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La Salernitana non muore mai. Dia e Ochoa stratosferici. Muro Gyomber, Coulibaly duracel

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OCHOA 8: come un felino respinge il potente colpo di testa di Osimhen. Ancora pronto sulla bordata dai venti metri di Anguissa. Efficace anche nelle rare uscite alte, nulla può sull’incornata di Olivera. Decisivo ancora una volta sul collo interno a giro di Kvaratskhelia. Ben posizionato pure sulla conclusione di Rrahmani.

DANILIUC 6,5: acceso in fase difensiva, libera di testa l’area di rigore sul cross insidioso di Lozano, non si lascia sorprendere dall’ala georgiana nell’uno contro uno. Concentrato e tenace, copre ordinatamente la sua zona e non sbaglia nulla nei primi quarantacinque minuti. Puntuale e concreto anche in avvio di ripresa. Sessanta minuti pressoché perfetti, rovinati parzialmente dallo spazio che lascia ad Olivera in occasione del vantaggio partenopeo. 86 LOVATO S.V.

GYOMBER 7,5: rimedia inizialmente in diverse circostanze ad alcuni errori dei compagni, presidiando energicamente i propri sedici metri nel gioco aereo e intervenendo con tempestivi anticipi. In difficoltà solo su un corner, dove si trova a dover fronteggiare Kim, con Osimhen che, posizionato alle spalle, impegna severamente Ochoa. Secondo tempo sulla falsa riga del primo, tarantolato nelle coperture preventive, Osimhen fatica a sfondare; lo slovacco è un leone sui palloni che transitano in area sbucando da ogni parte.

PIROLA 7: sul centrosinistra deve dare un’occhiata alla mezzala che s’inserisce e intervenire quando ad attaccare lo spazio sono gli attaccanti rivali. Funzioni svolte egregiamente, si lascia sorprendere una sola volta, in occasione del colpo di testa di Osimhen. Tosto, tempestivo e ordinato anche nel secondo tempo.

MAZZOCCHI 6: gara di sacrificio e di grande attenzione sul versante destro, dove agisce il pericoloso Kvaratskhelia. Regge, poi inizia ad esagerare quando ha la palla tra i piedi, la perde male in diverse circostanze e la squadra va in affanno perché lui tende a strafare, consentendo al Napoli di rendersi pericoloso al tiro con Anguissa. Meno impreciso nel secondo tempo, però finisce la benzina e viene sostituito 68 SAMBIA 6: la voglia di incidere la esprime subito, ma le sue iniziative sono frenetiche e caotiche. Nel finale, raggiunto il pareggio, bada al sodo e si rende utile in fase difensiva sugli assalti partenopei.

COULIBALY 7: gara di grande sostanza davanti alla difesa, si posiziona sul centrosinistra, gioca basso e fa filtro, riuscendo sempre a far valere la sua fisicità anche in area di rigore, sia intervenendo sui palloni bassi, sia svettando di testa. Quando un pallone filtra tra mille gambe o i compagni lo perdono, lui è sempre ben posizionato ad interrompere la trama rivale, con le buone o avvalendosi del fallo tattico. Corre a perdifiato fino al minuto novantacinque.

VILHENA 6,5: attento in fase difensiva, gravita nella zona di Zielinski, ma è sempre reattivo nello spostarsi dove transita il pallone, risultando prezioso in fase di recupero palla. Meno presente nel lavoro di costruzione del gioco, ma è fondamentale in interdizione, dove sottrae palloni agli avversari, costringendoli a ricorrere al fallo. Gara oculata e ordinata anche nella frazione di secondo tempo giocata. 68 PIATEK 6: conferisce peso in attacco, liberando maggiori spazi a Dia, preoccupandosi, dopo una conclusione terminata a lato di poco, anche di garantire alla squadra un contributo in fase difensiva.

BRADARIC 6: ha voglia di sprigionare la gamba, non teme l’incursione da provare, ma la partita lo costringe a giocare soprattutto di presidio in fase difensiva, compito che svolge in maniera diligente per tutto il tempo in cui è stato impiegato, pur continuando ad affacciarsi poco nella metà campo del Napoli. 68 BOHINEN 5,5: ha personalità nel palleggio, però è troppo lento nello smistare i palloni, anche se corre e offre un buon contributo in interdizione. Ha sulla testa la palla che vale tre punti ma sbaglia in maniera clamorosa.

KASTANOS 6,5: prestazione votata esclusivamente a fare densità difensiva, soprattutto nel garantire supporto ai compagni di fascia nei raddoppi su Kvaratskhelia. Prova senza convinzione il tiro della domenica dai trenta metri, ma svirgola il pallone. Con la squadra in svantaggio, viene dirottato a destra sulle tracce di Kvaratskhelia, al quale inevitabilmente concede qualcosa, ma allo stesso tempo il suo contributo di imprevedibilità lo fa sentire nella trequarti avversaria, arrivando al tiro ben parato da Meret, e giocando qualche buon pallone filtrante.

CANDREVA 5,5: superficiale in partenza con un disimpegno che fa ripartire il Napoli, il quale sfiora il gol di testa con Osimhen. Ancora leggero due volte in fase di palleggio e Napoli nuovamente insidioso in contropiede con Lobotka. Poi, inizia ad esibire a tratti la sua esperienza, sacrificandosi difensivamente e guadagnando un paio di punizioni in uscita che fanno respirare la squadra. Però la sua prestazione non è da annoverare tra le migliori in maglia granata. 46 BOTHEIM 6: è una punta ma Sousa gli chiede soprattutto di continuare a fare densità difensiva. Esegue con disciplina il compito. Con la squadra in svantaggio è chiamato a garantire maggiore presenza offensiva, tocca tanti palloni, che aiutano la squadra ad organizzare l’articolata trama offensiva, pur facendo fatica a rendersi incisivo.

DIA 8: dalle sue parti arrivano pochi palloni, frenetici e sporchi, lui riesce a ripulirli con grande qualità, consentendo alla squadra di abbozzare potenziali azioni di rimessa. Nel secondo tempo tocca sempre a lui rendere significative azioni innocue, fino alla giocata splendida che ribadisce ciò che sanno già tutti: Boulaye è tra i migliori attaccanti del calcio europeo.

ALL. SOUSA 7,5: la squadra è ben messa in campo, si compatta ai trenta metri, precisa nelle uscite difensive tra le linee, mentre sulle corsie laterali scivolano esterni offensivi e mezzali, che garantiscono continui raddoppi di marcatura, necessari a rendere meno fluida e incisiva l’iniziativa offensiva dei padroni di casa. Nei primi quarantacinque minuti, il Napoli si rende pericoloso solo su palla inattiva con Osimhen e con un tiro dalla distanza di Anguissa, neutralizzati da Ochoa. Il muro difensivo, sempre preciso con palla in movimento, crolla sulla solita situazione inattiva di gioco. In svantaggio, rivista uomini e schemi, adottando un modulo più offensivo e affidandolo ad interpreti più qualitativi. La squadra prova a reagire, cerca di restare lucida nel palleggio, fa fatica ad essere realmente incisiva ma inizia progressivamente ad essere presente nei pressi dell’area napoletana. Il gol è frutto di una sublime giocata di Dia, ma premia una squadra che è rimasta fredda e paziente, credendoci sempre e sfiorando addirittura la vittoria sul colpo di testa impreciso di Bohinen.