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La Salernitana vince ma non convince. Mercato e lavoro per rafforzare le ambizioni

Dopo novanta minuti di grande sofferenza, gli uomini di Raffaele, supportati da esperienza, fortuna e dal carisma di alcuni interpreti, portano a casa tre punti e il primato da condividere con Benevento e Catania.

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DONNARUMMA 5,5: potrebbe gestire meglio con Golemic il traversone da cui nasce il vantaggio cosentino. Il Cosenza arriva spesso nei pressi della sua porta, ma gli uomini di Buscè calciano male e sprecano tanto, esonerandolo da interventi impegnativi. Lavoro di ordinaria amministrazione anche nella ripresa, e qualche affanno dettato dalla pressione psicologica e non da particolari criticità procurate dagli avversari.

COPPOLARO 6: quando i rivali verticalizzano ai lati del terzetto difensivo, oppure trovano agibilità tra le linee, sono dolori per la prestante retroguardia di Raffaele. Con l’esperienza, l’ex modenese, pur tra mille affanni, prova a restare attaccato al match. Nel secondo tempo la sofferenza si riduce, qualche difficoltà a coprire distanze più lunghe, vedi ammonizione subita, ma anche un discreto presidio aereo dei sedici metri.

GOLEMIC 5,5: arriva macchinoso su un innocuo cross da destra, cade e serve involontariamente un cioccolatino già scartato a Mazzocchi, che segna un gol facile facile. I brevilinei del Cosenza sono pane assai duro per un difensore della sua stazza. Dopo l’errore iniziale, continua a soffrire ma in un paio di occasioni fa anche valere la sua esperienza. Meno ansiogena la ripresa, anche perché la Salernitana qualche pallone in più lo lavora nella metà campo avversaria. Arriva al traguardo, con le buone e le cattive, raccogliendo un’ammonizione nel finale e tre sofferti punti insieme ai compagni.

MATINO 6: dei tre difensori centrali è quello che possiede qualcosa in più dal punto di vista della rapidità e della velocità, ma anche per lui son dolori quando i padroni di casa si distendono velocemente nella metà campo granata. Tiene botta con la consueta applicazione, soffre insieme ai colleghi di reparto fino al minuto novantacinque, guadagna un giallo su un fallo tattico necessario, ma alla fine può sprigionare la sua felicità con il resto della squadra.

VILLA 7: il forfait dell’ultimo minuto di Cabianca lo trasferisce sull’out destro, lasciando ad Anastasio il versante mancino. La mossa paga, perché giocando a piede invertito si accentra, calcia e beffa il portiere calabrese. Ordinata e vivace la sua presenza in campo anche nella seconda frazione di gioco, quando continua ad essere uno dei più lucidi e incisivi in fase di possesso. 75′ UBANI 6: deve fare legna e intensità nel concitato finale: contributo energico e privo di fronzoli.

VARONE 5,5: sembra più attento a gestire energie fisiche e corretta posizione in campo, perché del lavoro che spetta alla mezzala raramente fa intravedere qualcosa. L’impegno è fuori discussione, la capacità di adattarsi alla sofferenza imposta dal match anche. Ma sul piano tattico non sempre è puntuale in fase di filtro, ancor di meno lo si vede nella trequarti avversaria. Leggermente meglio nell’ultimo terzo di gara, ma da lui è lecito attendersi prestazioni di altro livello.

CAPOMAGGIO 6: come tutti i compagni della mediana, gioca a ritmi bassi badando ad uno sterile palleggio privo di intensità e movimento. Da un suo disimpegno errato, il Cosenza trova una buona opportunità per colpire ma non la sfrutta. Si riscatta con un ripiegamento nel cuore dell”area che si tramuta in una chiusura difensiva determinante. Anche lui sembra a tratti stremato, ma il cuore non lo abbandona mai e nel finale la sua esperta e carismatica fisicità si fa sentire.

KNEZOVIC 5,5: la squadra non ha idee, il suo piede mancino educatissimo dovrebbe dare la scossa, ma il tasso agonistico e dinamico della sua prestazione è quasi irrilevante. Si accende per qualche minuto poco prima di essere sostituito e lasciare spazio al più solido 63′ DE BOER 6,5: il Cosenza è meno continuo nel suo arrembaggio ed anche meno lucido, la sua geometrica sostanza rende ancora più evidente il calo avversario. Dal suo piede parte anche l’ottimo pallone sfruttato mirabilmente di testa da Inglese.

ANASTASIO 6: la squadra granata non sembra avere grandi soluzioni offensive da sfruttare, l’ex catanese prova a realizzare la giocata della serata con un tiro dalla distanza di destro ma non trova la porta. In fase difensiva balla anche lui, ma quando gestisce il pallone, fungendo spesso da regista decentrato, è uno dei più lucidi. Puntuale e preciso, nel finale, anche negli uno contro uno che ingaggia nella sua zona di competenza.

ACHIK 5,5: si muove tanto, è vivace e voglioso, detta soluzioni di passaggio, ma fallisce quasi tutte le rifiniture e i tiri verso la porta avversaria. Resta negli spogliatoi al termine dei primi quarantacinque minuti. 46′ FERRARI 6: la sua fisicità intrisa di agonismo, pur non eccellendo in pulizia tecnica, aiuta la squadra ad essere meno passiva ed è un valido supporto anche per Inglese che è meno isolato. Si batte fino alla fine e si sacrifica anche in fase passiva.

INGLESE 7: la squadra non lo aiuta con la fornitura di suggerimenti significativi, lui è un po’ svagato e ciabatta un tiro dalla distanza, prima di controllare con la mano un buon pallone giunto in area calabrese e spedire in fallo laterale un agevole cambio di gioco. Al minuto trentasei regala segnali di vita con una buona percussione da destra, conclusa con un cross non sfruttato dai compagni. La sua partita diventa meno imprecisa, si mette al servizio della squadra pulendo diversi palloni, anche se in zona gol continua a non farsi vivo. Ed alla fine, rispolverando gli antichi fasti della massima serie, si avvita in alto e con un chirurgico colpo di testa supera Vettorel. 81′ LIGUORI S.V.

ALL. RAFFAELE 6: i tre punti sono manna dal cielo, soprattutto quando la consapevolezza di dover lavorare ancora tanto è ben impressa nella sua idea di esprimere un calcio diverso. La squadra è ancora troppo compassata e le distanze spesso ampie tra i reparti destano grandi preoccupazioni e facilitano gli attacchi avversari. Anche la fase offensiva risulta spesso priva di intensità ed imprevedibilità. Però legge bene la gara e le sostituzioni, complici anche il calo del Cosenza, risultano determinanti. Mercato da completare e lavoro da continuare con la medesima applicazione rappresentano i fattori che potrebbero giocare in suo favore.

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