si concluda con una splendida torta, alla cui sommità campeggi una ciliegina sotto forma di prima lettera dell’alfabeto.   

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