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Cinica e cattiva, la Salernitana soffre ma vince nel finale ad Altamura e conserva il primato

Anche ad Altamura la Salernitana fa registrare i pregi e i difetti che la caratterizzano dall'inizio della stagione. Ancora rivedibile sul piano difensivo, mai capace di rubare l'occhio dal punto di vista dell'estetica calcistica, ma spesso feroce e cinica negli episodi salienti di un match. Successo prezioso e allo stesso tempo sofferto. Il primato resta agli uomini di Raffaele ma, in attesa del mercato di riparazione, la squadra ha il dovere di innalzare il livello delle sue prestazioni e della sua solidità difensiva. La concorrenza è agguerrita e qualitativa, e necessita di un calcio identitario e meno episodico.

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DONNARUMMA 6: non irreprensibile nella gestione degli sviluppi dell’azione che regala il vantaggio all’Altamura. Nella ripresa è determinante il suo disperato tuffo a neutralizzare la conclusione da distanza ravvicinata di un attaccante di casa. Decisamente rivedibile la smanacciata aerea che diventa un assist per Lepore che spreca.

COPPOLARO 5: troppo lento e schiacciato il recupero della posizione sull’azione di rimessa vincente dell’Altamura scaturita dalla palla inattiva granata. Molti gli errori anche nella prima costruzione di gioco. Ancora una volta, come è spesso accaduto in passato, in difficoltà nell’uno contro uno, come testimonia l’azione di Mogentale che si conclude con l’assist vincente per Simone che realizza, ma il tutto è vanificato dalla revisione arbitrale.

GOLEMIC 6,5: anche lui non possiede la gamba per ritornare in fretta a presidiare il fortino difensivo sul rapido contropiede pugliese concluso dal gol di Rosafio. Bravo a recuperare sulla ripartenza di Curcio innescato da Lepore. Lento nell’uscita su Curcio che sfiora il raddoppio dai diciotto metri. Guadagna un’ammonizione evitabile, la sua presenza non è mai risolutiva quando l’Altamura affonda spesso nella parte iniziale della ripresa. Anche in fase di costruzione non è preciso come nelle precedenti prestazioni. Nel finale si sgancia spesso e diventa centrocampista aggiunto, oltre ad essere molto freddo dal dischetto per il gol che vale il prezioso successo granata. Finale di gara di grande personalità che riscatta una prestazione difensiva non indimenticabile.

MATINO 5: sale anche lui sulla palla inattiva a favore e come i due partner di reparto non riesce a rientrare in tempo sulla fulminea e vincente ripartenza dei calciatori locali. Troppo lento anche sulla fuga di Mogentale che si accentra e serve Curcio il cui tiro quasi regala il raddoppio agli uomini di Mangia. Si lascia superare facilmente a sinistra, poi sugli sviluppi dell’azione è in ritardo su Grande che crea i presupposti per il nuovo vantaggio della squadra di casa.

LIGUORI 6,5: gioca largo a destra per accentrarsi, cambiare il fronte del gioco, crossare o trovare la palla filtrante. E’ abbastanza vivace, fornisce anche un assist per la testa di Inglese che è libero in area ma impatta male il pallone e facilita la parata di Viola. La sua verve si esaurisce progressivamente nella seconda frazione del primo tempo. Ad inizio ripresa è ancora lui a pescare un compagno in area pugliese, Anastasio arriva al tiro ma non trova la porta. Quando riceve il pallone nei tempi giusti, riesce quasi sempre ad accentrarsi e crossare interessanti palloni in area di rigore. Freddo nella realizzazione del primo calcio di rigore. 97′ QUIRINI S.V.

TASCONE 6,5: la corsa non manca e neppure l’aggressività sull’avversario e tesa a cercare lo spazio in cui infilarsi, ma anche la sua copertura preventiva sul gol dello svantaggio è labile. Troppo lenta e solo a tratti precisa la distribuzione del pallone. Inizio di ripresa di grande intensità, prima guadagna il rigore del pari, poi ruba un pallone a ridosso dell’area locale ma i compagni non concretizzano.

