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Salernitana, da Reggio Emilia parte il rush premondiale

Ritrovati alcuni pezzi pregiati, su tutti Bohinen, Nicola guida la squadra nella serrata volata di autunno prima dello stop per Qatar 22

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Ci si lamenta per le assenze, ci si tormenta quando l’abbondanza impone scelte. Nell’immaginario collettivo le notti degli allenatori sono insonni e piene di dubbi, ma a volte è solo la fantasia che gioca con i cliché.

Non è la fantasia, ma il pragmatismo a corroborare il lavoro di Davide Nicola che ama programmare e preparare ciò che la sua squadra deve proporre in campo nel giorno stabilito dal calendario. Ed in quel che il trainer piemontese ha in mente fin dall’estate un ruolo di primo piano spetta ad Emil Bohinen, tenuto ancora a riposo dopo aver svolto due settimane intense di lavoro e, si spera, pronto a tornare contro il Verona. Bisognerà ancora pazientare, ma il rientro è ormai vicino.

Il centrocampista norvegese è mancato tanto nella prima parte di stagione alla Salernitana, uscita dal mercato forte e completa ma non del tutto perché nel settore nevralgico un altro tassello ci sarebbe stato proprio bene.

Non si può avere tutto, però, neanche quando il budget non è così risicato. Le occasioni di mercato che non si sono tramutate in operazioni chiuse ad agosto potrebbero solo essere state rimandate.

Morgan De Sanctis ci pensa dalle 19.59 del primo settembre e, di certo, sa bene cosa ci sia da fare e dove. A centrocampo sono tutti d’accordo. Per il resto, molto dipenderà da quale classifica la Salernitana avrà fissato al momento della pausa per il Mondiale che non piace a nessuno.

Ci sono otto partite prima della sosta e ventiquattro punti in palio per sapere se e quanto si potrà programmare a lungo termine o se si dovrà badare più al pratico in casa granata. Si comincia oggi, dal Mapei Stadium, contro il Sassuolo che in A ci sta e bene da un po’ di anni e che, pur avendo venduto i gioielli Scamacca e Raspadori, rappresenta sempre un avversario insidioso.

Faccia da bravo ragazzo, ma quel che si potrebbe scambiare per un sorriso ingenuo è, in realtà, un ghigno cattivello abbastanza: Dionisi si coccola Alvarez, pepita da tre punti nella notte dell’Olimpico di Torino subito prima dello stop per le nazionali, ed aspetta colpi da navigato capitano di vascello da parte di Berardi, ancora non al meglio. Occhio anche agli altri, comunque.

Non che Nicola e la sua truppa debbano essere avvisati, ma a volte giova ripetere anche ciò che si sa già. Contro il Lecce, per esempio, nessuno pensava che sarebbe stato facile ed anche il tecnico lo aveva gridato ai quattro venti. Sarà stata la stanchezza o la sbornia post Juve, ma quella Salernitana non era somigliante neanche un po’ alla squadra bella e concreta del primo tempo dello Stadium sabaudo.

Incidente di percorso, quello del venerdì di vigilia del giorno 17, da tenere a mente e da non bissare. Anzi, dopo una sconfitta interna, frutto anche di una disordinata ingordigia con cui si era provato ad inghiottire un boccone da tre punti, ora è tempo di andare sul pratico.

Pranzo al sacco, insomma, con una pizza di maccheroni al posto delle tartine al caviale. Sono i maccheroni che zittiscono la fame, si sa.

In difesa ci vorrà più precisione nel leggere le situazioni di uno contro uno ed il ritorno di Lovato è propizio nel giorno in cui sarà ancora indisponibile Fazio. Ci vorrà fame nel contrapposti ai talentuosi attaccanti neroverdi che cercano la profondità come fosse la terra promessa.

Pako Mazzocchi aveva voglia di arare la fascia del Mapei già mentre rispondeva, maglia azzurra indosso, alle domande del cronista Rai dopo il suo esordio in Nazionale. La fame, appunto. Non minore è quella di Nicola e di tutto il gruppo, consapevoli che in otto partite si possono gettare le basi per un 2023 da leccarsi i baffi. Tanti punti in palio, ma solo nove potenziali da prendere in casa visto che in calendario ci sono appena tre gare all’Arechi e ben cinque in campo esterno. Dove si baratta con piacere una pizza di maccheroni del giorno prima con vittorie che fanno classifica.

Il ritorno di alcuni calciatori finora quasi mai o mai arruolabili non tormenta ma aiuta Nicola perché è indubbio che, avesse avuto più pedine da utilizzare nelle prime sette giornate, nei finali di alcune partite la Salernitana sarebbe stata più lucida e meno ansiosa.

La sosta è servita anche per questo. Ora che i cavalieri sono (quasi) tutti intorno alla tavola rotonda, non resta che dare il via al mini torneo di autunno che sarà già stagione di esami e verdetti.

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Classe '76, non sempre è nervoso.