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Salernitana, la forza del gruppo: il noi che vince sull’io

I granata corrono, soffrono e reagiscono: un gruppo vero che non può pagare per il passato. La stagione diventa un esame continuo, da vivere con coesione e grinta fino all’ultimo respiro.

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Dopo 14 giornate la Salernitana guida il girone C di Serie C con 30 punti, frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. 20 gol realizzati, 14 subiti. Numeri importanti, certo, ma insufficienti a descrivere davvero ciò che sta accadendo. Perché il dato più significativo è il “come” questa squadra affronta il campionato: con fame, con compattezza, con una mentalità da gruppo che ha deciso di non arretrare di un centimetro.

In una categoria in cui la qualità tecnica non sempre fa la differenza, la Salernitana sta costruendo la propria forza sul collettivo. Lo spirito di squadra è diventato l’elemento cardine di un percorso che, giornata dopo giornata, si sta plasmando oltre il campo. Come ha sottolineato il direttore sportivo Daniele Faggiano nella trasmissione “Gol su Gol” di LiraTv, non è solo una questione di mercato o di scelte tattiche: è un lavoro umano, quotidiano, fatto di momenti di aggregazione, cene improvvisate al centro sportivo, dialoghi costanti tra compagni e dirigenza. È la costruzione di un ambiente in cui tutti remano nella stessa direzione.

E questo spirito emerge proprio quando serve di più. Non è un caso che la Salernitana sia riuscita a rimettere in piedi partite complicate, capovolgendo il risultato: ben 16 dei 30 punti siano arrivati sul gong, frutto di un’incredibile determinazione nei finali di gara. Ancora più significativo: in 6 delle 14 partite disputate, la squadra ha saputo ottimizzare tutto negli ultimi 20 minuti, ribaltando destini che sembravano già scritti.

L’episodio più recente è quello sul campo del Team Altamura: i granata vanno sotto all’11’, soffrono, rincorrono, pareggiano con un rigore di Liguori al 53’. Poi, quando il cronometro dice 90’+3, arriva la zampata decisiva: Golemic dal dischetto, rete, vittoria, vetta solitaria. È una fotografia perfetta dell’identità granata: non si molla mai, nemmeno quando la strada sembra chiusa.

Perché la Salernitana non è la squadra più ricca, né quella che domina sempre la partita. Ma è una squadra che resta lì, attaccata con i denti, fino all’ultimo secondo, che suda la casacca.

Questo non significa che manchino difetti o limiti. Le lacune tecniche esistono, i momenti di sofferenza pure; ci sono frangenti in cui la gestione non è perfetta e in cui emergono le difficoltà rispetto a compagini più attrezzate. Ma è proprio lì, nei frangenti delicati, che il gruppo si ricompatta e trasforma la fragilità in energia. I giocatori stanno dando tutto, senza risparmiarsi, e nessuno – davvero nessuno – ha intenzione di mollare.

È importante ricordarlo: questa rosa non deve pagare il malumore ereditato dal passato, dalle due stagioni negative e dalle due retrocessioni consecutive. I disfattisti, i pessimisti e chi oggi guarda ogni passo con diffidenza non possono riversare su questi calciatori il peso di ciò che è stato. Questa squadra merita di essere giudicata per ciò che sta facendo adesso, partita dopo partita, battaglia dopo battaglia.

La Salernitana di oggi racconta una storia di resilienza. Una squadra che non promette vittorie senza sofferenza, ma promette qualcosa di più prezioso: esserci. Sempre. Con umiltà, con sudore e con la guida di due figure preziose: Faggiano e Raffaele, che non sono semplicemente un dirigente e un allenatore, ma sono punti di riferimento umani e identitari.

E così ogni giornata diventa un esame, ogni sfida una piccola finale. Comunque vada, il messaggio è chiaro:
la Salernitana c’è. E ci sarà, fino alla fine.

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Sono Raffaella Palumbo, classe 1990, salernitana dalla nascita. Per varie vicissitudine, sono espatriata a Genova da quando avevo 21 anni, nel capoluogo ligure esercito la professione di insegnate. Amo la vita in tutte le sue sfaccettature, non trascuro i dettagli. L'ottimismo, la curiosità, la follia, l'intraprendenza ed il sorriso sono caratteristiche di cui non posso fare a meno. Tra le gioie più grandi della mia vita rientra mia figlia: Martina. La pallavolo, la scrittura, i viaggi e la Salernitana sono le mie principali passioni. La benzina delle mie giornate risiede in tre espressioni che non cesso mai di ripetere a me stessa e agli altri: " VOLERE è POTERE, CARPE DIEM e PER ASPERA AD ASTRA"!!!

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