DI VICO 6: primo tempo di luci ed ombre. Sfiora il gol che gli viene negato solo dalla provvidenziale presenza di un difensore dell’Altamura sulla linea di porta, dei tre centrocampisti è il più rapido nella circolazione della palla. Fragile il lavoro di copertura preventiva sulla ripartenza che porta al gol l’Altamura, sia nel primo sviluppo che nel contrasto aereo di Rosafio. Nel secondo tempo perde un po’ di brillantezza pur non commettendo errori vistosi. 71′ ACHIK 6,5: qualche imprecisione sui calci piazzati, ma è mentalmente centrato e desideroso di incidere. Sfiora il gol con un tiro cross che termina di poco lontano dal palo. Con palla in movimento crossa una buona dose di palloni in area pugliese, con Poli e compagni che vanno sovente in affanno.

CAPOMAGGIO 6,5: con la presenza di Di Vico e Tascone, godrebbe di maggiore libertà offensiva da utilizzare a supporto degli attaccanti. Invece resta spesso a calcare le stesse zolle dei compagni ed anche le proposte della sua regia risultano scontate. Prova a rendersi pericoloso su palla inattiva, ruba il tempo agli avversari ma la sua deviazione aerea non trova la porta difesa da Viola. Ottimo l’avvio di secondo tempo, prima con un’ottima chiusura difensiva, poi con il passaggio che consente a Tascone di guadagnare il penalty che vale il pari. Potrebbe fare meglio sul pallone conquistato in pressing da Tascone, ma controlla male la sfera e la favorevole occasione svanisce. Prezioso ancora nel finale quando è bravo a sporcare un paio di tentativi di ripartenza dei padroni di casa.

ANASTASIO 5,5: in fase difensiva lascia a desiderare sia nell’occasione del gol, sia su un’altra ripartenza che quasi consegna la seconda rete ai padroni di casa. Anche in fase offensiva ha difficoltà ad essere determinante, sia al cross, sia nell’uno contro uno. Anche il secondo tempo resta incerto quando l’Altamura spinge, non molto produttivo in termini di rifornimenti per gli attaccanti. Prova a tagliare su un cross di Liguori, ma la conclusione termina sul fondo. 97′ VARONE S.V.

FERRARIS 5: è generoso e lotta, guadagna diversi falli, ma la voglia di ritrovare il gol in fretta gli toglie lucidità e lo rende frettoloso e caotico sia in fase di rifinitura che in fase di finalizzazione. Poco da segnalare anche nella ripresa. 70′ FERRARI 6,5: non sempre è pulito nella conduzione palla, ma la sua fisicità è un fattore nel finale, perché la sua lotta feroce è meno morbida di quella prodotta da Inglese. Determinante è soprattutto il coraggio con il quale si avventa con la testa sul pallone e guadagna il calcio di rigore, anticipando l’avversario che lo colpisce in area con la gamba tesa.

INGLESE 5: Liguori gli serve un discreto pallone dalla fascia destra, è solo in area, può indirizzare con tutta calma la sfera di testa ed invece partorisce un’innocua palombella per la facile parata di Viola. Quasi mai riesce a difendere palla con le spalle alla porta, al suo attivo solo un paio di spizzate sporche che creano qualche apprensione alla difesa pugliese. Anche nella ripresa fatica molto a difendere palla, mentre sui diversi cross provenienti dalle corsie esterne palesa scarsa cattiveria e modesto tempismo. 97′ FRASCATORE S.V.

ALL. RAFFAELE 6: parte con un 3 5 2 a trazione anteriore, con Liguori largo a destra per facilitargli l’uno contro uno e utilizzarlo per decongestionare il gioco sui raddoppi di marcatura. La squadra è anche discretamente intensa nel pressing e nel proporsi, ma la circolazione della palla è troppo lenta sia in uscita difensiva sia nella distribuzione del gioco affidata ai centrocampisti, mentre le punte agiscono costantemente con le spalle rivolte alla porta. Il tutto è reso più complicato dall’imprevisto atteggiamento tattico di un Altamura più denso e con maggiore fisicità ed esperienza in campo. Le coperture preventive difensive restano una nota dolente, l’imprevedibilità della fase offensiva continua ad essere legata alla fisicità e al temperamento dei calciatori che determinano gli episodi decisivi. Ferrari e Achik conferiscono nel finale fisicità e brio. Vittoria della volontà e dell’esperienza, ma il lavoro da portare avanti, in termini di solidità difensiva e di maggiore incisività offensiva, resta corposo.

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