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Salernitana, Bersagliera vincente – Serie B 1997/1998

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Le minestre riscaldate non funzionano. Questa è una delle frasi più ricorrenti nel mondo del calcio. Ed è spesso veritiera. Ma esistono delle eccezioni alla regola. E i tifosi della Salernitana conoscono benissimo un’eccezione in particolare. Quella che ha consentito alla Bersagliera di staccare per la seconda volta nella storia il biglietto per la Serie A.

Correva infatti l’estate del 1997 quando Aniello Aliberti, presidente della Salernitana reduce da un campionato deludente rispetto alle aspettative della vigilia conclusosi con una salvezza acciuffata all’ultimo grazie al gol di Phil Masinga contro il Castel Di Sangro, calò l’asso da 90 per riportare l’entusiasmo in città e tra la tifoseria. Un asso da 90 con un solo nome e cognome: Delio Rossi.

Il presidente riportò a Salerno l’amato allenatore che venne presentato tra due ali di folla al “Vestuti”. Il tecnico riminese ritrovò alcuni elementi con cui conquistò la B in granata nel 1994. Vale a dire Breda, Ricchetti, Tosto e Rachini. A questi calciatori vennero aggiunti altri uomini come Balli, portiere reduce dal successo con l’Empoli, Galeoto, Ferrara, Giacomo Tedesco provenienti dalla retrocessione del Palermo, Giovanni Tedesco, fratello di Giacomo, acquistato dal Foggia, Greco dal Pescara e il giovane ceco Kolousek. Il gruppo venne completato da alcuni reduci della stagione precedente come Cudini, Del Grosso, Artistico, due calciatori salernitani come De Cesare e il giovane Luca Fusco e, infine, la ciliegina sulla torta: Marco Di Vaio

L’attaccante scuola Lazio era reduce da due promozioni con Verona e Bari, ma non vissute da protagonista. Eppure Aliberti, che quell’anno condusse il mercato senza direttore sportivo (già, non sempre è obbligatorio averlo) ma di concerto con Rossi, insistette per investire sulla punta capitolina per ben 5 miliardi di lire, record per un acquisto in Serie B.

Già dalla prima partita, sabato 30 agosto 1997, Di Vaio fece capire che quei soldi erano ben pagati. L’attaccante romano costituì subito un tandem esplosivo con Artistico. I due liquidarono con un gol (e un rigore sbagliato) per parte il Verona all’Arechi per 2-0. Fu la prima perla di una cavalcata che vide la Salernitana gomito a gomito con il Venezia di Novellino. I lagunari partirono meglio, ma arrivò il giorno dello scontro diretto. Al “Penzo”, quel 14 dicembre 1997, fu un tripudio granata. La doppietta di Di Vaio e la rete di Greco consentirono alla truppa di Delio Rossi di vincere 3-0 e di operare il sorpasso in classifica.

I granata conquistarono il primato in classifica e non lo mollarono più. Si arrivò così al 10 maggio 1998, giornata emblematica. All’Arechi, l’avversario era nuovamente il Venezia. Ai granata bastava un punto per celebrare il ritorno in Serie A dopo quasi mezzo secolo. Il punto arrivò e in quel pomeriggio due sentimenti contrastanti erano presenti nei cuori di ogni sostenitore granata: la gioia e la tristezza, per il disastro della frana che sconvolse Sarno, Bracigliano, Quindici, Lauro, Siano e San Felice a Cancello pochi giorni prima. La festa, doverosamente, fu circoscritta nell’impianto di via Allende.

Alla fine del torneo, Di Vaio fu capocannoniere con 21 reti, Rossi divenne definitivamente il “Profeta” e, quel che più conta, con 72 punti frutto di 19 vittorie, 15 pareggi e 4 sconfitte, la Salernitana raggiungeva l’agognato Olimpo del calcio.

SALERNITANA 1997-1998
Portieri: Balli, Ivan, Polito
Difensori: Cudini, Del Grosso, Ferrara, Franceschini, Fusco, Galeoto, Tosto
Centrocampisti: Breda, Kolousek, Napolioni, Rachini, Giacomo Tedesco, Giovanni Tedesco
Attaccanti: Artistico, De Cesare, Di Vaio, Fini, Greco, Ricchetti
Allenatore: Delio Rossi
Presidente: Aniello Aliberti

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