DONNARUMMA 4,5: sul primo gol subito può ben poco, decisamente più intercettabile la traiettoria di Contini. Ancora fuori posizione sulla parabola insidiosa di Candiano ma sicuramente neutralizzabile. Evita il quarto gol mostrando reattività sul tiro di Pacciardi.
LONGOBARDI 5: è reattivo nella diagonale che neutralizza l’ennesima ripartenza aretusea. Prova un complicato controllo di palla difensivo, smarrisce la sfera, il Siracusa riparte ma non ne approfitta. Quando i siciliani sviluppano il gioco sulla fascia con l’intera catena i dolori continuano. 46′ ARENA 4: esordio con i ‘fiocchi’, entra ad inizio ripresa, commette un fallo inutilmente cattivo e termina il suo match dopo appena ventitré minuti.
BERRA 5: anche il suo avvio è tutt’altro che esaltante, svirgola un rinvio che raggiunge Di Paolo il cui tiro termina a lato di poco. Alla pari di Golemic, resta troppo basso, consentendo a Contini di controllare e calciare indisturbato il tiro che vale il raddoppio dei padroni di casa. Balla meno rispetto a Longobardi, anche perché il Siracusa, trovati il terzo gol e la superiorità numerica, tende soprattutto a gestire.
GOLEMIC 4,5: prende un’ammonizione superficiale dopo cinque minuti, prima sbagliando la gestione del pallone poi commettendo fallo per evitare la ripartenza altrui. Poi una catena degli errori e degli orrori. Prima si disinteressa del pallone e, già ammonito, commette fallo su Contini, ma è graziato dalla revisione arbitrale. Corre all’indietro e con la schiena colpisce il pallone e quasi fornisce un assist agli avversari. Infine, osserva passivamente Contini mentre controlla il pallone, prende la mira e supera Donnarumma. Ancora precario sulla verticalizzazione di Contini, al quale sottrae il pallone in maniera assai dubbia e rischiando il secondo cartellino giallo.
VILLA 4: dopo un minuto conferma che il terzino a sinistra è un compito difensivo troppo gravoso per lui. Di Paolo si sbarazza troppo facilmente della sua marcatura e porta in vantaggio il Siracusa. Al primo sganciamento offensivo arriva al cross che risulta sballato. Ancora precario sulla seconda marcatura siracusana, quando si fa sottrarre palla dal suo diretto avversario, che serve a Contini il pallone tramutato da questi in gol. Le sofferenze non terminano in avvio di secondo tempo, quando il Siracusa affonda e l’opposizione resta approssimativa.
TASCONE 5: parte da doppio metodista centrale, poi ritorna in fretta ad agire da mezzala e dal suo piede parte un ottimo traversone per la testa di Ferrari che non trova la porta. L’impegno nel provare a determinare con gli inserimenti offensivi non manca, la fase di interdizione è invece molto carente. In avvio di ripresa tenta un difficile tiro al volo dai diciotto metri, ma la mira è da dimenticare. Sulle palle inattive a sfavore, un piccoletto come lui dovrebbe essere appostato a ridosso della propria area a contrastare il tiro altrui, invece la zona resta incustodita e Candiano ne approfitta. 55′ DE BOER 5: solito compitino da geometra, mentre alla squadra servirebbe un architetto pieno di idee.
CAPOMAGGIO 5: parte da sottopunta con il compito di effettuare raid in area siracusana. Ma la squadra è immediatamente sbilanciata e il Siracusa raccoglie in fretta. Quando prova ad inserirsi dimostra che può essere un fattore, mentre da metodista continua a difettare di attenzione in fase di filtro, come testimonia la distanza da Contini che calcia senza pressione dai 20 metri e trova il gol del raddoppio. Nervoso e confuso, seppur molto generoso, non riesce a ricavare nulla di significativo dal suo secondo tempo.
CARRIERO 5: anche per lui un paio di inserimenti in area siracusana e tra le linee, decisamente rivedibile il suo apporto in fase di interdizione da opporre alle iniziative altrui. 55′ IERVOLINO 6: ha una doppia opportunità per ridurre lo svantaggio, è sfortunato al primo tentativo quando colpisce la traversa, potrebbe fare meglio sulla successiva deviazione con il pallone che non trova la porta. Ci mette ardore e non si sottrae alla lotta.
ACHIK 7: l’unico calciatore, nei primi quarantacinque minuti, che riesce a regalare alla squadra segnali di vita, momenti di qualità e imprevedibilità. Diversi i palloni insidiosi riversati nei sedici metri del Siracusa ed un gol di ottima fattura che restituisce sangue e speranza ad una squadra inguardabile. Iniziative e coraggio anche nella ripresa, fin quando c’è stata partita, seppur con minore continuità.
FERRARI 5: Tascone gli offre un buon pallone sulla testa, ma lo indirizza male e lo stesso termina sul fondo. Non sembra in ottime condizioni, perché è meno efficace del solito nel lavoro di sponda a favore dei compagni e necessario a far salire la squadra. Ci riesce in una sola occasione lavorando bene la sfera in area avversaria, ma il suo cross non trova alcun compagno pronto ad approfittarne. Poi ritorna nell’improduttività. 73′ MATINO S.V.
FERRARIS 4,5: il ragazzo sembra aver smarrito la fiducia e l’autostima rispetto agli esordi in maglia granata, anche il suo tasso agonistico appare un pallido ricordo, alla pari dell’imprevedibilità e della qualità delle sue giocate. 66′ BONCORI S.V.: dare un voto ad un ragazzino che entra in una squadra ridotta in dieci uomini e in svantaggio di due reti significherebbe prestare il fianco alla scelta assai discutibile di un tecnico in preda alla più totale confusione.
ALL.RAFFAELE 3: parte con uno scriteriato 4 2 3 1, con Capomaggio nelle vesti di trequartista/sottopunta. Il Siracusa, che lavora bene sulle fasce con le due catene laterali, ha immediatamente la meglio su Villa e Longobardi, i quali non sono mai stati terzini e non hanno neppure il supporto delle mezzali, visto e considerato che Tascone e Carriero compongono la coppia di metodisti centrali. Rimedia a frittata fatta riportando la mediana a tre che qualche inserimento riesce a produrre. Ma il suo calcio, ancora una volta, è caotico, privo di equilibrio, episodico e sostanzialmente casuale. Due gol del Siracusa arrivano con altrettante conclusioni indisturbate a ridosso dell’area granata. Le sostituzioni, infine, più che una motivazione tattica sono apparse un messaggio in codice alla società. Ma la sua Salernitana è stata una squadra senza nerbo e idee, priva della benché minima identità. Troppo brutta anche per provare ad arrampicarsi sugli specchi degli alibi.









