DONNARUMMA 6: è reattivo su una bordata dai venticinque metri del Latina, poi corre con il pallone tra le mani con l’intenzione di servire un compagno per la ripartenza, però la sfera gli scappa, quasi rischia la seconda espulsione nel tentativo di recuperarla, alla fine gli ospiti non ne approfittano. Ancora in difficoltà su un banale colpo di testa avversario, smarrisce il pallone e regala un corner. Ritrova conforto psicologico con due interventi non semplici su Cioffi e Parigi. Attento e concentrato in uscita nel corso del forcing pontino del secondo tempo.
CABIANCA 7: schierato da terzino destro, dimostra subito la sua vocazione offensiva guadagnando il corner che lui stesso va a finalizzare con un gol di ottima fattura. Vocazione offensiva che, a volte, si traduce in qualche evitabile latitanza in copertura sulla fascia destra. Due, infatti, sono i cross che il Latina fa partire e Parigi quasi trasforma in gol. Decisamente più oculato il suo secondo tempo, nonostante sul suo versante Cioffi e Riccardi non manchino di spunto e vivacità. 80′ LONGOBARDI S.V.
GOLEMIC 3: gioca di posizione e di presidio con la squadra in inferiorità numerica ed arroccata a difesa del vantaggio realizzato da Cabianca. Negli ultimi minuti del primo tempo, però, si fa sorprendere due volte da Parigi su altrettanti traversoni provenienti da sinistra. Completa la sua prestazione incerta con un’ assurda e inutile entrata sulla caviglia di Parigi, che mette ancora più in difficoltà la squadra già costretta a giocare in dieci.
MATINO 6,5: costretto, causa inferiorità numerica, a sostenere l’assedio pontino, si applica in una prestazione robusta e priva di fronzoli. Anche nella ripresa è il più coriaceo della difesa granata, sostenuto da scaltrezza e cattiveria agonistica.
ANASTASIO 6: Porro, inizialmente, lo punta e salta con frequenza sull’out destro, costringendo l’ex catanese ad un fallo di ammonizione che rende ancora più problematica la gestione difensiva della sua prestazione. Prova a rivitalizzarsi con un anticipo che costringe lo stesso dirimpettaio ad un fallo d’ammonizione e, successivamente, scagliando un tiro potente dalla distanza, ma è troppo centrale per impensierire Mastrantonio. Lui è soprattutto un terzino con propensione ad offendere, ma nel secondo tempo, nonostante la doppia inferiorità numerica, indossa l’elmetto e con esperienza fornisce il suo valido contributo nella difesa del fortino.
CAPOMAGGIO 3: un intervento inutilmente violento, su un pallone ormai perso e con la squadra in vantaggio, è la triste riprova del momento psicologico complesso attraversato dal calciatore argentino. Espulsione sacrosanta e squadra costretta a giocare in inferiorità numerica per oltre settanta minuti.
GYABUAA 6: inizio un po’ caotico, perché il Latina è aggressivo e lui non esprime la qualità necessaria per eludere il pressing. Poi, come il resto della squadra, si piazza davanti alla difesa per fare densità, accantonando ogni velleità offensiva. Nel finale di tempo è ingenuo nel tentativo di difendere palla sulla linea di fondo, un avversario gliela sottrae e regala un cross invitante per Parigi che non ne approfitta. Grande partita di sacrificio nel secondo tempo affrontato in doppia inferiorità numerica. Gli avversari muovono il pallone da un versante all’altro, lui viene sfiancato dal lavoro di tergicristallo al quale è costretto. Normale, in queste condizioni, difettare in qualche circostanza di lucidità nella gestione della sfera.
DE BOER 6: anche il suo avvio di gara è macchinoso e a tratti falloso. Come Gyabuaa, con la squadra in inferiorità numerica, si piazza davanti alla difesa e si limita a fare legna. Lavoro che svolge con diligenza tattica e lucidità, riuscendo in diverse situazione a gestire il pallone nel tentativo di fiaccare la continuità del forcing avversario.
FERRARIS 6,5: si lascia apprezzare inizialmente per un costante contributo in fase difensiva. Si muove tantissimo sulla trequarti pontina, dettando il passaggio e tagliando dalla corsia sulla quale agisce. Il suo inizio positivo viene stroncato dalla folle espulsione di Capomaggio. Costretto per esigenze tattiche ad uscire, lascia spazio a 25′ QUIRINI 5,5: chiamato a riequilibrare la squadra costretta a giocare in inferiorità numerica. La sua è una partita esclusivamente di contenimento, ma con Cabianca potrebbe presidiare meglio la corsia destra nel finale del primo tempo. Non sempre le sue letture difensive sono efficaci anche nel secondo tempo, mentre potrebbe risultare meno frenetico nelle rare transizioni offensive granata. 80′ TASCONE 4,5: la squadra è in sofferenza, ma sta reggendo senza grossi patimenti la doppia inferiorità numerica. Entra per dare un contributo di corsa e temperamento, invece il primo pallone giocato, intriso di superficialità e leziosità, scatena la ripartenza che consente al Latina di rientrare in partita.
ACHIK 6,5: la prima parte del match è caratterizzata da un costante movimento senza palla teso ad eludere il pressing avversario. Le giocate, però, raramente sono efficaci, sia nella rifinitura, sia nell’uno contro uno. Quando la squadra resta in dieci, si sacrifica tanto in fase di non possesso, agendo addirittura da quinto quando l’azione si svolge sul fronte opposto. Ed ha il merito di pescare nel corridoio Lescano, il quale realizza il gol del raddoppio che regala maggiore serenità alla squadra. 64′ BERRA 5,5: sul cross di Pace da sinistra salta in anticipo, alle sue spalle Parigi colpisce indisturbato il pallone ma non impensierisce Donnarumma. Un po’ ingenuo anche nella difesa aerea del pallone nell’azione su cui reclama il fallo subito e sugli sviluppi della quale il Latina va in gol con Sylla. Si riscatta parzialmente nel finale intercettando due offensive ospiti.
LESCANO 7: inizio di gara nel corso del quale, a differenza di Caserta, viene più incontro al pallone, al fine di aiutare la squadra a distendersi in avanti e attivare le catene laterali e gli inserimenti delle mezzali. La ‘follia’ di Capomaggio costringe anche lui a curare soprattutto la fase difensiva. Il sacrificio lo compie per intero, agendo a tratti anche da esterno e da mediano. Però il gol lo ha nel sangue e alla prima occasione utile realizza la rete del raddoppio. 80′ MOLINA S.V.
ALL. COSMI 6: parte con il 4 3 2 1, con Ferraris e Achik a supporto di Lescano, ma la squadra, complice l’aggressività degli avversari, fa fatica ad eludere il loro pressing e a proporsi in maniera incisiva. Latina che crea qualche grattacapo anche sulle corsie laterali quando riesce a raggiungerle con il giropalla. Però la rete granata nasce proprio da un’incursione a destra di Cabianca, che approfitta della densità centrale ospite per guadagnare il corner trasformato in gol dallo stesso terzino granata. E’ costretto a rivedere i suoi piani con le espulsioni di Capomaggio e Golemic. Non c’è molto da fantasticare: cambiando gli interpreti, anche a causa della stanchezza crescente, si affida ad un 4 4 1 e un 4 3 1 a ridosso dei propri sedici metri. La squadra soffre, ma non concede granché agli avversari ed alla fine merita il successo.









