DONNARUMMA 5,5: nessun pericolo corso fino al minuto trentotto, poi viene beffato dalla punizione diabolica di Cicerelli ma calciata da posizione assai distante; poteva fare meglio. Anche sull’azione del secondo gol etneo copre male il palo e Forte ne approfitta. Nel finale evita il terzo gol di Rolfini con un intervento di istinto.
COPPOLARO 5,5: Cicerelli è un brutto cliente, ma non va mai in affanno nell’uno contro uno e disputa un primo tempo discretamente solido. Ad inizio ripresa si lascia sorprendere da una verticalizzazione di Lunetta che calcia e trova la respinta di Donnarumma. Poi cambia le sue mansioni e agisce da terzino, ma non ha gamba per riproporsi con decisione e lascia spazio a 80′ QUIRINI 4: entra a gara compromessa, ma l’approccio alla partita è pessimo e sbaglia praticamente tutto, palesando assenza di attenzione e motivazioni.
GOLEMIC 4,5: primo tempo ricco di attenzione, fisicità e corrette letture tattiche, come testimoniano il tackle che stoppa l’insidioso tiro di forte e la diagonale a chiudere sull’esterno il tentativo di fuga di Cicerelli. Buone anche un paio di imbucate dirette che pescano le tre punte nella trequarti degli uomini di Toscano. Una partita al limite della perfezione rovinata dal superficiale disimpegno che consente a Forte di portare i suoi sul doppio vantaggio. Gara chiusa e squadra che accusa il colpo.
ANASTASIO 5,5: la gara la fa la Salernitana, pertanto la sua è una prestazione serena sul piano difensivo e spesso propositiva quando la squadra conquista palla e si ripropone. Un solo intervento difensivo pulito con una diagonale da sinistra al centro che neutralizza il tentativo offensivo etneo. Ci prova su punizione ma il suo tiro destinato allo specchio della porta viene stoppato da un compagno di squadra. Dopo il doppio svantaggio, la squadra sbanda ed anche lui non è esente da colpe su qualche ripartenza avversaria. Serve più qualità in avanti e Raffaele opta per un difensore puro per supportare meglio la squadra a trazione anteriore. 69′ MATINO 5,5: il match è ormai chiuso, ma il suo presidio del centrosinistra, nel finale, è tutt’altro che irreprensibile.
UBANI 4,5: due retropassaggi insensati regalano dal nulla due opportunità di calciare verso la porta al Catania, che non ne approfitta. Quando si propone a destra è sistematicamente impreciso e scarsamente incisivo. Inizio caotico anche nella ripresa, con altri due disimpegni terrificanti che sguinzagliano altrettante ripartenze dei padroni di casa. 53′ ACHIK 5,5: prova a dare vivacità ad una squadra che non è riuscita a reagire dopo la seconda rete realizzata da Forte. Ma si tratta di tentativi estemporanei e solisti che non creano soverchie difficoltà alla fase difensiva del Catania.
TASCONE 5,5: gara votata all’essenzialità, distribuzione ordinata del pallone e lavoro di interdizione a protezione della difesa. Primo tempo disciplinato al servizio della squadra. Nel secondo tempo, quando la squadra necessita di idee chiare per proporsi, le sue giocate diventano farraginose e imprecise.
CAPOMAGGIO 5,5: inizio di grande personalità, cuce il gioco, tampona e va a sbrogliare anche una situazione critica nella propria area, poi esagera con un tackle dopo un cattivo controllo di palla e subisce un’ammonizione pesante dopo quindici minuti. Resta lucido e presente in mezzo al traffico, l’ammonizione lo rende meno intenso sul piano dell’aggressività. Avvio di ripresa impreciso in fase di regia. Ritorna a farsi vivo con una percussione delle sue, potrebbe calciare in porta ma sceglie un passaggio per Inglese con il tentativo che risulta velleitario.
VILLA 6: non smette mai di credere di poter incidere quando la squadra si distende in avanti, dal suo piede parte un ottimo assist per Inglese che sbaglia il controllo e sciupa un’occasione importante. Gara che non smette, però, di essere attenta anche in fase difensiva sulla catena Casasola-Lunetta. Nel secondo tempo amorfo della squadra è ancora il suo uno dei pochi tentativi di riaprire il match. Nel finale, a gara ampiamente compromessa, opera da ala aggiunta e i siciliani ne approfittano per sfondare a destra in un paio di circostanze.
FERRARIS 5,5: tra le linee crea tanti problemi, attaccando anche verticalmente lo spazio. E’ abile a farsi trovare dai compagni, subisce diversi falli, ma non è sempre pulito nella rifinitura per le due punte. Suo il primo tiro verso la porta catanese, quando raccoglie una sponda di Inglese ma non impensierisce l’estremo difensore di casa con una conclusione debole e centrale. Dopo aver subito il secondo gol, la squadra si deprime, diventa macchinosa e non riesce più a servirlo nei tempi giusti tra le linee. 70′ KNEZOVIC 5,5: la gara è ormai chiusa, la sua lentezza non sembra un argomento valido per provare a riaprire il match.
FERRARI 4,5: il meno presente nel primo tempo del terzetto schierato inizialmente da Raffaele. Fa fatica a farsi spazio tra i tre difensori centrali rossoblù. Inguardabile un tentativo di tiro cross partorito dalla fascia destra. 69′ LIGUORI 5,5: è calciatore che necessita di spazio per incidere, il Catania è arroccato a difesa del doppio vantaggio e gli lascia solo un interessante cambio di gioco.
INGLESE 5: avvio difficile, il clima ostile e la fisicità grintosa dei marcatori etnei lo inaridiscono, però al ventesimo è bravo a difendere palla, a fiondarsi verso i sedici metri rivali e a guadagnare un’invitante punizione non sfruttata dal sinistro di Anastasio. Sciupa un ottimo assist di Villa e nega a se stesso la possibilità di arrivare comodamente al tiro. Si riscatta parzialmente con la sponda che porta al tiro Ferraris. Ci prova ad inizio ripresa con un avvitamento aereo ma il pallone termina abbondantemente fuori. Poi sparisce dalla contesa.
ALL. RAFFAELE 5,5: i suoi uomini hanno il dominio del gioco per circa quaranta minuti. La squadra si propone con continuità nella trequarti del Catania, ma manca di cattiveria e precisione in fase di rifinitura e di finalizzazione. I padroni di casa mettono in discesa il match con un inatteso uno-due tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa. La squadra avrebbe ancora tempo per riaprire il match ma si scioglie come neve al sole. Prova a modificare assetto tattico e interpreti, ma il Catania si chiude, continua a tenere alta l’intensità agonistica e la Salernitana non ci prova più, rischiando di subire anche altri gol.









