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Il percorso di Stefano Pioli: da Salerno al tetto d’Italia

Il mister emiliano iniziò la sua carriera da allenatore di prima squadra a Salerno, ieri si è laureato campione d'Italia con il Milan

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C’è anche un po’di Salernitana nello scudetto del Milan. Il nesso che lega i granata ai nuovi campioni d’Italia ha un nome ed un cognome che è quello di Stefano Pioli. Il mister emiliano, infatti, ha iniziato la sua carriera da allenatore di prima squadra proprio alla guida dell’ippocampo nell’annata 2003/2004. Quest’ultima, per la compagine di via Scavate Case Rosse, fu una stagione alquanto particolare visto il Caso Catania che sconvolse la composizione della serie cadetta, serie nella quale vennero ripescate tutte le squadre retrocesse in Serie C1 tra cui la stessa compagine del cavalluccio marino che dovette affrontare una serie B più che mai competitiva come dimostravano le presenze di Fiorentina, Palermo, Torino, Verona, Genoa, Atalanta e Napoli. Proprio contro gli azzurri, ci fu l’esordio di Pioli sulla panchina granata. Era il 17 agosto ed al San Paolo la prima giornata del girone 7 di Coppa Italia terminò per 0-0, quella nella città partenopea fu anche l’unica partita disputata di quel raggruppamento poiché Messina e Pescara decisero di protestare contro la decisione di ripescare quattro squadre dalle categorie inferiori e per questo motivo boicottarono la manifestazione. L’esordio in campionato, invece, avvenne il 23 settembre quando all’Arechi giunse il Palermo di Luca Toni che però non andò oltre l’1-1 con la Salernitana in vantaggio (grazie alla rete di Tulli) fino al 94’ quando Gasbarroni siglò la rete del pareggio. La prima vittoria (dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Reggina) fu contro un’altra big come il Torino che venne sconfitto a domicilio dalla rete di Bogdani. Dopo il pareggio contro l’Ascoli, poi, l’ippocampo ebbe un periodo molto negativo con le tre sconfitte con Triestina, Catania e Livorno salvo ritrovare i tre punti nuovamente nel match interno contro la Fiorentina. Nei mesi successivi arrivarono le vittorie contro Avellino, Bari ed Albinoleffe, le sconfitte per mano del Messina, del Como e del Genoa e tre pareggi consecutivi con Pescara, Verona e Napoli. Il momento migliore per Pioli (che già con la Salernitana provava il 4-2-3-1, modulo che oggi usa al Milan) all’ombra dell’Arechi fu tra dicembre e gennaio quando i suoi ragazzi ottennero tre vittorie consecutive contro la Ternana, il Venezia ed il Cagliari. Nel corso dei mesi, però, il trainer di Parma incontrò qualche difficoltà con i tre punti che arrivarono a mancare per ben 12 match da febbraio (successo contro il Torino) ad aprile (affermazioni su Como e Genoa). Nonostante questi alti e bassi, Pioli riuscì a condurre la Salernitana alla salvezza (ottenuta con la vittoria al Liberati di Terni grazie alla doppietta di Tulli) chiudendo in diciassettesima posizione con 55 punti. Al termine di quel campionato, però, il trainer emiliano comunicò il suo addio alla compagine granata con la Curva Sud dell’Arechi che nell’ultima partita casalinga gli dedicò uno striscione con su scritto: “Hai allenato con onore, Stefano Pioli grazie di cuore”. Al Milan, quindi, Pioli sta vivendo il momento più bello ed alto della sua carriera con la conquista di uno scudetto meritato per impegno e lavoro. Alla base di tutto però c’è sempre l’avventura alla Salernitana che resterà per il mister di Parma il “battesimo della panchina” e l’inizio di una fantastica scalata fino al vertice del calcio italiano che oggi occupa con il Milan. Tra l’altro, per il Diavolo, la Salernitana è sinonimo di scudetto visto che anche nell’ultima stagione (1998/1999) che il cavalluccio marino disputò in massima serie a laurearsi Campione d’Italia furono sempre i rossoneri.

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