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La classifica è da sogno, l’identità tecnico-tattica della squadra ancora no

Dopo due mesi abbondanti, la Salernitana ancora palesa diverse criticità in entrambe le fasi di gioco e non ha una chiara identità tecnico-tattica. Il gruppo però è forte ed i leader emotivi riescono con la loro scaltrezza ed il temperamento ad assegnare il giusto verso anche alle gare più complicate. Ma bisogna assolutamente invertire la rotta, se si vuol sperare di durare ed essere protagonisti fino in fondo.

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DONNARUMMA 9: con due interventi importanti nel primo tempo mantiene in vita una squadra confusa e boccheggiante. Si ripete in avvio di ripresa, e nel finale di gara compie l’ultimo capolavoro della serata neutralizzando il rigore di Santini.

COPPOLARO 5,5: l’uscita esterna di Golemic sugli sviluppi della giocata scellerata di Anastasio lo costringe a stringere centralmente, ma è troppo passivo nell’osservare la palla che raggiunge Sabbatani. Nella ripresa il Sorrento, complice anche il tasso agonistico superiore espresso dalla Salernitana, si affaccia meno nella metà campo granata e la sua gara diventa meno complessa.

GOLEMIC 5,5: la coppia Anastasio-Villa sbaglia l’affondo a sinistra, lui che non è un fulmine di guerra deve effettuare la chiusura laterale sull’esterno del Sorrento, che lo supera e serve l’assist vincente a Sabbatani. In costante affanno sul centravanti ex Altamura, che segna, sfiora la doppietta in due occasioni e fa salire costantemente la squadra. Anche per lui, dopo i patimenti della prima frazione, il secondo tempo, ad eccezione degli ultimi minuti, è meno difficile da gestire.

ANASTASIO 5: da un suo sganciamento, con un semplice passaggio indirizzato a Villa e sbagliato nell’esecuzione, nasce il gol del Sorrento, che approfitta della fascia sguarnita per affondare e trovare il vantaggio realizzato da Sabbatani. Continua a proporsi in avanti, ma quasi mai serve un pallone interessante nei sedici metri sorrentini. Resta negli spogliatoi al termine dei primi quarantacinque minuti. 46 CABIANCA 6: serve la sua gamba per fronteggiare meglio le ripartenze del Sorrento in un secondo tempo da assalto. Oltre alla sua capacità di riproporsi con la palla al piede per supportare la fase offensiva. In difesa deve sbrigare ben poco, anche se un improvvido retropassaggio non diventa un assist per il gol avversario solo grazie all’ennesimo e tempestivo intervento di Donnarumma. Una sbavatura all’interno di un secondo tempo bene interpretato per le esigenze richieste dal match.

QUIRINI 5,5: l’errore in uscita di Anastasio lo costringe ad un affannoso ripiegamento all’indietro, ma non riesce ad arrestare il giropalla del Sorrento che si conclude con la rete del vantaggio rossonero. Prova a mostrare la sua interpretazione offensiva del ruolo, non ha paura di tentare la giocata, corre tanto, però la fase difensiva risulta sovente penalizzata. Tanta generosità anche nella ripresa e l’illusoria gioia del gol, annullato successivamente per la posizione di fuorigioco di Tascone. 81′ DE BOER S.V.

TASCONE 5,5: parte bene sul centrodestra e facendosi vedere tra le linee, poi la gara cambia, si innervosisce e le potenzialità esibite in avvio di match si esauriscono gradualmente nel corso dei primi quarantacinque minuti. La condizione non è ottimale, anche nel secondo tempo alterna interessanti inserimenti e giocate pretenziose e macchinose. Bisogna aspettarlo. 61′ UBANI 6: ha fisicità e gamba, detta il passaggio e affonda appena può, la sua freschezza serve ad una squadra che fa fatica a giocare con costante intensità.

CAPOMAGGIO 7: nel primo tempo è compassato e lento nella sua scolastica distribuzione del pallone, spesso falloso e nervoso negli sterili tentativi di inibire il palleggio verticale degli ospiti. Poco supportato dai compagni di reparto e da una linea difensiva macchinosa, è in costante difficoltà al cospetto della vivacità dei dirimpettai avversari. Nel secondo tempo è un altro calciatore, comincia a velocizzare i tempi di gioco, spinge spesso con la palla al piede, è aggressivo e con grande mestiere tira fuori la zuccata vincente nel momento migliore della squadra.

VARONE 5,5: d’accordo che a lui tocchi il ruolo di mezzala alla ricerca del gol e deputata a riempire l’area di rigore rivale, però la fase difensiva è carente ed anche la chiarezza d’idee nella gestione del pallone spesso latita. Ci prova in tre occasioni ma non è preciso al tiro mentre un colpo di testa sostanzialmente innocuo non impensierisce l’estremo difensore del Sorrento. 46′ KNEZOVIC 6: per recuperare una gara sporca e caotica c’è bisogno anche del suo potente ed educato piede mancino, da sguinzagliare sui tiri da fermo. Sfiora l’eurogol con una punizione dai venticinque metri, le sue traiettorie sui calci piazzati sono un’arma in più. Mezzo voto in meno per l’evitabile fallo di mano nell’extra time che vale il rigore per il Sorrento.

VILLA 6,5: coinvolto inizialmente nella disastrosa uscita di Anastasio che libera la fascia al Sorrento, che è abile a costruire la ripartenza che vale il gol. Anche lui però è molto nervoso, spesso in ritardo in fase difensiva e quasi mai incisivo sul versante sinistro. Alla pari di Capomaggio, nel secondo tempo suona la carica e diventa uno stantuffo costante sull’out mancino. Dal suo piede destro nasce il prezioso traversone trasformato in gol dal metodista granata.

INGLESE 7: nel primo tempo non la vede mai, anche perché la squadra non lo pone nella condizione di poter essere pericoloso. Nella ripresa parte con un piglio diverso e capisce di dover fare almeno la guerra con i difensori, lavorando con ardore anche i palloni sporchi. Con questa tenacia intrisa di esperienza e scaltrezza trova la giocata del pari, poi sfiora la doppietta ma gli viene negata dalla parata al centro della porta del portiere sorrentino.

FERRARIS 6: ha mostrato le potenzialità di attaccante di razza colpendo di testa il pallone in un’area avversaria affollatissima e trovando la parata provvidenziale del portiere ospite. Per il resto, lui che non è mai stato un vero attaccante di manovra, ha dovuto scontare l’assenza di idee palesate dalla squadra per tutta la prima frazione di gioco. 61′ FERRARI 6: serve fisicità e lui riesce a metterla spizzando il pallone che Inglese è abile a trasformare in gol, ma la missione di far respirare la squadra e darle un’opzione offensiva in più si fa fatica a reperirla.

ALL. RAFFAELE 6: dopo due mesi, la Salernitana non ha ancora un’identità tecnico-tattica. La classifica è da sogno, ma il campo sta dicendo che il lavoro da fare è ancora tanto, in entrambe le fasi di gioco. Ancora una volta, il cuore di un gruppo solido e il carisma e l’esperienza dei leader hanno tolto le castagne dal fuoco. Ma bisogna assolutamente produrre qualcosa di diverso, sotto tutti i punti di vista, se si vuol sperare di durare e andare avanti in un torneo dove nessuno ti regala nulla e tutti ti aspettano per fare la partita della vita. Le sue sostituzioni però, come era già accaduto a Cosenza, hanno aiutato i suoi uomini a giocare un secondo tempo generoso, più dinamico e valido dal punto di vista agonistico.

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