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Salernitana, Bersagliera vincente – Seconda Divisione 2012/2013

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La sessione estiva di calciomercato 2012 rimarrà indimenticabile a Salerno. Perché venne realizzato un acquisto importantissimo. Il Salerno Calcio di Lotito e Mezzaroma, neopromosso in Seconda Divisione, raggiunse l’accordo con la Energy Power di Antonio Lombardi e acquistò il marchio dell’Ippocampo, il colore sociale granata e la denominazione di Unione Sportiva Salernitana 1919. Elementi che poi la società avrebbe dovuto donare al Comune, come da bando del 2011, ma sembrerebbe che quest’atto di donazione non sia mai stato compiuto.

Sì, dopo un anno di forzata assenza, la Salernitana era tornata ed era pronta ad affrontare il suo primo campionato di quello che una volta veniva definita C2, con tutte le intenzioni di fare in modo che fosse primo e unico. Ragion per cui, Lotito e Mezzaroma salutarono il tecnico del ritorno al professionismo, Carlo Perrone, e puntarono su un allenatore salernitano, che da calciatore ha fatto non bene, ma benissimo soprattutto con Juventus e Verona. Esatto, Giuseppe “Nanu” Galderisi incrociava per la prima volta la sua strada con quella della Salernitana. Una scelta che portava anche la firma del nuovo direttore sportivo, Massimo Mariotto.

Pochi i confermati del gruppo che aveva vinto la D: il portiere Iannarilli, il terzino Chirieletti, il centrocampista e capitano Montervino, gli attaccanti Mounard e Gustavo. La squadra venne completata con molti elementi scuola Lazio come i difensori Tuia, Luciani e Adekele e i centrocampisti Gaeta, Zampa, Ricci, Perpetuini. In aggiunta, elementi di esperienza come i centrali Molinari e Rinaldi, il centrocampista Manuel Mancini e due attaccanti che in Seconda Divisione rappresentavano quasi un lusso come Ciro Ginestra – 21 gol in Prima Divisione con il Sorrento la stagione precedente – e Matteo Guazzo.

Insomma, un campionato dove la Salernitana avrebbe dovuto vincere a mani basse. Invece, alla prima di campionato, il 2 settembre 2012, una prima sorpresa negativa. L’Aquila sbancò l’Arechi per 3-2, rimontando il doppio vantaggio granata di Gustavo e Ginestra nella ripresa con un rigore di Improta e le reti di Pomante e Infantino. Una gara dove molto influì l’arbitro Martinelli di Roma 2 che lasciò la Salernitana in 9 per le espulsioni di Tuia e Rinaldi, diede a L’Aquila un rigore generoso e convalidò la decisiva rete di Infantino nonostante un sospetto fuorigioco di quest’ultimo.

Sette giorni dopo, però, la Salernitana crollò senz’appello a Chieti per 4-1. Galderisi venne messo sul banco degli imputati, poiché il 4-2-3-1 di “Nanu” non convinceva proprio nessuno. Il 16 settembre, un gol in extremis di Topouzis salvò la Salernitana dalla terza sconfitta consecutiva e consentì ai granata di impattare 2-2 contro la modesta Aversa Normanna. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Lotito criticò pubblicamente Galderisi e decise per l’avvicendamento tecnico, richiamando Carlo Perrone.

Il tecnico della promozione in D esordì con un pareggio a Mugnano contro l’Arzanese per 2-2 con i gol della rimonta granata segnati da Montervino e Guazzo, finalmente schierato titolare. Perrone accantonò il 4-2-3-1 di Galderisi e optò per un 4-3-1-2 più conservativo a centrocampo ma, allo stesso tempo, abile a esaltare le caratteristiche degli uomini offensivi a sua disposizione. Il 30 settembre 2012, la svolta. Una doppietta di Ginestra permise ai granata di liquidare 2-0 il Foligno all’Arechi.

Fu il primo di 21 risultati utili consecutivi, costituiti da 16 vittorie e 5 pareggi. Risultati che permisero alla Salernitana di rimontare la falsa partenza, andare in testa e cominciare a scavare un solco nei confronti delle dirette concorrenti. Significativa la sfida di Lucca contro il Borgo a Buggiano del 24 febbraio 2013. La partita terminò 0-0 ma passò alla storia per il grave infortunio alla milza occorso al portiere granata Anthony Iannarilli, che subì l’asportazione chirurgica dell’organo. Al suo posto, per il finale di campionato, venne schierato Ivan Dazzi.

Indolore fu la sconfitta del 10 marzo 2013 per 1-0 a Campobasso (gol di Minadeo). La Salernitana era oramai lanciata e il 13 aprile 2013 a Fondi, la compagine locale allenata dall’ex granata Fabio Fratena venne travolta per 5-1 dalla Bersagliera, grazie ai gol di Ginestra (doppietta), Guazzo, Molinari e l’autogol di Marotta. Il giorno dopo, il Pontedera pareggiava a Melfi per 1-1 e la Salernitana poteva festeggiare la promozione in Prima Divisione. La prima della sua storia. Speriamo rimanga sempre l’unica.

SALERNITANA 2012-2013
Portieri:
Cavaliere, Dazzi, Iannarilli, Garino
Difensori: Adeleke, Chirieletti, Cristiano Rossi, Giubilato, Luciani, Molinari, Piva, Rinaldi, Tuia
Centrocampisti: Capua, Lanni, Mancini, Montervino, Perpetuini, Ricci, Zampa
Attaccanti: Dené, Ginestra, Gustavo, Guazzo, Mounard, Topouzis, Vettraino
Allenatore: Giuseppe Galderisi, dalla 4/a giornata Carlo Perrone
Direttore Sportivo: Massimo Mariotto
Patron: Claudio Lotito e Marco Mezzaroma

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