Home News Una Salernitana parrocchiale perde senza attenuanti a Cerignola

Una Salernitana parrocchiale perde senza attenuanti a Cerignola

I padroni di casa dominano i granata sotto tutti i punti di vista. Sul piano tecnico e tattico, del dinamismo e dell'intensità atletica ed agonistica. La squadra di Raffaele è in totale confusione calcistica e psicologica. Di questo passo, si rischia seriamente di perdere anche il terzo e quarto posto, necessari per evitare play off interminabili.

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DONNARUMMA 6: provvidenziale il tuffo felino che nega a Russo il gol di testa. Decisamente intempestivo e timoroso il tentativo di uscita su Gambale, che lo supera in dribbling e serve a Moreso il pallone che vale il vantaggio dei padroni di casa. Un altro ottimo intervento in uscita su Gambale evita il secondo gol e mantiene in vita la squadra.

BERRA 4,5: prima consente a D’Orazio di giocare troppo facilmente tra le linee, poi sullo sviluppo dell’azione viene preso alle spalle da Gambale che serve a Moreso l’assist tramutato in gol dal centrocampista. Primo tempo di immane sofferenza, resta sempre basso, Paolucci, D’Orazio, Gambale e Russo fanno quello che vogliono nella sua zona. Anche nella ripresa, quando il Cerignola attacca a palla scoperta, Gambale lo sorprende alle spalle ma viene fermato dall’uscita decisiva di Donnarumma.

GOLEMIC 4,5: da un suo anticipo alto parte lo sviluppo della prima azione offensiva granata targata Lescano. Troppo facilmente gli sguscia alle spalle Gambale, dopo aver perso palla, nell’azione che vale il vantaggio degli uomini di Maiuri. Statico e passivo per fronteggiare validamente attaccanti e mezzali avversari che regalano scarsi riferimenti. 60′ CARRIERO 5: trentacinque minuti senza manifestare un’idea precisa sulla funzione da svolgere in campo.

ARENA 5,5: distratto il suo presidio dell’area di rigore sulla prima grande occasione, partorita da un colpo di testa di Russo, del Cerignola. Si riscatta qualche minuto più tardi neutralizzando il tiro da distanza ravvicinata di D’Orazio. Perde un pallone sanguinoso in impostazione dal basso, anche se è bravo in tackle a rimediare al suo stesso errore. Le sofferenze sulle ripartenze dei padroni di casa non terminano nella ripresa, ma evita guai peggiori intercettando un traversone da destra di Di Tommaso. 90′ MOLINA S.V.

QUIRINI 4: non evidenzia nessuna idea interessante sul piano offensivo, spesso latitante difensivamente. Non fa mancare nulla al suo pessimo primo tempo, svirgolando in maniera indecente un paio di palloni. 46′ FERRARI 4,5: pachidermico nelle movenze, falloso, impreciso nei tentativi di fraseggio, spesso pescato in off side. Partita da dimenticare e pallido ricordo dell’attaccante difficile da marcare ammirato un paio di mesi fa.

TASCONE 4: primi quarantacinque minuti caratterizzati da un’astrazione nociva senza pari. Non incide mai offensivamente, alle sue spalle D’Orazio e Paolucci bivaccano e fanno danni. 46′ DE BOER 5: la squadra avrebbe bisogno di intensità, intraprendenza e fosforo, la sua recita non va oltre la partitella del giovedì tra gli amici del bar.

GYABUAA 6: parte bene, poi viene progressivamente annichilito, insieme ai compagni di reparto, dal centrocampo gialloblù. Da metodista della mediana dovrebbe mettere anche ordine all’anarchia tattica dei suoi partner, invece si limita semplicemente a presidiare la sua zona. Dopo un terzo della ripresa, comincia ad agire da mezzala ed ha subito un’ottima intuizione servendo di prima intenzione Lescano che colpisce la traversa. Il suo dinamismo prova a infondere un po’ di energia ad una squadra povera d’idee, trova anche uno splendido gol ma il tutto viene vanificato da un fallo commesso da Ferrari. Nel finale, stanco e nervoso, alza bandiera bianca anche lui, sbagliando l’ultimo pallone giocabile e cercando fallosamente lo stinco di un avversario con il guadagno di un inevitabile cartellino giallo.

CAPOMAGGIO 5: impegno e agonismo non mancano, ma non si scorgono quasi mai lucidità e capacità di risultare efficace e concreto nelle due fasi. Tanti tentativi di dare una mano, neppure uno andato a buon fine.

VILLA 6,5: è il granata più incisivo in avvio di match, sfonda spesso a sinistra e sono almeno quattro i cross che non trovano nessun compagno a riempire con cattiveria i sedici metri pugliesi. In una serata terribile per la squadra, è l’unico a non mollare mai e a conservare intensità e un briciolo di lucidità e incisività con le sue sortite sull’out sinistro.

FERRARIS 5: si muove, sbatte furiosamente le ali come un uccello in gabbia ma, scarsamente supportato dal resto della squadra, non riesce mai a creare qualcosa di significativo negli ultimi venticinque metri. 46′ ACHIK 5,5: svolazza tra le linee e sulle due corsie, s’impegna anche in fase passiva con qualche disperato ripiegamento, ma il suo secondo tempo, al netto di un paio di cross sporchi, è da annoverare nella categoria del tanto fumo e del poco arrosto.

LESCANO 5,5: macchinoso, scarsamente partecipativo alla manovra, abbandonato al suo destino, sull’unico pallone succulento della prima frazione, servito da Villa, calcia di esterno e la sfera termina abbondantemente sopra la traversa. Quando viene attivato nei tempi giusti, tra un off side e una posizione regolare, riesce a calciare due volte in porta timbrando palo e traversa. La speranza è che le sue doti di finalizzatore vengano in fretta valorizzate da maggiori e più puliti rifornimenti.

ALL.RAFFAELE 4: Squadra senza idee offensive, ritornata ad essere slegata tra i reparti e fragile difensivamente. Mezzali, esterni ed attaccanti del Cerignola fanno quello che vogliono tra le linee e di rimessa, con molti dei suoi calciatori che sembrano stare in mezzo al campo senza avere compiti precisi da rispettare. Il trionfo della confusione e dell’approssimazione, che lascia spazio ad una sensazione di totale impotenza che sfocia nello scoramento e nella progressiva perdita di autostima. Dopo sette mesi, uno spettacolo del genere è difficile da digerire.

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