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Il Colantuono- bis inizia in salita: tanti infortuni e scelte obbligate ed un solo fattore per la gara con l’Empoli

Oggi il debutto sulla panchina granata del nuovo allenatore. Colantuono sfida l'emergenza e l'Empoli per dare la svolta in chiave salvezza

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Da Castori a Colantuono pare non sia cambiato nulla. La Salernitana era in emergenza prima della trasferta di La Spezia e resta in una situazione simile anche per la gara interna con l’Empoli. Per il suo compleanno Stefano Colantuono sperava di ricevere il regalo più gradito per ogni allenatore, ossia la piena disponibilità della rosa, ed invece dovrà provare a fare con ciò che è rimasto di un gruppo che, sulla carta, presentava già in partenza diverse lacune per poter reggere il confronto con la massima serie e che ora è ridotto ai minimi termini proprio nel momento più importante del girone di andata.

Il ciclo di scontri diretti era cominciato bene, grazie al successo sul Genoa, ma gli infortuni in serie accusati dai calciatori granata anche durante la sosta di campionato hanno fatto precipitare la situazione. Il cambio in panchina dovrà, nelle intenzioni di chi lo ha deciso, portare ad un miglioramento dei risultati, ma questi dipendono dalla qualità e dalla disponibilità dei calciatori che un tecnico può schierare. Troppi infortuni muscolari (la ricaduta accusata da Ruggeri e il problema che ha fermato Mamadou Coulibaly tanto per citare gli ultimi della serie) richiedono una analisi accurata ed approfondita dei fattori che li hanno causati.

Colantuono parte in salita, ma ha alle spalle tante panchine in massima serie e sa bene che proprio in questi momenti sia fondamentale lavorare sulla testa dei calciatori. La gara con l’Empoli è una sorta di spareggio, come sono destinati ad essere tutti gli scontri diretti, specie per una squadra come la Salernitana che non ha ancora dimostrato di poter far punti contro formazioni di una fascia medio- alta e che è di conseguenza obbligata a non fallire in quelle gare che fanno parte del “campionato nel campionato”. Non sarà facile contro una squadra che gioca senza grosse pressioni ed ha una buona qualità di gioco, ma si spera che, oggi più che mai, conti un solo fattore: l’Arechi.

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Classe '76, non sempre è nervoso.