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La moviola di Inter Salernitana

Ampiamente insufficiente la direzione di gara dell'arbitro Marinelli.

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La nona giornata di ritorno del campionato di massima serie, si è aperta con l’anticipo del venerdì sera tra Inter e Salernitana. I quasi settemila tifosi granata giunti a San Siro, purtroppo, hanno assistito ad una gara “facsimile” a quella che si giocò – all’Arechi – lo scorso dicembre: cinque reti all’andata, cinque reti al ritorno messe a segno dai nerazzurri.

Nonostante un match indirizzato, con l’Inter padrona incontrastata del campo, la prestazione dell’arbitro designato, il signor Marinelli di Tivoli, ha lasciato ampiamente a desiderare. Considerando che nel secondo tempo non c’è mai stata partita, nella prima frazione di gioco ciò che più ha fatto discutere è stata la gestione disciplinare: tra ammonizioni mancanti per falli imprudenti – Brozovic e Lautaro (I) , Kastanos (S) – ed altre comminate quantomeno discutibili, come quella di De Vrij (I) per fallo su Duric (S), il risultato è stato a dir poco “disastroso”

In foto: Livio Marinelli di Tivoli. Fonte gazzetta.

In questa moviola, ci soffermeremo sugli unici due episodi meritevoli di approfondimento, uno per tempo.

[Episodi primo tempo]

Al 24’ sugli sviluppi di un calcio di punizione a favore della Salernitana, il pallone giunge in area di rigore dopo uno spiovente di Verdi (S). A contenderselo ci sono Bastoni (I) e Dragusin (S) con quest’ultimo che termina a terra, dopo una trattenuta del difendente interista. Marinelli lascia proseguire il gioco, senza ravvedere alcuna infrazione. Allo stesso tempo il Var Chiffi, dopo un rapido silent check, decide di non richiamare l’arbitro di campo alla on field review.

[Considerazioni personali] Episodio borderline , più da campo che da Var. In linea di massima, riguardo a queste fattispecie, le disposizioni sono quelle di intervenire solo ed esclusivamente dinanzi a trattenute prolungate, tendenti a limitare inequivocabilmente il movimento di un calciatore. A prevalere, dunque, è la decisione dell’arbitro di campo. La trattenuta c’è ed è innegabile, resta da capire quanto sia stata determinante ad impedire a Dragusin di arrivare sul pallone. Personalmente, non mi sarei sorpreso dinanzi all’assegnazione di un calcio di rigore a favore della Salernitana.

[Episodi secondo tempo]

Al 88’ sugli sviluppi di un’importante azione offensiva a favore dell’Inter, Gagliardini (I) entra in area di rigore granata e termina a terra dopo un contatto con Radovanovic (S). Anche in questo caso Marinelli lascia proseguire il gioco, fischiando un calcio di punizione diretto a favore della Salernitana, per il successivo tocco di mani del centrocampista nerazzurro.

[Considerazioni personali] Come per il precedente caso, ci troviamo difronte ad un episodio borderline, nonostante sia abbastanza evidente il tocco di Radovanovic con il ginocchio destro sul polpaccio sinistro di Gagliardini. Per quanto mi riguarda, sarebbe stato giusto concedere il calcio di rigore a favore dell’Inter. La sensazione è che sia l’arbitro di campo, che il Var Chiffi si siano lasciati condizionare da un risultato già scritto, cosa assolutamente senza logica  in quanto il regolamento non può essere “adattato” in base alle circostanze; il tanto decantato buon senso, è tutt’altra roba, qui siamo dinanzi ad un errore, stop!

In conclusione, è ampiamente insufficiente la prestazione di Marinelli: gestione disciplinare pessima e due episodi – uno per parte – che lasciano più di un “dubbio”. Sufficiente la prestazione dell’assistente 1 Tolfo , meno quella del collega numero 2 Paganessi, reo di non aver segnalato un fuorigioco alquanto evidente al 20’ del primo tempo, che ha portato alla successiva assegnazione di un calcio d’angolo a favore dell’Inter. Poco lavoro al Var per Chiffi e Passeri , che hanno deciso di avallare tutte le decisioni di campo, prese da Marinelli.

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- Luca D'Urso - 11 agosto 1991, Salerno - Ex arbitro di calcio a livello nazionale - Appassionato di musica rock, sport e cucina - Citazione arbitrale preferita: "Vedere, decidere, dimenticare" [Roberto Rosetti]