Home News Una Salernitana luci ed ombre batte l’Altamura e riconquista il terzo posto

Una Salernitana luci ed ombre batte l’Altamura e riconquista il terzo posto

Dopo le disattenzioni difensive iniziali, che consentono all'Altamura di raggiungere immediatamente il vantaggio, la Salernitana, favorita anche dalla superiorità numerica, gioca un discreto calcio nei primi quarantacinque minuti. Il pallone circola velocemente coinvolgendo tutti i calciatori di movimento. Buona la spinta sulle catene laterali e la capacità delle mezzali di supportare la fase offensiva e riempire i sedici metri avversari. Manca, però, l'incisività di un fumoso Achik e la presenza in area avversaria di Lescano. Nella ripresa, la squadra è meno intensa e più prevedibile, ma trova il gol vittoria con la fortunosa traiettoria partita dal piede mancino di Anastasio.

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DONNARUMMA 5: le deviazioni fortuite di Grande e Lescano sono insidiose, ma lui palesa scarsa reattività e accompagna con lo sguardo il pallone nella sua porta. Per il resto del match, non deve mai intervenire.

MATINO 6,5: braccetto di destra della difesa a tre, è impegnato più in appoggio alla fase offensiva che a tamponare le iniziative altrui. Mansione che svolge, soprattutto nel primo tempo, con grande generosità. Prima arriva al tiro dopo un’azione personale, poi è sua la sponda di testa per Capomaggio intercettata dal braccio di Mbaye, con contestuale rigore guadagnato dai granata.

GOLEMIC 6: nonostante la rapidità d’esecuzione dei brevilinei pugliesi, la guardia iniziale della sua zona è efficace con un paio di tempestivi interventi. Al minuto ventidue deve lasciare il campo dopo l’entrata a gamba tesa di Curcio che gli procura una ferita al capo. 23′ LONGOBARDI 6,5: lavora bene nelle due fasi, spingendo con intensità a destra e sfiorando il gol su un tiro neutralizzato fortunosamente da un difensore dell’Altamura. Attento e reattivo anche con un paio di efficaci diagonali e nell’arrestare a sinistra un’iniziativa rivale nel finale di partita.

ANASTASIO 6: l’avvio è molto complesso, con Millico, Mogentale e Grande che esprimono la loro qualità intrisa di rapidità sul suo versante. Poi, ancor prima della superiorità numerica, diventa l’abituale regista decentrato difensivo, supportando con continuità gli arrembaggi granata, anche se la qualità delle giocate è a corrente alternata. Però le sofferenze non cessano quando i pugliesi agiscono di rimessa, seppur sporadicamente, sulla fascia sinistra, come testimonia l’unica azione di rilievo innescata da Mogentale. Ma ribadisce, ancora una volta, che la parte migliore della sua prestazione è sempre legata alla qualità del suo piede mancino. Il gol probabilmente è figlio di un tentativo di cross, ma la traiettoria diventa imparabile per Alastra.

CABIANCA 6: inizia da laterale destro intermedio e l’unica azione che lo vede protagonista si conclude con un cross sballato. Con l’infortunio di Golemic diventa braccetto destro della linea a tre granata. Ha ancora licenza di sganciarsi e supportare la fase offensiva, ma altri due traversoni risultano imprecisi. Con l’espulsione di Curcio, il suo impegno difensivo risulta privo di difficoltà. Continua a sostenere con continuità la fase offensiva, arrivando anche al tiro che non impensierisce Alastra, ma la qualità del cross resta intermittente. Solida, invece, la gara difensiva dei secondi quarantacinque minuti.

