Home News Trenta minuti di buon calcio, poi una Salernitana ‘dopolavorista’ crolla a Benevento

Trenta minuti di buon calcio, poi una Salernitana ‘dopolavorista’ crolla a Benevento

Dopo un avvio esaltante, affrontato con coraggio, idee e personalità, la Salernitana è quasi dominante per mezzora di gioco ed anche sfortunata. I granata raggiungono il meritato pari, prima di smettere di essere intensi e carismatici nel proporre calcio e, complici assurdi strafalcioni difensivi, si consegnano ad un Benevento che impiega poco ad archiviare il match con la qualità dei suoi interpreti. Vietato fare drammi. Lezione salutare che, gestita con maturità, potrebbe essere l'inizio della rinascita. Il campionato è ancora lungo, ripartire dal primo terzo di gara ben giocato e lavorare per ricompensare una tifoseria che ha continuato ad incitare la squadra nonostante il mortificante punteggio.

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DONNARUMMA 3: effettua la migliore parata su una giocata resa ininfluente dalla revisione televisiva. Poi una generale incertezza, sia in uscita che nelle parate a terra, sulle iniziative sannite. Nella ripresa riesce a fare di peggio, tra uscite scriteriate e gol presi sul suo palo e dopo una respinta che diventa assist per Tumminello.

COPPOLARO 4,5: partita da terzino puro, i piedi non lo aiutano in fase di costruzione e di appoggio, mentre in fase difensiva il Benevento spinge soprattutto a destra. Anche nella ripresa non ha colpe sui gol subiti, ma la sua prestazione da esterno propositivo continua a latitare. 59′ VARONE S.V.

MATINO 3: Da brividi l’interpretazione difensiva sulle verticalizzazioni giallorosse, inguardabile la marcatura con contestuale crollo al suolo sul colpo di testa vincente di Tumminello. Sempre fuori posizione e pachidermico nelle movenze anche nella ripresa.

GOLEMIC 3: in costante difficoltà non solo sulle rapide ripartenze verticali dei padroni di casa, ma anche nel gioco aereo dove dovrebbe essere dominante ed invece vede passivamente colpire gli avversari. Assente anche nell’avvio del secondo tempo, quando il Benevento arriva in area con impressionante disinvoltura e lui è lontano dal vivo del gioco.

FRASCATORE 3: Lamesta gli sguscia via sempre, dovrebbe essere supportato dai compagni della catena mancina ma è una speranza vana. Ad inizio ripresa completa la sua pessima serata facendosi uccellare ingenuamente dall’ala giallorossa che chiude definitivamente il match. 59′ INGLESE S.V.

CAPOMAGGIO 4,5: avvio importante per intensità e cattiveria nel riempire l’area di rigore giallorossa. Colpisce il palo sugli sviluppi di una palla inattiva, la sua fisicità si fa sentire anche in occasione del gol del pari. Dopo un’ottima mezzora, lui e la squadra, raggiunto il pari, smettono dì giocare e vengono dominati da Maita e compagni. Sugli sviluppi di una palla inattiva a favore, saltano le coperture preventive, disperatamente cerca di recuperare il due contro uno imbastito dagli avversari, arriva a toccare il pallone ma riesce solo a battere Donnarumma con un’autorete. L’uno-due di Lamesta e Tumminello in avvio di secondo tempo annichilisce anche lui

DE BOER 4,5: il suo compito è fungere da frangiflutti davanti alla difesa per consentire a mezzali e tridente di pungere. Nella prima mezz’ora il piano riesce, poi la gara si complica e lui è troppo scolastico e impreciso per dare la scossa. Nulla cambia nella ripresa, resta in campo ma le sue geometrie restano scontate.

VILLA 5: mezzora intensa e versatile da mezzala con licenza di inserimento, ma anche pronta ad allargarsi e a pressare la prima costruzione di Prisco. Poi arriva il black out della squadra dopo due terzi della prima frazione, lui è uno dei pochi che prova a reagire continuando a spingere centralmente e allargandosi, ma si tratta di tentativi solo generosi. Anche la sua carica viene smontata dalle due reti subite dalla squadra in avvio di ripresa.

LIGUORI 5: anche per lui una mezzora iniziale discreta sulla corsia destra offensiva, dove si fa trovare per accentrarsi e andare al tiro o per servire centralmente un compagno in posizione di tiro. Dopo la rete di Ferrari, si squaglia insieme al resto della truppa di Raffaele e non incide più. 59′ ANASTASIO S.V.

FERRARIS 5: pennella subito un cross al bacio per Ferrari che di testa colpisce la traversa. Anche i suoi primi trenta minuti di gioco sono vivaci e tenaci, con Villa a rimorchio sembra nella condizione di poter creare sempre situazioni interessanti. Dopo un terzo di gara, viene risucchiato in una voragine di non senso insieme agli altri nove calciatori di movimento. 65′ UBANI S.V.

FERRARI 6: inizio da dominatore dell’area avversaria, arriva per primo di testa e di piede ma in entrambe le circostanze non trova la porta ed è sfortunato perché colpisce la traversa. Però è ancora presente nei sedici metri altrui e su un mischione gigantesco e sporco trova la zampata vincente. Attacca ancora ottimamente un pallone proveniente dalla corsia sinistra, impatta bene la sfera che termina di poco sul fondo. Un guerriero indomito, costretto anche lui ad alzare bandiera bianca al cospetto dell’orribile metamorfosi involutiva della squadra dopo un terzo di match. 80′ ACHIK S.V.

ALL. RAFFAELE 4,5: sorprende ed anche tanto il suo collega con il 4 3 3 iniziale, con Villa mezzala e Liguori e Ferraris a supportare Ferrari. Per mezzora la squadra regala ottime sensazioni, sembra in grado di far gol in qualsiasi momento ed è anche sfortunata con due pali colpiti. Raggiunto meritatamente il pari, invece di insistere con intensità e personalità, i suoi abbassano i ritmi e si consegnano progressivamente al Benevento. I padroni di casa, favoriti da una difesa granata in versione amatoriale, fanno quello che vogliono e passeggiano sui resti di una squadra che ha smesso di giocare dopo aver disputato trenta minuti tra i migliori della stagione. Forse è il meno responsabile di una serata dagli esiti imprevedibili, ma la ripartenza beneventana su una sciagurata contrapposizione preventiva e l’atteggiamento remissivo della squadra dopo aver raggiunto il pari sono materie di sua competenza.

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