DONNARUMMA 5: non ha grosse responsabilità sul primo gol di Felipe, non è esente da colpe sugli altri due, in occasione dei quali avrebbe dovuto fare meglio in uscita. Nel mezzo un passaggio pasticciato di piede ma anche una provvidenziale parata su un tiro scoccato da sinistra. Ancora decisivo in uscita su Murano e in avvio di ripresa, quando si tuffa a valanga su un attaccante avversario impedendogli la facile conclusione per realizzare il quarto gol. Chiaramente mal posizionato sul tiro tutt’altro che irresistibile di Selleri. Più difficile da intercettare la rasoiata nell’extra time di Siatounis.
CABIANCA 4: viene meno la prima copertura preventiva sugli sviluppi di un corner a favore, ma troppo leggero è anche il suo tentativo di neutralizzare la sortita vincente di Felipe. Costretto sempre a fronteggiare l’uno contro uno, soccombe in più di una circostanza al cospetto di D’Auria. Anche il presidio aereo, alla pari di quello dei compagni, è deficitario. Partita da dimenticare anche nella ripresa. Prima si lascia superare facilmente a destra, con il Potenza che riparte ma non sfrutta l’occasione per chiudere il match. Poi prova a sganciarsi per dare una mano alla fase offensiva, ma le sue sovrapposizioni si concludono con traversoni sballati.
MATINO 4: sul primo gol è in area potentina per sfruttare il corner a favore. Per il resto, è in chiara e continua difficoltà sulle azioni di rimessa dei rossoblù, oltre a non garantire la necessaria fisicità in occasione del corner che vale il terzo gol di Kirwan. Ancora beffato da Murano alle spalle, che viene stoppato dalla parata in uscita di Donnarumma. Nella ripresa, il Potenza bada a preservare energie e risultato, ma appena affonda realizza altre due reti, ed anche lui è troppo basso e distante dagli avversari che calciano facilmente verso la porta granata. 87′ FERRARI S.V.
ANASTASIO 4: conferma le ataviche perplessità sul piano difensivo, soprattutto quando è costretto a vedersela con un calciatore rapido, tecnico ed estroso come Schimmenti. Nella sua zona di campo il Potenza maramaldeggia e trova due gol nel primo tempo. Smette di soffrire solo perché i padroni di casa lasciano gran parte del furore offensivo negli spogliatoi al termine del primo tempo. Anche l’abituale contributo in fase di possesso risulta sterile.
LONGOBARDI 4,5: non riesce mai ad incidere sull’out destro a livello offensivo, mai a sostegno di Cabianca in fase difensiva. Copione confermato anche nei venti minuti della ripresa, con un cross terminato tra le braccia di Cucchietti ed un tiro al volo svirgolato da vantaggiosa posizione. 67′ FERRARIS 5,5: costretto a recitare costantemente un ruolo di secondo piano, entra in campo e prova a metterci il cuore, dettando il passaggio tra le linee e provando a dare vivacità negli ultimi venticinque metri. Ma, al netto di tanta generosità, non riesce ad incidere.
CAPOMAGGIO 4: macchinoso, nervoso, ordinario e scontato in fase di palleggio, mai presente in interdizione quando il Potenza trova le sue insidiose imbucate centrali nel primo tempo. Una stanca generosità priva di luce a connotare anche i suoi secondi quarantacinque minuti di gioco, che si concludono con una rassegnata passività al cospetto di Selleri e Siatounis che realizzano il quarto e il quinto gol.
DI VICO 6: non è irreprensibile la prima copertura preventiva sul centrosinistra in occasione del gol lucano, prima di qualche pallone non gestito con sufficiente serenità. Bravo, invece, a stoppare un’incursione rivale nel cuore dell’area granata. Ancora abile la lettura difensiva che annulla un’altra incursione dei padroni di casa. Nel momento di difficoltà della squadra, resta il più lucido dei compagni di reparto e arriva al tiro per due volte, sfiorando il palo e trovando Cucchietti ad opporsi con una grande parata. Abbastanza incomprensibile la sua sostituzione al termine del primo tempo. 46′ CARRIERO 5: si adegua alla mediocrità generale, cerca vanamente di trovare qualche spazio libero. La mezzala incisiva ammirata in B a Cittadella è ancora un pallido ricordo.
TASCONE 6: controlla bene il cross non facilmente addomesticabile di Villa, supera un avversario con il sombrero e piazza di sinistro il pallone nell’angolo alto alla destra di Cucchietti. Però lui, essendo anche un centrocampista di gamba e interdizione, dovrebbe garantire un maggiore contributo in fase passiva, ed invece è spesso distante dalla zona dove transita il pallone. Poco da segnalare nei venti minuti giocati nel secondo tempo. 67′ GYABUAA 5: in avvio di ripresa prova a conferire maggiore vivacità alla trasmissione del pallone, poi finisce gradualmente per essere inghiottito dalle scarse idee del collettivo. Nel finale risulta leggero in opposizione ai due tiri di Selleri e Siatounis.
VILLA 5: solite iniziative offensive, vedi l’assist a Tascone e un tiro stoppato fortunosamente dallo stinco di un avversario. Ma anche una frequente e penalizzante assenza a sinistra sulle numerose e letali sortite dei calciatori rossoblù. Siamo arrivati alla trentaquattresima giornata ed ancora non si comprende che l’ex patavino deve avere mansioni difensive ridotte al lumicino. Nella ripresa è poco lucido anche nelle rifiniture offensive.
ACHIK 5,5: un po’ di sfarfalleggiare lezioso in avvio di gara, prima di gestire lucidamente il pallone servito nel corridoio a Villa nell’azione che porta al gol di Tascone. Ancora qualche fragile e inutile leziosità, prima di scoccare un tiro che trova pronto alla smanacciata Cucchietti. 52′ MOLINA 4,5: si fa fatica a scorgere le mansioni affidategli, visto e considerato che è impresa ardua registrare la sua incisività dentro e fuori l’area di rigore.
LESCANO 6: sul primo pallone vagante nei sedici metri potentini si avventa famelicamente e annulla lo svantaggio iniziale. Mai pulito, invece, nella gestione della sfera quando è chiamato a partecipare alla manovra collettiva. Nella ripresa, addomestica bene in area potentina un cross sporco, si gira e calcia prontamente, ma trova l’efficace tackle di Camigliano ad impedirgli la soddisfazione della doppietta. E’ un bomber, non un centravanti che riesce a legare il gioco o a tirar fuori dal cilindro il numero tecnico vincente. Il suo contributo è direttamente proporzionale alla qualità delle opportunità che la squadra riesce a fornirgli. E, sotto questo aspetto, siamo ancora lontani.
ALL. COSMI 3: sconfitta figlia della presunzione e – aspetto ancora più grave – della scarsa conoscenza delle qualità altrui. Fase difensiva orribile opposta agli estrosi, sguscianti e tecnici attaccanti del Potenza, che vanno a nozze negli spazi generosamente offerti dai suoi calciatori. Affronta spavaldamente la gara, senza avere trame di gioco che giustifichino una tale intraprendenza. Scriteriata presunzione che finisce per apparecchiare la tavola ad un Potenza che, sin dalle prime fasi della stagione, ha dimostrato di possedere un’efficace gamma di soluzioni offensive. Nel secondo tempo, complice una squadra lucana più conservativa che protagonista, i suoi uomini provano a fare gioco, ma il tutto risulta macchinoso, lento e prevedibile. Le sostituzioni non modificano il corso della partita. La Salernitana vista all’opera oggi difficilmente farà tanta strada nei play off.