TASCONE 6: si muove tanto senza palla e va vicino al gol in due occasioni, prima con un tiro dai venti metri parato con difficoltà da Alastra, poi con un colpo di testa che vede il pallone stamparsi sulla traversa. Nel mezzo qualche pallone non gestito lucidamente per eccesso di generosità. Nella ripresa, la Salernitana è meno rapida e intensa nella circolazione del pallone, preferendo una manovra di aggiramento per sfruttare la presenza di due punte centrali, ed allora lascia spazio a 63 FERRARIS 6: gioca da trequartista, per sfruttare la fisicità delle due punte centrali e farsi trovare tra le linee per smistare il pallone sulle corsie laterali e facilitare il cross. Lotta su tutti i palloni, fornisce il suo contributo in fase difensiva, ma anche per lui la magia del bomber di inizio stagione è ancora da ritrovare.

CAPOMAGGIO 6: Cosmi gli affida soprattutto mansioni da incursore, risultando nel primo tempo uno dei più insidiosi nell’attaccare e riempire l’area pugliese. Prima impegna Alastra con una deviazione sottomisura, poi sembra destinato a timbrare il tabellino ma Mbaye gli toglie il pallone dalla testa con una mano, regalando il rigore alla Salernitana. Nella ripresa, la manovra della squadra è più prevedibile ed articolata, pertanto arretra il suo raggio d’azione e si limita all’ordinaria amministrazione, con qualche errore nello smistare il pallone.

DI VICO 6: la regia è affidata ai suoi piedi, con il pallone che viaggia, soprattutto nel primo tempo, con discreta velocità nella trequarti ospite, dimostrando grande carisma e tranquillità nella distribuzione del gioco. Essenziale e carismatico, conferma di poter tranquillamente ritagliarsi uno spazio nell’organico a disposizione di Cosmi. 88′ GYABUAA S.V.

VILLA 5,5: troppo facilmente eluso il presidio della fascia sinistra nell’azione da cui si sviluppa il vantaggio dell’Altamura. Poi con Anastasio e Tascone crea un asse abbastanza propositivo sull’out mancino, anche se le incursioni ancora non sono incisive come in avvio di stagione ed anche la qualità delle rifiniture solo a tratti risulta visibile. Ancora uno svarione difensivo nel secondo tempo e tanta generosità nel proporsi a sinistra, ma la pulizia tecnica ancora non è quella giusta.

ACHIK 5,5: il solito impegno e movimento nella trequarti avversaria al fine di disarticolare la fase difensiva dell’Altamura, ma sono più gli errori che le giocate in grado di impensierire la retroguardia ospite. 63′ FERRARI 5: deve ritrovare in fretta determinazione e motivazioni. Lontano parente del calciatore che difendeva con maestria il pallone e faceva valere la sua fisicità nei sedici metri avversari.

LESCANO 6: primi quaranta minuti da dimenticare, con un contributo involontario sul gol dell’Altamura ed un’evidente macchinosità in area di rigore avversaria. Trasforma con freddezza il rigore che vale il pareggio, ma nella ripresa la sua prestazione non registra miglioramenti.

ALL.COSMI 6: inizialmente i suoi uomini sono sorpresi dalla vivacità degli avversari che trovano immediatamente il gol. Poi la squadra, gradualmente e favorita dalla superiorità numerica, assedia l’Altamura nella propria metà campo, mostrando anche un interessante movimento senza palla e una circolazione rapida della sfera. Di Vico agisce con freddezza nei panni di regista, le mezzali appoggiano con continuità l’azione offensiva e vanno a riempire spesso l’area avversaria. Buona anche la spinta delle catene laterali, con i braccetti difensivi costantemente a supporto. La Salernitana crea abbastanza ma raggiunge meritatamente il pari solo allo scadere del primo tempo su rigore. Basterebbe esprimere la stessa intensità nei secondi quarantacinque minuti, ed invece la manovra diventa più compassata e meno imprevedibile. L’assedio assume connotati diversi: pallone gestito per raggiungere le corsie laterali al fine di arrivare spesso al cross. Manca la vivacità del primo tempo e la difesa dell’Altamura concede poco, ma arriva il gol un po’ casuale di Anastasio a togliere le castagne dal fuoco.

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