Home News Il Consiglio Federale stoppa le multiproprietà ma, per adesso, “salva” la Salernitana.

Il Consiglio Federale stoppa le multiproprietà ma, per adesso, “salva” la Salernitana.

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Gabriele Gravina (fonte Getty Images)
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Il Consiglio federale, riunitosi oggi, ha detto no alle multiproprietà nel calcio salvaguardando, però, le situazioni già esistenti. Il Presidente Lotito era assente in quanto inibito per sette mesi.

Nel corso della riunione odierna, infatti, il Consiglio Federale ha deliberato “di vietare le plurime partecipazioni di controllo da parte di un medesimo soggetto in ambito professionistico, anche nell’ipotesi in cui una società dilettantistica, controllata da un soggetto impegnato come socio di controllo nel professionismo, salga in Serie C”.

In pratica, l’Assemblea ha inteso mettere un freno ai soggetti già proprietari di altri club di impegnarsi in altre società. Sono di queste ore, infatti, le voci che darebbero il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, intenzionato a rilevare le quote del glorioso Palermo. Stando alla delibera odierna, il vulcanico presidente blucerchiato non potrebbe rilevare alcunché.

Restano in piedi i casi della Salernitana e del Bari, controllate rispettivamente da Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis. Sia la Salernitana che il Bari dovranno cambiare proprietà in caso di promozione in A, come stabilito dall’articolo 16 bis della Noif. La delibera varata oggi rende, a questo punto, difficile (se non impossibile) una modifica della norma attualmente in vigore.

Chiaro il commento del presidente Gravina: «Abbiamo modificato due norme, una importante perché è un impegno assunto nel 2018. La prima impedisce le multiproprietà: non si può più avere più di una società nel mondo del calcio, professionistico o dilettantistico. Salvaguardando ovviamente i diritti già acquisiti. Poi abbiamo modificato tutto il processo di verifica delle partecipazioni societarie: al di là del controllo preventivo, nel caso di dichiarazioni mendaci ci sarà il deferimento. In caso di violazioni si va dalle penalizzazioni all’esclusione del campionato».

Lapidarie anche le partole del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli: «È stato stabilito un passaggio decisivo per chiarire che, da oggi in avanti, non saranno più accettate tali situazioni di conflitto. Da tempo Lega Pro aveva sollecitato la situazione, denunciando più volte la necessità di vietare e interrompere un vulnus pericolosissimo per il calcio italiano».

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