Home Editoriale L’intervista a Vito Caruccio, Associazione 19 giugno 1919.

L’intervista a Vito Caruccio, Associazione 19 giugno 1919.

"Siamo fiduciosi dell’idea manageriale del nuovo patron, in quanto sposa bene la nostra idea di divulgazione della storia della Salernitana.”

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Nella conferenza stampa di presentazione della settimana scorsa, il “neo” patron granata Danilo Iervolino ha più volte ribadito di voler creare un rapporto “osmotico” con il territorio. Uno dei punti cardini del suo programma futuro, prevede la fondazione di un museo storico, indispensabile a concretizzare quella che è la sua idea di calcio: “una squadra leggendaria”.

A tal proposito, c’è un’associazione a Salerno che sposa perfettamente gli ideali dell’imprenditore palmese: stiamo parlando dell’Associazione culturale 19 giugno 1919. Possiamo tranquillamente definirli i “precursori” di questa iniziativa in quanto sono anni, ormai, che questo gruppo di ragazzi “investe” la propria passione dando vita ad iniziative di vario genere, non sempre supportate a dovere dalla vecchia gestione societaria. Ed è per questo motivo, che abbiamo deciso di intervistare uno dei “fondatori” della suddetta associazione: Vito Caruccio.

In foto: Vito Caruccio in compagnia dell’ex capitano granata Roberto Breda.
  • Quando è nata l’idea di fondare l’associazione culturale 1919?

“Siamo attivi dal 2015, ben prima che si scatenasse il putiferio mediatico del centenario. Nasce dalla nostra passione per le maglie e per lo studio dei calciatori che hanno vestito la casacca granata. Siamo andati avanti cercando quante più informazioni possibili – attraverso nostri contatti – negli anni, lo scopo principale è divulgare e promuovere la storia della Salernitana, proprio come ha detto Iervolino durante la conferenza di presentazione”.

  • Lo scorso dicembre, avete intrapreso una splendida iniziativa con “Caffè Motta”, con un’edizione speciale volta a rivivere tutta la storia dell’Us Salernitana 1919. Qual è stato il feedback che avete ricevuto dalla piazza?

“Assolutamente positivo, anche perché con Caffè Motta ci siamo trovati fin da subito in sintonia, ricevendo carta bianca, senza alcun vincolo, sia a livello di grafica, che per il materiale da utilizzare. Ci tengo a precisare che non abbiamo percepito percentuali sulla vendita di Caffè Motta – la nostra non è un’associazione a scopo di lucro –  abbiamo messo semplicemente a disposizione il nostro materiale, con grande entusiasmo.”

  • Proprio dalla sede di Caffè Motta, il Neo presidente Iervolino ha menzionato nei suoi programmi futuri, l’idea di creare un “Museo” per incentivare ancor di più il tanto decantato “rapporto osmotico” con la piazza. Avete intenzione di instaurare un rapporto di collaborazione con il nuovo management granata?

“Assolutamente si in quanto le parole del presidente Iervolino hanno risvegliato un entusiasmo sopito, quasi mortificato nel corso degli anni, dalla vecchia gestione. Parlare di squadra” leggendaria” –  quando fino a qualche mese fa c’era chi faceva la conta degli anni di serie C – oltre all’intenzione di instaurare un rapporto radicato con la città, sposa il nostro sogno, ovvero di creare un museo storico gestito da una figura societaria, che dia spazio e modo ai collezionisti di mettere a disposizione i loro cimeli. Ovviamente, bisogna creare una location che funga anche da punto di ritrovo per i tifosi – un po’ come accadeva con noi, quando al di fuori della vecchia “Fornace” si radunavano centinaia di persone la sera – potrebbe essere lo “Stadio Arechi”, o qualsiasi altro locale collocato al centro della città, poco importa. Siamo ben disposti ad un’eventuale collaborazione, non vediamo l’ora di fare quattro chiacchiere con il nuovo presidente per accelerare il percorso museale, cosa già chiesta in passato al comune, ma bloccata sia dalla pandemia, che dal poco interesse dimostrato dalla vecchia società. Siamo fiduciosi dell’idea manageriale del nuovo patron, in quanto sposa bene la nostra idea di divulgazione della storia della Salernitana.”

  • A prescindere da un’eventuale collaborazione con il nuovo management, avete altre idee per il futuro a breve – medio termine?

“Certamente, abbiamo in cantiere diverse cose! Le porteremo avanti come associazione, ma siamo ben propensi a collaborare anche con qualche referente della nuova proprietà. C’è tanto entusiasmo, abbiamo ascoltato parole molto belle da parte di Iervolino, ci verrebbe da dire “buona la prima”.

  • In conclusione – provando a parlare di  campo – cosa vi aspettate dalla nuova società? Riuscirà a mantenere la categoria con degli acquisti mirati a gennaio o saranno sei mesi di “transizione”, per poi programmare da un’eventuale serie B? 

“Beh, da come ha parlato il presidente Iervolino, ci aspettiamo fin da subito questo “instant team”, con degli innesti pronti a scendere in campo già dalla prossima partita. Ci auspichiamo degli investimenti mirati, con l’acquisto di calciatori utili a giocare  una serie A a salvarsi, ma anche una serie B a vincere, malauguratamente retrocedessimo alla fine del campionato. Vincere uno dei due recuperi, ci consentirebbe di restare aggrappati al resto delle concorrenti, in quella che sarebbe – a tutti gli effetti – una salvezza miracolosa. Fossi in Sabatini, punterei su un buon prestito, prendendo qualche giovane talentuoso desideroso di mettersi in mostra, magari anche dalla cadetteria – meglio ancora se italiano – per poi aspettare quel che accadrà! Infine ci auguriamo anche – e soprattutto – una vera e propria rifondazione del settore giovanile, cosa che non accade da troppo tempo. Personalmente, mi verrebbe da ricordare un calciatore passato nel settore giovanile della Salernitana – anni addietro – che non ha mai esordito in prima squadra: Danilo D’Ambrosio dell’Inter!  Ecco, poter esultare ad un goal messo a segno da un calciatore proveniente dalla primavera, sarebbe motivo di grande orgoglio per tutti noi tifosi della Salernitana!”

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- Luca D'Urso - 11 agosto 1991, Salerno - Ex arbitro di calcio a livello nazionale - Appassionato di musica rock, sport e cucina - Citazione arbitrale preferita: "Vedere, decidere, dimenticare" [Roberto Rosetti]