DONNARUMMA 5,5: praticamente inoperoso per novanta minuti, forse potrebbe essere più reattivo sulla deviazione sporca ma non irresistibile di Grandolfo.
MATINO 5: svagato, distante, deve semplicemente stare attaccato a Grandolfo, invece sonnecchia e assiste passivo alla deviazione della punta siciliana. Per il resto, complice un Trapani scarsamente incisivo, deve fare poco altro. Decisamente da rivedere anche il suo contributo in fase di impostazione.
GOLEMIC 6,5: il pallone che vale il vantaggio del Trapani è più decentrato, ma anche lui, in un contesto di tre centrali contro un’unica punta, potrebbe guidare meglio la linea. Buono il tackle che impedisce a Carriero di sfruttare l’inserimento in area granata. Buona un’altra chiusura su un contropiede avversario nato da un errore di palleggio di Capomaggio. Le poche azioni offensive imbastite dal Trapani nel secondo tempo sono gestite con padronanza.
ANASTASIO 7,5: gioca da braccetto sinistro della difesa, ma le sue funzioni sono soprattutto di elemento in più in fase di costruzione. Si propone con frequenza, buono un tracciante che non trova la chiusura di Longobardi sul fronte opposto. Il piede è caldo e sforna un gioiello, che vale il pareggio, con una punizione calciata ottimamente dalla distanza. Notevole anche una diagonale difensiva su Grandolfo in avvio di ripresa. Puntuale per gli interi novanta minuti in fase difensiva, sempre generoso nel provare a dare maggiore qualità alla manovra.
LONGOBARDI 6,5: il suo contributo cerca di fornirlo sin dall’avvio di gara, proponendosi con frequenza a destra ed anche attaccando l’area avversaria su due traversoni provenienti da sinistra. Le giocate sue e dei compagni non sempre sono pulite, ma la sua volontà di dare una mano è palese. Come testimonia la caparbietà con la quale s’invola a destra e crossa un invitante pallone per Inglese che, invece di badare al sodo con cattiveria, tenta un cervellotico colpo di tacco finendo per steccare la sfera. Nella ripresa, vittima di crampi, non riesce a dare la stessa intensità alle sue avanzate sull’out destro. Abbondantemente sufficiente l’esordio. 71′ ACHIK 5: ha il compito di rendere più incisivo l’assalto finale sulla corsia destra, ma difetta di lucidità e precisione, calciando male da buona posizione e battibeccando con arbitro e avversari per gran parte degli oltre venti minuti giocati.
TASCONE 5: la corsa è sempre presente nelle sue prestazioni, le idee e la pulizia latitano nei primi quarantacinque minuti, sia quando si tratta di organizzare la prima regia, sia quando prova l’imbucata da mezzala offensiva. Continua a correre, a prendere qualche legnata, ma la qualità delle giocate è ancora latitante, come dimostra un cross facile dal vertice destro che si perde sul fondo. Ancora un errore banale in disimpegno che regala una ripartenza al Trapani. 82 QUIRINI 6 : sempre bravo negli inserimenti in area avversaria, sempre sfortunato nel trovare lo stinco di un avversario che gli nega la gioia del gol.
DE BOER 5,5: inverte con i compagni la posizione nella linea mediana a tre, ancora una volta le sue giocate del primo tempo sono scolastiche e scontate. Ha sul piede mancino una buona opportunità per calciare dai diciotto metri, ma il tiro è masticato e non impegna severamente l’estremo difensore trapanese. Si inserisce bene in area avversaria, arriva prima dei difensori ma calcia male da ottima posizione e il pallone non trova la porta. 82′ LIGUORI 6,5: in una squadra povera di idee, il suo educato piede mancino – un cioccolatino già scartato per la testa di Ferrari – e la sua mobilità restano incredibilmente inattivi in panca per oltre ottanta minuti.
CAPOMAGGIO 5: tanti gli errori di imprecisione in fase di impostazione, modesto il contributo offensivo sia nell’inserimento tra le linee, sia nell’attaccare l’area avversaria. Sul finire della prima frazione perde di vista Negro su una palla inattiva, lo ostacola e rischia di vedersi fischiare contro il penalty. Nella ripresa prova ad inserirsi in area, alza la testa ma il suggerimento è ampiamente fuori misura. Sbaglia ancora a metà campo, il Trapani riparte pericolosamente, ci pensa Golemic ad arrestare la controfuga ospite. Gara da dimenticare.
VILLA 5,5: primo tempo caratterizzato da un buon cross teso a servire il taglio da destra di Longobardi. Ma anche qualche titubanza in fase di uscita con il pallone e senza, come testimonia la posizione troppo bassa in area che mantiene in gioco Grandolfo nell’occasione del gol. Corre e si danna l’anima ma a differenza delle precedenti prestazioni arriva a crossare con meno frequenza e pericolosità, ed anche qualche errore nel primo controllo che toglie tempi di gioco e impedisce alla squadra di distendersi in avanti.
FERRARIS 6: l’impegno è sempre totale, viene tra le linee per lavorare di sponda e offrire un’opzione di passaggio, prende un bel po’ di calci e cerca di rendersi utile alla causa con un tiro di sinistro dai venti metri respinto con difficoltà da Galeotti. Anche in avvio di ripresa si rende protagonista di un’azione caparbia a sinistra con corner guadagnato. Esce per lasciare spazio all’abituale opzione del doppio centravanti per trovare la via del gol. 64′ FERRARI 5,5: per presenza, fisicità e cattiveria agonistica è la punta centrale che crea maggiori grattacapi alle difese avversarie, ma continuano ad essere troppi i gol che un attaccante della sua esperienza continua a sbagliare. Però del suo temperamento, questa squadra, non può farne a meno.
INGLESE 5: qualche sponda riuscita lontano dalla porta in avvio, poi sempre troppo molle e scarsamente cattivo sui cross provenienti dai piedi di Villa, Anastasio e Longobardi. Con l’ingresso di Ferrari, le marcature arcigne avversarie devono essere distribuite su due riferimenti, gioca qualche pallone in più ma la sua gara resta sostanzialmente fragile e sterile. 82′ KNEZOVIC 5: il tempo per regalare una punizione agli avversari con un inutile pestone e tentare un velleitario tiro da distanza siderale. Controproducente.
ALL. RAFFAELE 5: la sua creatura è sempre uguale a quella vista dall’inizio della stagione. Sonnacchiosa in avvio di gara, spesso capitolante sulla prima iniziativa avversaria. Poi tanto cuore e fisicità, significativa produzione di occasioni da rete e scarsa capacità di concretizzarle. Di gioco continua a vedersene poco, il centrocampo non riesce a fare la differenza, mentre Inglese continua ad inanellare prestazioni scialbe. La qualità degli interpreti offensivi è notevole per un torneo di terza serie. Pensare di arrivare al gol solo facendo la guerra nelle mischie e sul gioco aereo è copione abbastanza riduttivo quando in organico hai calciatori in attacco che sanno giocare anche a calcio.









