Home Editoriale Tamponi, jolly ed algoritmi: il pasticcio serie B è servito

Tamponi, jolly ed algoritmi: il pasticcio serie B è servito

Il 30 aprile si preannuncia una Assemblea di Lega molto calda. Urge un piano "B" per finire la stagione

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Cosa sarà? Il testo della canzone di Dalla e De Gregori potrebbe essere preso in prestito per cercare di capire ciò che sta accadendo in serie B.

Sì, perché non c’è solo da chiedersi se il prossimo primo maggio il campionato ripartirà regolarmente, ma anche e soprattutto perché mai i club cadetti abbiano accettato il “consiglio” del Presidente Figc, Gravina.

E’ noto a tutti come l’orientamento della cadetteria fosse quello di proseguire con il regolare svolgimento del campionato fino alla giornata numero trentasei, per poi fermarsi e consentire al Pescara di recuperare le sue tre gare e disputare in contemporanea le ultime due giornate.

Erano d’accordo (quasi) tutti, prima che il Presidente della Lega B, l’avvocato Balata, portasse in assemblea la proposta(?) del numero uno del calcio italiano.

Nei giorni in cui in Lega A si torna a parlare di fondi, argomento a cui anche i club cadetti non sono certo estranei né insensibili, bisogna fare i conti con la solita domanda: cosa sarà?

Cosa sarà del campionato cadetto se, alla vigilia della ripartenza fissata per il primo giorno di maggio, una Asl dovesse mettere in quarantena una squadra o se una società chiedesse il famoso “jolly” previsto dal regolamento, ove mai ci fossero le condizioni per poterlo calare sul tavolo?

Difficile dirlo. Di sicuro, la cristallizzazione della classifica resta una ipotesi, magari ancora un po’ sfumata, ma non certo da scartare.

Del resto, c’è chi ha già fatto i conti sulla base dell’algoritmo e, diciamolo sottovoce, la Salernitana non sarebbe messa tanto male. Terza è e terza resterebbe. E se non si giocasse più…

Cosa sarà, allora? La saggezza del vichingo ci viene in soccorso. Per ora, infatti, meglio stare “zitt”!

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